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AzzeroCO2 seleziona una figura commerciale

Venerdì, 12 Maggio 2017
La ESCo seleziona una risorsa che parteciperà attivamente alle evoluzioni del business dell’azienda e alla costruzione dell’offerta commerciale incentrata sui temi di responsabilità sociale ed ambientale d’impresa, dedicata alle aziende (B2B).

La ESCo AzzeroCO2 seleziona  una risorsa che parteciperà attivamente alle evoluzioni del business dell’azienda e alla costruzione dell’offerta commerciale incentrata sui temi di responsabilità sociale ed ambientale d’impresa, dedicata alle aziende (B2B).

L’attività del candidato si articolerà attraverso:

  • L’analisi della percezione dei temi della Responsabilità sociale ed ambientale d’impresa
  • La ricerca di una o più strategie di approccio al cliente
  • La creazione della comunicazione online e off line
  • Il contatto con il cliente (telemarketing e appuntamento)
  • La misurazione dei risultati.

L'azienda richiede:

  1. Laurea triennale o specialistica in Comunicazione e marketing, Ingegneria ambientale, Economia (altre specializzazioni saranno prese in considerazione se con percorso di studi orientato ai temi della sostenibilità ambientale e/o comunicazione e marketing)
  2. Orientamento al lavoro di natura consulenziale, con logiche di progetto e di processo
  3. Ottime capacità di comunicazione, scrittura, analisi e pensiero strategico
  4. Passione per i temi di sostenibilità sociale ed ambientale
  5. Conoscenza ed utilizzo ottimale del pacchetto office e canali di comunicazione web
  6. Residenza e/o domicilio a Roma (richiesta presenza giornaliera in ufficio a Roma).

L'azienda offre:

  • Ambito di inserimento Commerciale / Vendite / Marketing
  • Stage di 6 mesi full time
  • Disponibilità a trasferte: Si
  • Disponibilità ad iniziare: giugno 2017.
Posti disponibili: 
1
Sede di lavoro: 
Roma
Ragione Sociale: 
Azzero CO2 Srl
Indirizzo: 
Via Genova, 23 00184 Roma (RM)
E-mail: 
info@azzeroco2.it

Cosa ci chiede l’Europa su incentivi, scambio sul posto, priorità dispacciamento e prosumer

Venerdì, 12 Maggio 2017
Giulio Meneghello
Spingere le rinnovabili verso il mercato, promuovere l'autoconsumo e abbattere “il muro” che impedisce ai consumatori di partecipare al mercato elettrico. Ma anche eliminare la priorità di dispacciamento per le rinnovabili. Il nuovo Pacchetto Energia Ue, spiegato dalla Commissione agli stakeholder italiani.
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Superamento dei meccanismi di net metering come il nostro Scambio sul posto, come anche della priorità di dispacciamento, incentivi sempre più market based e consumatori-produttori che devono essere incentivati a partecipare appieno al sistema elettrico, producendo la loro energia e fornendo servizi di rete.

Sono queste alcune delle direttrici che la Commissione europea vuole imprimere alle politiche sulle rinnovabili dei Paesi membri ...

 

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Conto Termico: come calcolare l’incentivo per sostituire caldaie e stufe

Venerdì, 12 Maggio 2017
AIEL - Associazione Italiana Energie Agroforestali
Una mini-guida per calcolare in due mosse l’ammontare dell’incentivo Conto Termico 2.0, il finanziamento per sostituire apparecchi di riscaldamento obsoleti con stufe o caldaie a legna e pellet moderne, a maggiore rendimento termico e minori emissioni. A cura di Aiel.

Il fattore economico è tra i criteri fondamentali nella scelta dell’impianto di riscaldamento a legna o pellet. Ebbene, usufruire del Conto Termico significa accedere a un incentivo che supporta appunto l’investimento economico.

1. Conto Termico: definizione

Il Conto Termico è il sistema di incentivi con cui lo Stato finanzia fino al 65% la scelta di prodotti a basse emissioni e l’efficienza energetica. In riferimento al settore delle biomasse legnose, gli interventi finanziati riguardano la sostituzione di generatori alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o biomassa, con moderni generatori a legna o pellet più performanti, prevedendo una maggiorazione dell’incentivo, quanto migliori sono le performance emissive del nuovo generatore.

