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Altra acquisizione “verde” per Total: fuga dal petrolio?

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Martedì, 14 Giugno 2016
Redazione QualEnergia.it
Dopo Saft, produttore di batterie, il gigante del petrolio francese acquisisce Lampiris, compagnia belga che produce energia da rinnovabili, vende gas e offre servizi di efficienza energetica. La grande del petrolio, pressata dalla transizione energetica e dai prezzi bassi sente l'esigenza di differenziare gli investimenti verso fonti più sostenibili?

Continua la campagna acquisti di Total verso l’energia pulita. Poche settimane dopo aver annunciato l’acquisizione di Saft, gruppo francese specializzato nella produzione di batterie al nickel e agli ioni di litio, il colosso petrolifero transalpino ha puntato i riflettori su Lampiris. Il valore dell’operazione stavolta si aggira sui 150-200 milioni di euro, anche se non sono molte le informazioni trapelate finora.

L’obiettivo di Total è possedere il 100% delle azioni della società belga che, lo ricordiamo, è il terzo fornitore di elettricità e gas sul mercato residenziale in Belgio (oltre 800.000 clienti cui vanno sommati quelli in Francia, altri 200.000 circa). Lampiris, oltre a distribuire energia elettrica prodotta interamente con fonti rinnovabili, fornisce diversi servizi, ad esempio: gestione caldaie, rifornimenti di pellet, isolamento termico.

Si tratta, insomma, di un altro passo di quella transizione energetica voluta con forza dall’amministratore delegato di Total, Patrick Pouyanné. Non sarà proprio una “fuga dal petrolio” ma è certamente un segno evidente di come l’efficienza energetica e le tecnologie pulite stiano cambiando i tradizionali confini delle grandi compagnie.

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Accatastamento fotovoltaico: nuovi chiarimenti dalle Entrate

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Martedì, 14 Giugno 2016
Redazione QualEnergia.it
Quando un impianto fotovoltaico va accatastato autonomamente? Quando si può chiedere la rideterminazione della rendita catastale, ottenendo sconti su IMU e TASI grazie alle novità introdotte con la legge di Stabilità 2016? L'Agenzia delle Entrate lo spiega in una nuova circolare. Il documento e la sintesi.
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Gli impianti fotovoltaici su edifici e su aree di pertinenza non devono essere accatastati come unità immobiliari autonome, in quanto possono essere assimilate agli impianti di pertinenza degli immobili. In caso di installazioni che sono ...

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Provincia di Trento, ci sarà il Catasto degli impianti termici civili

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Martedì, 14 Giugno 2016
Dal 1 dicembre 2016 tutti gli impianti termici civili, esistenti o di nuova realizzazione, devono essere accatastati con una nuova procedura informatizzata, tramite apposizione sul generatore di una etichetta adesiva con codice alfanumerico.

La Provincia di Trento apre il SIRE, il nuovo Catasto degli impianti termici civili previsto dalla Legge provinciale sull'energia 20/2012. Con la deliberazione approvata ieri, 13 giugno, dalla Giunta provinciale sono stati infatti definiti i contenuti, le modalità di formazione e di aggiornamento del Catasto degli impianti termici, stabilendo i modi e gli oneri dell'attività di ispezione.

Dal 1 dicembre 2016 tutti gli impianti termici civili, esistenti o di nuova realizzazione, devono essere accatastati con una nuova procedura informatizzata, tramite apposizione sul generatore di una etichetta adesiva con codice alfanumerico, e tutti potranno visionare i dati relativi al proprio impianto termico tramite la Carta Provinciale dei Servizi.

"I vantaggi per i cittadini - spiega l'assessore Mauro Gilmozzi, titolare delle competenze energia e ambiente - sono molteplici: l’impianto viene identificato senza possibilità di errore; non si dovrà più spedire all'Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia le schede identificative e il rapporto di controllo di efficienza energetica alla fine della manutenzione; l’utente potrà verificare la correttezza dei dati e segnalare eventuali anomalie; gli esiti delle manutenzioni, infine, saranno immediatamente accessibili all’Agenzia e così gli impianti risulteranno più sicuri e meglio controllati".

Il catasto, in realtà, è in vigore in Trentino già dal 1998, ma la modalità di identificazione è sempre stata basata sui dati del proprietario e sull'indirizzo di ubicazione. Il proprietario però può cambiare, cosi come lo stradario e pertanto il sistema presenta un problema di fondo sull'affidabilità delle informazioni. Con il nuovo sistema SIRE il vincolo per l'identificazione dell'impianto è affidato al codice riportato sull'etichetta che quindi non è affetto da tali problematiche.