Possono usufruirne soggetti privati, pubbliche amministrazioni ed esco. Nella pagina dedicata del sito www.energiadallegno.it - Incentivi - Conto Termico - sono disponibili ulteriori dettagli.

2. Conto Termico: come calcolarlo?

In alcuni progetti, conoscere l’ammontare del finanziamento erogabile può fare la differenza.

Ecco allora due semplici passaggi per conoscere con anticipo la rata spettante, grazie a un comodo Calcolatore che simula il calcolo dell’importo previsto (*stima dell'importo definitivo che sarà poi quello indicato dal GSE).

Fase 1

Il primo passo consiste in:

  • identificare il modello di caldaia, stufa o inserto che si intende acquistare per sostituire l’apparecchio di riscaldamento obsoleto;

  • individuarlo all’interno di uno dei seguenti elenchi: “Stufe idonee al Conto Termico”; “Caldaie idonee al Conto Termico”;

  • ricavarne il valore di PP (particolato primario).

In particolare i due elenchi riportano, per ogni prodotto, alcune informazioni tecniche: potenza termica nominale (kW), rendimento (%) e alcuni dati sui livelli emissivi come particolato primario PP (mg/Nm3) e monossido di carbonio CO (mg/Nm3). Il valore che è necessario rilevare, ai fini del calcolo dell’incentivo del Conto Termico, è appunto il valore di PP.

Fase 2

Una volta individuato il valore di PP, compilare il form proposto dalle due maschere di calcolo vere e proprie:

Le informazioni richieste sono: tipologia di apparecchio, potenza nominale dell’impianto, Comune dove si verificherà l’installazione, valore di PP. Infine, cliccare sul pulsante “Calcola”.

3. Conto Termico: l'erogazione

La modalità di erogazione è sempre la medesima: tramite bonifico bancario. Tuttavia, in accordo alla cifra, le tempistiche possono essere diverse.

  • < 5.000 euro: un’unica soluzione entro i tempi tecnici richiesti dal Gse (ente che fa capo al Ministero dell’economia che gestisce la pratica).

  • > 5.000 euro: due rate annuali (per caldaie sotto i 35 kW); cinque rate annuali (per caldaie sopra i 35 kW).

(Nota a cura di Aiel, pubblicata su QualEnergia.it nell'ambito di un accordo commerciale con l'associazione)

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Decadenza degli incentivi, il Tar applica la sentenza della Consulta

Venerdì, 12 Maggio 2017
Redazione QualEnergia.it
Il TAR Lazio ha accolto il ricorso di una società che si era vista togliere gli incentivi per dieci anni dal GSE, in seguito a controlli. I giudici amministrativi si sono riferiti al pronunciamento della Corte Costituzionale sulla necessità di calibrare le sanzioni in base all’entità delle singole violazioni.
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La giustizia amministrativa sta iniziando ad applicare la sentenza della Corte Costituzionale sull’interdizione decennale per gli incentivi alle rinnovabili, come evidenzia un recente pronunciamento del TAR Lazio (allegato in basso) su una vicenda che risale al 2012.

La Consulta, è bene ricordare, lo scorso marzo ...

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Mobilità elettrica, è ora di capire come e dove va il mondo

Venerdì, 12 Maggio 2017
Diversi governi europei e asiatici stanno puntando sulla mobilità elettrica. Le case automobilistiche spostano sempre più investimenti sulle auto a batteria. Ma in Italia i veicoli elettrici rappresentano una quota molto bassa e manca una roadmap chiara. Un articolo di Giusy Caretto per StartMagazine.

In Italia, ancora, non ne circolano molte, ma in altri Stati Europei (e non) cresce l’impegno per garantirne una sempre maggiore diffusione. Parliamo dell’auto elettrica.

Secondo i numeri del World Energy Outlook 2016, dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, al 2040 ci saranno 150 milioni di vetture a batteria su strada.

Difficile dire ora se le previsioni siano giuste, quel che certo è che il mondo sembra andare verso l’elettrificazione dei trasporti: le case automobilistiche, infatti, sono a lavoro per cambiare rotta: meno auto a benzina (e diesel, soprattutto) e più auto elettriche. Ma andiamo per gradi.

Sempre più auto elettriche

L’elettrico comincia ad interessare sempre più persone. Ed inizia anche a piacere. Da gennaio a settembre 2016 sono state vendute in tutto il mondo circa 518.000 auto elettriche, il 53% in più rispetto ai primi 3 trimestri del 2015. I numeri arrivano dall’E-Mobility Report, redatto dal Politecnico di Milano.

A far meglio, in Europa, sono Norvegia e Francia. La prima conta il maggior numero di auto elettriche in circolazione per numero di abitanti (17,27 ogni 1.000 abitanti), la seconda vanta un numero di colonnine di ricarica da record (31.160).

Bene anche i Paesi Bassi con 11.679 colonnine di ricarica installate su territorio nazionale e ben 92.928 auto elettriche (5,47 vetture a batteria ogni mille abitanti).

Ma a fare bene sono soprattutto i Paesi asiatici: sono Cina e India ad indicare la rotta della mobilità.

“Per capire quale sia il futuro dell’auto elettrica, dobbiamo guardare fuori dai confini nazionali e andare in Cina e India. Il Governo di Pechino pensa all’introduzione di una quota di produzione di veicoli elettrici che le case automobilistiche che operano e vendono in Cina devono obbligatoriamente raggiungere. In base al alcune indiscrezioni, entro il 2020, il 12% delle automobili che ogni produttore immatricolerà in Cina dovrà essere elettrico. Questo significa che le auto elettriche immatricolate in Cina saranno 5 milioni. Se teniamo presente che tra i maggiori venditori di auto in Cina ci sono Volkswagen, Honda, Hyundai, Toyota e Ford, possiamo concludere che questo obbligo porterà le case automobilistiche ad una produzione massiccia di auto a batteria, che abbasserà i costi finali delle vetture, a tutto vantaggio per i nostri mercati. Secondo le stime, poi, in India, ci saranno 40 milioni di auto elettriche nel 2030. E’ facile comprendere, dunque, che siamo di fronte ad un mondo che va verso l’elettrificazione, mentre l’Italia paga una multa da un miliardo di euro per aver superato i limiti di inquinamento, ma non spende nemmeno un euro a favore di una mobilità sostenibile”, ha detto a Start Magazine GB Zorzoli, Presidente del Coordinamento Free.

I numeri dell’Italia

Bassi, ma non bassissimi se confrontati con il resto d’Europa, i numeri dell’Italia. Almeno sul fronte colonnine elettriche, che sono 2.874. Le vetture elettriche in circolazione, invece, sono 6.989 (0,12 vetture a zero emissioni dal tubo di scarico ogni mille abitanti): una quota davvero troppo piccola.

C’è da dire che se i numeri in fatto di colonnine non sono proprio bassissimi lo si deve all’opera dei privati, si pensi ad Enel e ad A2A. Il Pnire, almeno al momento, non ha portato molti frutti.

Sono stati stanziati ben 20 milioni di euro per l’anno 2013 e 15 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015 per lo sviluppo della rete nazionale di punti di ricarica (finanziamenti poi ridotti), ma ad oggi “non risultano pagamenti sul capitolo, ad eccezione della somma impegnata a favore del Poligrafico dello Stato, di 6.286,28 euro per le spese di pubblicazione del bando emanato a favore delle regioni, relativo al finanziamento delle opere infrastrutturali di prima realizzazione”, come denuncia un rapporto della Corte dei Conti.

Fare di più è un obbligo, dal momento che anche l’Italia è chiamata a far la sua parte per traghettare l’Europa verso gli obiettivi di Cop21.

La Roadmap della mobilità sostenibile, il tavolo coordinato da Tiscar

Nel frattempo anche la politica e le istituzioni, in Italia, prendono consapevolezza della necessità di dover dare delle linee guida sulla mobilità sostenibile, dal momento che Comuni e Regioni adottano, molto spesso, misure diverse e poco omogenee.