Il catasto degli impianti termici

Nel catasto degli impianti termici confluiscono le informazioni concernenti le caratteristiche dell'impianto termico civile, i dati relativi alle manutenzioni e le generalità dei soggetti coinvolti. L'obiettivo della realizzazione del catasto degli impianti termici è quello di assicurare una conoscenza unitaria dei dati relativi agli impianti termici in esercizio sul territorio provinciale, favorendo le attività di ispezione degli impianti stessi.

Le procedure di accatastamento

L'accatastamento si realizza attraverso due distinte operazioni:

  • apposizione sull'apparecchio dell’etichetta adesiva con codice alfanumerico che identifica l'impianto cui si riferisce fino alla dismissione o sostituzione dell'apparecchio su cui risulta applicato;
  • registrazione dei dati all'interno della piattaforma informatica SIRE.

Nel caso di più apparecchi, l’etichetta adesiva va collocata sulla caldaia (attiva o disattiva) di maggior potenza. Mancando la caldaia, l'etichetta va apposta - in ordine di importanza - su: sottostazione di teleriscaldamento, apparecchio di cogenerazione, pompe di calore (compresi gli split), termoconvettori e apparecchi ad energia radiante.

Nel caso in cui l’impianto termico sia costituito da una stufa a legna o pellet e/o cucina economica e/o termocucina e/o stufa a olle e/o caminetto, l’etichetta può essere apposta, indifferentemente, sull'apparecchio stesso ovvero sulla copertina esterna del relativo libretto di impianto.

Le etichette di identificazione dell'impianto termico civile sono distribuite a titolo gratuito da parte di APRIE.

L’accesso al catasto

L'accesso al catasto degli impianti termici in SIRE è consentito:

  • ad installatori e manutentori previamente accreditati presso APRIE
  • ai responsabili dell'impianto termico e – se persone diverse – ai proprietari, limitatamente alla visualizzazione dei dati relativi al proprio impianto termico, tramite la Carta provinciale dei Servizi (CPS);
  • ad amministrazioni comunali presenti sul territorio provinciale, limitatamente alla visualizzazione dei dati relativi agli impianti termici civili ricadenti nel rispettivo perimetro comunale;
  • ad altri soggetti richiedenti l'accesso specificamente individuati da parte di APRIE per motivate esigenze di pubblica utilità.
  • la registrazione dei dati in SIRE sostituisce la trasmissione cartacea ad APRIE della prima pagina del libretto di impianto per la climatizzazione e del rapporto di controllo di efficienza energetica.

Adempimenti del responsabile dell’impianto

L'accatastamento dell'impianto termico grava sul soggetto responsabile dell'impianto termico che vi provvede incaricando l'impresa installatrice o quella addetta alla manutenzione ovvero, qualora intenda provvedervi da sé, recandosi presso la sede di APRIE.

Il termine ultimo per l'accatastamento, e quindi anche per l'inserimento dei dati dell'impianto termico in SIRE, coincide con il trentesimo giorno dalla prima manutenzione utile dell'impianto.

Adempimenti del manutentore

Entro trenta giorni dalla visita manutentiva, l'impresa addetta alla manutenzione accede alla piattaforma informatica SIRE ed ivi registra i risultati delle manutenzioni effettuate, fermo restando in ogni caso l'inserimento di ogni altra variazione intervenuta nei dati riferiti all'impianto termico in sé e per sé nonché in quelli riferiti al relativo soggettivo responsabile.

Sanzioni

La legge 20/2012 sull'energia identifica le sanzioni e quantifica gli importi. Alcune tipologie di sanzioni sono state però ricondotte dalla Giunta provinciale (deliberazione 13 novembre 2015 n.20) all'interno del regime del temperamento sanzionatorio.

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Energy storage, anche per Standard & Poor's il settore è strategico

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Martedì, 14 Giugno 2016
Redazione QualEnergia.it
L'agenzia di rating, in un nuovo report destinato agli investitori, sottolinea come i sistemi i accumulo siano un settore strategico per la transizione energetica e prevede un boom. Le batterie hanno grandissime potenzialità di sviluppo, avverte, ma possono anche danneggiare qualcuno.
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I sistemi di accumulo sono certamente un settore chiave per la transizione energetica e il calo dei prezzi delle batterie sicuramente aprirà praterie sconfinate per queste applicazioni. Non ci sorprende dunque che a dedicare un report a questa tecnologia arrivi anche Standard & Poor's (S&P).