Durante il Governo Renzi, Raffaele Tiscar, allora vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha coordinato un Tavolo tecnico per discutere, insieme a tutti gli attori della filiera, del tema.

Come già confermato da Tiscar in un’intervista a Start Magazine, l’auto elettrica, ha un ruolo “fondamentale” all’interno delle proposte del tavolo tecnico, anche se l’approccio del Governo è legato alla neutralità tecnologica.

“Io spero che il documento finale della commissione riporti l’indicazione di una data e di una quantità di veicoli elettrici circolanti come target da raggiungere. Per arrivare a quella data e a quella penetrazione di circolazione di auto elettriche dobbiamo fare un percorso in cui dovremo ottimizzare tutto quello che nel frattempo ci aiuta a decarbonizzare di più e ad inquinare di meno; per questo il piano che abbiamo promosso e che, inizialmente, si chiamava piano per la mobilità elettrica ora ha preso il nome di piano per la mobilità sostenibile. Questo passaggio intermedio non sarà la soluzione a regime della ‘mobilità a zero emissioni’, che invece in vista del 2030/2050 solo l’elettrico potrà rappresentare”, aveva affermato Raffaele Tiscar a Start Magazine.

È arrivato il momento di rendere note, finalmente, le linee guida del Tavolo coordinato da Tiscar, perché anche l’Italia non perda l’appuntamento con la mobilità elettrica. È necessario che il Governo italiano guardi alle migliori esperienze internazionali in materia di mobilità sostenibile, adottando e facendo proprie quelle linee guida che il gruppo di lavoro coordinato dall’attuale capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente ha redatto.

L’industria automobilistica vira verso l’elettrico

Ad essere consapevoli che il futuro della mobilità non possa che essere elettrico sono le case automobilistiche, che impegnano sempre più investimenti per adattare la produzione a quella delle auto a batteria.

Parliamo di BMW, Mercedes, Volkswagen, ma anche Hyunday, Opel. E, soprattutto di chi, nella mobilità elettrica ci ha sempre creduto, come Reanult, Nissan e l’americana Tesla.

In particolare, dopo lo scandalo dieselgate, Volkswagen prova a riabilitarsi grazie a “Together – Strategy 2025”, un piano strategico in cui si promette il lancio entro il 2025 di 30 nuovi modelli di auto elettriche.

Mercedes-Benz, al fine di arrivare preparata alla sfide dell’elettrificazione dei trasporti, nei mesi scorsi, ha raggiunto un accordo quadro per il processo di modernizzazione dello storico stabilimento di Untertürkheim (Stoccarda), centro di riferimento per la rete di produzione powertrain.

Nei giorni scorsi, invece, BMW ha confermato che costruirà la prima MINI completamente elettrica nel 2019 e una BMW X3 completamente elettrica nel 2020 presso lo stabilimento di Lipsia, mentre la BMW iNEXT completamente elettrica sarà prodotto nello stabilimento di Dingolfing nel 2021.

Anche le case automobilistiche cinesi si danno battaglia per accaparrarsi il titolo di primo costruttore nazionale di vetture elettriche. Prima fra tutte, al momento è BYD, che lo scorso anno ha venduto più veicoli con le spine di qualsiasi altro produttore al mondo (Tesla incluso).

“La rivoluzione dell’elettrico nella mobilità è un fenomeno inarrestabile e i vantaggi delle e-car sono innegabili, dal punto di vista economico e ambientale, sia se il confronto avviene con auto a combustione interna, benzina o diesel, sia con quelle alimentate a gas metano. Inoltre, occorre anche ricordare che la tecnologia sta evolvendo velocemente e che le case automobilistiche stanno puntando ormai quasi in blocco sui veicoli elettrici, lanciando auto a prezzi progressivamente più contenuti e con autonomie via via maggiori, arrivate ormai anche a 300 km con un pieno di energia”, ha dichiarato a Start Magazine, Francesco Venturini, capo della nuova divisione per i servizi innovativi di Enel.

Mobilità elettrica: gli scenari futuri

Positivi gli scenari futuri. Almeno secondo il World Energy Outlook 2016, dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. Secondo le stime, entro il 2025, la quota di auto elettriche su strada supererà i 30 milioni, per arrivare come detto a 150 milioni entro il 2040, con una riduzione della domanda di petrolio di circa 1,3 mb/g.

Sicuramente a trascinare le vendite saranno le migliori prestazioni delle auto, con autonomie sempre maggiori, e la diminuzione del costo della batteria. Ma, come scrive l’Agenzia Internazionale dell’Energia, “le politiche di incentivazione – che allo stato attuale non sono affatto universalmente diffuse – rimangono fondamentali per incoraggiare i consumatori a scegliere i veicoli elettrici rispetto a quelli convenzionali. Se queste politiche, ivi incluse normative più stringenti in materia di risparmio di carburante e di emissioni, si rafforzassero e si diffondessero maggiormente, così come previsto nello Scenario 450, al 2040 si avrebbero in circolazione 715 milioni di auto elettriche, con contestuale riduzione della domanda petrolifera di oltre 6 mb/g”.

L’International Energy Agency, poi, stima che l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale entro 2° C, con una probabilità del 50%, richiederebbe la diffusione di 150 milioni di auto elettriche al 2030.

Per l’Europa, l’obiettivo dei 95 g/km richiederebbe l’introduzione di almeno un 8% di veicoli con emissioni zero al tubo di scappamento, perché le emissioni medie raggiungibili attraverso i miglioramenti tecnologici delle auto endotermiche non consentirebbero di scendere sotto i 103g/km (Elaborazione Cives da dati Element Energy 2011).

“L’auto elettrica è la tecnologia che più di tutte sembra rispondere alla necessità di combattere il cambiamento, dal momento che non ha emissioni al tubo di scarico. Al momento le uniche emissioni sono quelle riconducibili alla produzione di elettricità, ma in prospettiva l’energia necessaria arriverà da fonti rinnovabili. A questo dobbiamo aggiungere che l’elevata efficienza energetica dell’auto elettrica si trasforma in importanti vantaggi socio-economici”, ha dichiarato a Start Magazine, Pietro Menga, Presidente Cives.

I vantaggi economici dell’auto elettrica

L’auto elettrica non è solo vantaggi ambientali, ma anche, appunto, vantaggi economici. Stime orientative di CIVES per l’Italia, per l’anno 2014, indicavano che l’auto elettrica ‘costerebbe’ mediamente al Paese circa 1,4 €cent/km contro i 5,6 dell’endotermica; da allora tutti i valori di mercati sono cambiati, ma il confronto parrebbe con tutta evidenza a favore della prima.

E poi ci sono anche i vantaggi per i conducenti. “L’auto elettrica è la soluzione tecnologica che vanta zero emissioni dal tubo di scarico, con importanti vantaggi per l’ambiente. E non solo. Le vetture a batteria, comportando anche importanti risparmi per manutenzione, non pagano il bollo, possono accedere alle Ztl, non pagano il parcheggio all’interno delle strisce blu, hanno un costo di rifornimento nettamente inferiore rispetto a quello delle vetture endotermiche”, ha detto a Start Magazine Luisa Di Vita, Direttore Comunicazione Nissan Italia.

“E’ per questo che noi di Nissan abbiamo sempre creduto e continuiamo a credere nell’auto elettrica. I nostri investimenti sono anche rivolti allo sviluppo dell’auto a guida autonoma, convinti che radar e sensori possano fare meglio del solo occhio umano, garantendo maggiore sicurezza su strada. Ecco, vogliamo aria pulita e strade sicure”.

Dello stesso avviso anche Gabriella Favuzza, Elettric Vehicles Brand Manager Renault Italia: “L’auto elettrica è già realtà. La tecnologia è pronta a soddisfare le esigenze quotidiane di molti automobilisti e a delineare un cambiamento profondo del settore mobilità. Modelli come la nostra Renault Zoe, che con la sua batteria da 41 kW può regalare 400 chilometri di autonomia ndc, dimostrano che l’auto elettrica non è una scelta di compromesso, ma può essere una prima scelta consapevole”.