L'agenzia di rating, in un nuovo report destinato agli investitori, sottolinea come i sistemi di accumulo siano un settore strategico: hanno grandi potenzialità di sviluppo, ma possono danneggiare qualche soggetto specifico, come le utility.

Citando l'International Renewable Energy Agency (IRENA), S&P ricorda che saranno necessari 150 GW di storage entro il 2030 se vogliamo arrivare ad avere il 45% dell'elettricità da rinnovabili.

Molti player, fa notare l'agenzia di rating, si stanno buttando in questo settore. Tra gli esempi, S&P fa quello dell'acquisizione da parte di Total del gruppo Saft, specializzato nella produzione di batterie al nickel e agli ioni di litio e quella dell'azienda statunitense delle batterie Green Charge da parte dell'utility Engie.

L'espansione del mercato delle batterie, prevede Standard & Poor's, sarà spinta da nuovi passi in avanti nelle tecnologie e dai volumi di produzione.

Attenzione però, avverte, il boom dei sistemi di accumulo potrebbe portare a un calo delle revenue per le utility, dato che consumatori grandi e piccoli grazie alle batterie avranno sempre di più la possibilità di gestire per conto loro l'energia, anche autoproducendola con il solare.

Insomma, meglio prepararsi ad un futuro, che è già qui, è il messaggio di S&P liberamente tradotto da noi. D'altra parte al momento solo i costi frenano lo storage e questa barriera non reggerà per molto, stando alle previsioni.

Dal 2010, ci dicono i dati UNEP/BNEF, il prezzo medio delle batterie dei veicoli elettrici è sceso da 1.000 dollari per kWh ai 350 per kWh del 2015. Tra il 2014 e il 2015 la diminuzione media stimata è del 35%. 

Praticamente, secondo tutti gli osservatori, il calo dei prezzi non solo continuerà, ma accelererà: ad esempio per Goldman Sachs (primo grafico sotto) il prezzo delle batterie nei prossimi 5 anni scenderà di oltre il 60%, mentre per altri analisti (DoE e altri, secondo grafico in basso) le batterie al litio costeranno quasi la metà al 2020 rispetto ad oggi.

Altra previsione di un boom dei sistemi di accumulo è contenuta nel nuovo report di Bloomberg New Energy Finance di cui abbiamo parlato ieri.

La diffusione dei veicoli elettrici, si spiega, porterà a un calo dei costi delle batterie al litio e il mercato dell'energy storage stazionario al 2040 arriverà ad un giro d'affari di 250 miliardi di dollari l'anno, mentre la capacità di accumulo “dietro al contatore” passerà dai circa 400 MWh attuali a 760 GWh, cioè aumenterà di 1.900 volte, a aprtire da oggi.

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A maggio domanda elettrica in calo e quota rinnovabili in discesa

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Martedì, 14 Giugno 2016
Redazione QualEnergia.it
La domanda di energia elettrica ha registrato a maggio un calo, rispetto allo stesso mese 2015, dell'1,3%. Minore la produzione del FV rispetto ad un anno fa. Cresce la generazione dell'eolico. Tutte le rinnovabili elettriche nei primi 5 mesi del 2016 soddisfano il 34,5% della domanda, meno del 2015 e del 2014.
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Anche a maggio 2016, la domanda di energia elettrica ha registrato un calo rispetto allo stesso mese del 2015: 24,6 TWh, con una flessione di 1,3%.

Rettificando la domanda (a maggio 2016 temperatura media mensile inferiore di circa 1,5 °C e due giorni lavorativi in più rispetto a maggio 2015), la diminuzione è più netta: -3,1%. Il dato congiunturale ci dice che la domanda elettrica di maggio rispetto ad aprile di quest’anno è stabile (+0,1%) e il trend della richiesta elettrica resta in calo. Questi alcuni dati dall'ultimo report mensile di Terna (pdf)

A maggio è ancora in diminuzione, rispetto allo stesso di un anno fa, la produzione da fotovoltaico (-10%). In diminuzione la produzione da idroelettrico (-18,3), stabile quelle termoelettrica; in aumento quella eolica (+33,1%). Cresce l’importazione di elettricità dall’estero (+16,4%).

I 24,6 TWh richiesti nel mese di maggio 2016 sono così suddivisi: 46,7% al Nord, 30% al Centro e 23,3% al Sud. A livello territoriale, la domanda di energia elettrica nel mese di maggio 2016 è risultata ovunque in calo: -0,7% al Nord, -1,9% al Centro e -2,3% al Sud.

Come di consueto, la nostra analisi si sposta all'intero periodo gennaio-maggio, dove si ha una diminuzione della domanda di elettricità pari all’1,6% rispetto ai valori del corrispondente periodo del 2015. Va detto che a parità di calendario il dato diventa -2,3%.