Auto elettriche ed energie rinnovabili

La diffusione delle auto elettriche è anche occasione di sviluppo delle energie rinnovabili. Le due tecnologie si completano e, insieme, possono far la differenza nella lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento.

Secondo le previsioni dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, le auto elettriche, al 2050, rappresenteranno l’80% del parco auto circolante. Se le previsioni degli analisti dovessero realizzarsi, servirebbero ben 150 GW di potenza aggiuntiva per far fronte alle esigenze di questa mobilità sostenibile. Governi e aziende devono prepararsi a questo.

Se si affidasse al carbone l’aumento del fabbisogno di energia, il risultato sarebbe solo uno spostamento dell’inquinamento, dalle auto alle centrali elettriche. Ed è per questo che per i 150 GW addizionali richiesti dallo scenario avanzato per alimentare le auto elettriche, il rapporto suggerisce la seguente suddivisione: 87 GW da eolico, 45 GW da fotovoltaico, 24 GW da idroelettrico e 13 GW da biomasse.

“Lo sviluppo della mobilità elettrica è indispensabile per la lotta all’inquinamento, dovuto principalmente al particolato, che nei centri urbani ha impatto sulla saluta estremamente grave. L’auto elettrica , però, come soluzione tecnologia da adottare nei prossimi anni dovrà essere legata all’utilizzo di energia rinnovabile”, ha affermato a Start Magazine Simone Togni, Presidente di Anev.

“Considerando l’attuale mix di generazione elettrica italiano, le autovetture elettriche presentano emissioni di anidride carbonica del 50% inferiori a quelle delle più performanti vetture con motori a combustione interna, mentre garantiscono emissioni pari a zero quanto a ossidi di azoto, particolato, idrocarburi incombusti e composti organici volatili, che rappresentano un intollerabile maggiore rischio per la salute di milioni di persone”, ha sostenuto, dalle colonne di Quotidiano Energia, Simone Mori, Presidente di Elettricità Futura, qualche giorno fa, rilanciando con forza il lavoro e le linee guida del tavolo sulla mobilità sostenibile Presieduto da Raffaele Tiscar.

“Ma molto si deve ancora fare nel settore dei trasporti – ha continuato Mori – che non soltanto ha finora contribuito alla riduzione delle emissioni climalteranti in misura ancora marginale e vede un ricorso alle rinnovabili strutturalmente limitato, ma che è altresì uno dei protagonisti della cattiva qualità dell’aria che si respira nelle nostre città”.

In realtà, quello tra auto elettrica e rinnovabili è un rapporto bidirezionale.

“L’auto elettrica è importante per combattere l’inquinamento, avendo emissioni zero, e anche per diminuire i gas climalteranti presenti nell’aria, ma avrà un ruolo decisivo anche in futuro per stabilizzare il sistema elettrico, quando le rinnovabili raggiungeranno quote importanti di sviluppo”, ha detto a Start Magazine Gianni Silvestrini, direttore scientifico Kyoto Club e QualEnergia.

In questo contesto si inserisce l’aspetto dell’accumulo di energia. Le batterie delle auto si caricano con la rete, ma possono, in particolari momenti di necessità, anche invertire i flussi e fornire elettricità alla smart grid. Una vasta flotta di automobili elettriche può rappresentare, infatti, una straordinaria opportunità di stabilizzazione, consentendo di ammortizzare le fluttuazioni derivanti dalla produzione irregolare di sole e vento.

Volkswagen sconta le sue auto elettriche

E se non arrivano incentivi statali, c’è chi prova a far da sé. La tedesca Volkswagen, per spingere la e-Up! e la versione elettrica della Golf, ha deciso di lanciare “Progetto valore Volkswagen elettrico”.

La casa automobilistica ha deciso di applicare uno sconto pari all’importo dell’Iva, quindi 22% sul prezzo delle vetture. Non solo: è previsto anche che il valore futuro garantito della vettura resti pari al 50% del prezzo di listino. Il prezzo della e-Up! passa da 27.850 a 22.800 euro e quello della e-Golf da 39.250 a 32.200 euro.