Nei primi cinque mesi dell’anno le rinnovabili hanno prodotto 2,5 TWh in meno rispetto allo stesso periodo del 2015. In particolare perde oltre 1,2 TWh il fotovoltaico (-12,6%), un dato molto simile a quello del periodo gennaio-maggio 2014, e quasi 2,6 TWh l’idroelettrico (-14%), che diventano 8,9 TWh rispetto allo stesso periodo 2014 (anno con notevole idraulicità).

L’eolico guadagna 1,1 TWh (+13,9%) e rappresenta così il 20,8% di tutte le rinnovabili contro il 17,2% del 2015, superando, al momento la produzione da solare FV che oggi costituisce il 20% di tutte le rinnovabili (a fine maggio 2015 questa quota era invece 21,6%).

Tutte le rinnovabili elettriche nei primi 5 mesi del 2016 soddisfano il 34,5% della domanda (il 40,5% sulla produzione nazionale). Nello stesso periodo del 2015, questa quota era del 36% (42,2% sulla produzione). Il dato che colpisce di più però è quello riferito al periodo gennaio-maggio 2014, con un divario che si fa più ampio: le FER coprivano il 39,2% della domanda (il 45,8% della produzione), ovviamente grazie ad un abbondante generazione da idroelettrico.

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Contabilizzazione del calore, chiarimento MiSE su chi può installare le valvole termostatiche

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Martedì, 14 Giugno 2016
Il Ministero dello Sviluppo Economico risponde al quesito posto dalla CNA. Sbagliano gli amministratori di condominio che si rivolgono agli elettricisti per adeguare gli impianti centralizzati di riscaldamento.

Chi deve installare i sistemi di contabilizzazione del calore? La domanda era stata posta un paio di mesi fa dalla Confederazione nazionale dell’artigianato al Ministero dello Sviluppo Economico, sulla scia dell’interpretazione ...

 

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Nuovo Codice Appalti, le FAQ dell’ANAC

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Martedì, 14 Giugno 2016
Le FAQ dell'Autorità anticorruzione sul d.lgs. 50/2016. I chiarimenti sono relativi all’applicazione delle disposizioni del nuovo Codice e alla disciplina applicabile nel periodo transitorio.

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti (d.lgs. n. 50/2016 - si veda anche QualEnergia.it - Nuovo codice appalti, ecco il testo definitivo), per rispondere alle numerose richieste di chiarimenti in relazione all’applicazione delle disposizioni del nuovo Codice e alla disciplina applicabile nel periodo transitorio, l’ANAC ha predisposto le apposite FAQ che riportiamo di seguito

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L’energia in Parlamento questa settimana, 13-19 giugno 2016

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Martedì, 14 Giugno 2016
Il calendario settimanale dei lavori parlamentari (13-19 giugno) che riguardano energia, rinnovabili, efficienza energetica, edilizia, mobilità sostenibile e tutte le tematiche che interessano gli abbonati a QualEnergia.it PRO.

Ecco il calendario dei lavori parlamentari della settimana da lunedì 6 a domenica 12 giugno che riguardano energia, rinnovabili, efficienza energetica, edilizia, mobilità sostenibile e tutte le tematiche che interessano gli abbonati a QualEnergia.it PRO. In allegato in basso il calendario completo con tutti gli appuntamenti di Camere, commissioni e Governo.

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Prezzi bassi di carbone e gas non fermeranno le rinnovabili

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Lunedì, 13 Giugno 2016
Redazione QualEnergia.it
Nella nuova previsione 2016-2040 di Bloomberg New Energy Finance rivisti al ribasso i prezzi di gas e carbone. Ma il calo dei costi di eolico e fotovoltaico sarà molto più rapido, così da farle diventare le fonti più economiche quasi ovunque. Boom di auto elettriche e di accumuli. Tuttavia emissoni in aumento.
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I prezzi bassi di carbone e gas continueranno, ma non freneranno l'inesorabile ascesa delle rinnovabili nel sistema elettrico mondiale. È questa la bottom line del nuovo rapporto previsionale di Bloomberg New Energy Finance (BNEF), New Energy Outlook 2016.

Nella nuova edizione del report BNEF rivede significativamente al ribasso le previsioni sui prezzi dei combustibili fossili, ma eolico, solare e sistemi di accumulo avranno cali dei costi molto più rapidi.

Lo scenario che gli analisti disegnano per il periodo 2016-2040 resta comunque preoccupante: la transizione energetica è avviata e inarrestabile, ma l'inerzia degli investimenti in fossili la rallenta, mettendo a rischio gli obiettivi sul clima. Nonostante il rallentamento economico e la decarbonizzazione dell'economia cinese, la crescita della generazione a carbone in India e in altri mercati emergenti spingerà le emissioni mondiali, che, si prevede, al 2040 saranno del 5% superiori a quelle attuali.

Nel grafico l'evoluzione del mix elettrico mondiale nello scenario dipinto dal report. Si noti la traiettoria ascendente delle nuove rinnovabili, solare ed eolico.

Ma vediamo per punti sintetici alcuni dati interessanti che emergono dal report:

Gas e carbone ancora a prezzi bassi. La previsione a lungo termine di BNEF per i prezzi delle due commodity è stata rivista al ribasso, rispettivamente del 30 e del 33% rispetto all'edizione dell'anno scorso. Chiaro come questo renda più competitive le centrali a gas e a carbone, che però dovranno vedersela con le policy orientate a ridurre le emissioni e con le energie rinnovabili che saranno sempre più competitive.

Eolico e fotovoltaico sempre più convenienti. Si prevede che il costo LCOE del MWh da eolico a terra cali del 41% entro il 2040 e che per lo stesso anno quello del FV scenda del 60%. Negli anni '20 - stima BNEF – queste forti saranno le più economiche in molti Paesi (già lo sono ora in alcuni contesti, ricordiamo che per i grandi parchi FV si è toccato il valore record di 30 $/MWh), e negli anni '30 lo saranno quasi in tutto il mondo.

Ancora troppi investimenti in fossili. Soprattutto nelle economie emergenti si continuerà a investire in gas e carbone: la previsione è che nel periodo si spenderanno circa 1.200 miliardi di dollari in impianti a carbone e quasi 900 miliardi in centrali a gas.

Gli investimenti in rinnovabili. Secondo BNEF alle rinnovabili nel periodo 2016-20140 andranno 7.800 miliari di dollari: 3.100 all'eolico, 3.400 al solare e 911 all'idroelettrico.

Troppo poco per stare sotto ai 2 °C. Per centrare l'obiettivo sul clima, oltre ai 7.800 miliardi di investimenti in rinnovabili citati, secondo Bloomberg, ne servirebbero altri 5.300.

Boom delle auto elettriche. Nel 2040 secondo la previsione i mezzi elettrici saranno al 35% delle vendite di veicoli leggeri, per circa 41 milioni di auto vendute, 90 volte il valore del 2015. La mobilità elettrica farà aumentare la domanda elettrica dell'8%.

Batterie, batterie, batterie. Il boom dei veicoli elettrici porterà a un calo dei costi delle batterie al litio. Il mercato dell'energy storage stazionario al 2040, secondo il report, sarà di 250 miliardi di $ l'anno; la capacità di accumulo “dietro al contatore” passerà dai circa 400 MWh attuali a 760 GWh, cioè si moltiplicherà per 1.900.

Meno carbone in Cina. La riduzione dell'intensità energetica del gigante asiatico e la sua spinta verso le rinnovabili hanno portato BNEF a rivedere la previsione sulla produzione da carbone in Cina tra 10 anni, tagliandola di circa 1000 TWh, cioè del 21%.

La questione India. La domanda elettrica dell'altro colosso asiatico crescerà di 3,8 volte dal 2016 al 2040. Nonostante 611 miliardi di investimenti in rinnovabili e 115 in nucleare, l'India continuerà a contare molto sul carbone per soddisfare la sua crescente fame di energia. Risultato: le emissioni del settore elettrico indiano triplicheranno da qui al 2040.

Rinnovabili egemoni in Europa e Usa. In Europa, si prevede, le fonti pulite al 2040 peseranno per il 70% della domanda elettrica europea, negli Stati Uniti arriveranno, per lo stesso anno, al 44% del mix, sorpassando il gas.

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Eolico, il Governo impugna la moratoria della Campania

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Lunedì, 13 Giugno 2016
Redazione QualEnergia.it
Il Governo fa ricorso contro la moratoria che la Regione Campania ha imposto ai nuovi progetti eolici: la norma regionale contrasterebbe con i principi fondamentali della legislazione statale, in particolare violando le norme costituzionali in materia di tutela del paesaggio e dell'ambiente.

Il Governo farà ricorso contro la moratoria  che la Regione Campania ha imposto ai nuovi progetti eolici. L’esecutivo ha infatti impugnato la legge regionale n. 6 del 5 aprile 2016 “Prime misure per la razionalizzazione della ...

 

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