StartMagazine ha autorizzato la pubblicazione dell'articolo su QualEnergia.it

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Recuperare materiali da moduli FV a fine vita, parte progetto da 2,5 milioni di euro

Venerdì, 12 Maggio 2017
Il progetto si chiama ReSIELP ed è finanziato con 2,5 milioni di euro nell’ambito della Knowledge Innovation Community sulle materie prime, alla quale partecipano in Italia ENEA, Università di Padova, le aziende ITO e Relight e CETMA (Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali).

Realizzare in Italia entro il 2020 un impianto pilota per recuperare silicio, argento, rame, alluminio e vetro da pannelli fotovoltaici a fine vita.

È questo l’obiettivo del progetto ReSIELP (Recovery of Silicon and other materials from End-of-Life Photovoltaic Panels), finanziato con 2,5 milioni di euro nell’ambito della Knowledge Innovation Community sulle materie prime (KIC Raw Materials), alla quale partecipano in Italia ENEA, Università di Padova, le aziende ITO e Relight e CETMA (Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali).

Il prototipo, che sorgerà nello stabilimento milanese della Relight, mira a potenziare il recupero e riciclaggio dei materiali che compongono i pannelli fotovoltaici, in linea con la direttiva europea sui Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

Infatti, secondo la normativa europea 2012/19/EU, entro agosto 2018 dovrà essere recuperato dai moduli a fine vita l’85% del peso, che corrisponde in pratica a vetro e alluminio contenuti nei pannelli in silicio cristallino.

Ma c’è di più. Per valorizzare le materie prime critiche contenute nei pannelli e limitare i rifiuti in un’ottica di economia circolare, il progetto mira anche al recupero e riciclo dei materiali contenuti nel restante 15%, ovvero la parte costituita dalle celle che contiene i materiali più preziosi come il silicio, l’argento e il rame.

Nell’ambito di ReSIELP, l’ENEA si occuperà di valutare gli aspetti ambientali dei processi di recupero e supportare la progettazione dell’impianto per il trattamento termico dei pannelli e dei sistemi di trattamento dei reflui liquidi e gassosi.

Oltre a limitare il danno ambientale derivante da un processo di recupero non appropriato, il progetto punta a prevenire la produzione di rifiuti elettronici e, attraverso il loro riutilizzo, riciclaggio e altre forme di recupero, a ridurre il volume dei rifiuti da smaltire.

“Le finalità del progetto Resielp sono cruciali anche in un’ottica di promozione in Europa di una delle maggiori opportunità di approvvigionamento di risorse e materie prime ad elevato valore aggiunto, come le materie prime essenziali contenute negli elementi dei moduli fotovoltaici o in altri rifiuti elettronici, che se da un lato rappresentano una nuova sfida ambientale dall’altro costituiscono una grande opportunità di business”, sottolinea Marco Tammaro, referente ENEA per il progetto Resielp.

Secondo il Rapporto “End-of-Life Management: Solar Photovoltaic Panels” di IRENA (International Renewable Energy Agency) nel 2050 con i 78 milioni di tonnellate di pannelli fotovoltaici a fine vita accumulati si potrebbero costruire oltre 2 miliardi di nuovi pannelli e generare un giro di affari di 15 miliardi di dollari.

Il progetto, coordinato dal francese CEA (Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives), vede anche la partecipazione della società di consulenza austriaca Proko e delle ungheresi Bay Zoltan (società non-profit per la ricerca) e la PMI Magyarmet.

Nel settore dei Raw Materials, l’ENEA con il suo Centro Ricerche Casaccia, vicino Roma, è polo di eccellenza europeo per la ricerca nel settore ed in particolare riferimento per il Sud Europa per lo sviluppo, la dimostrazione di metodologie, di tecnologie e processi innovativi sostenibili e per la creazione di una Comunità della Conoscenza e dell’Innovazione al fine di migliorare l'estrazione, il riciclo, il riuso e la sostituzione delle materie prime, in particolare quelle “critiche”.

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FV in grid parity, 5 impianti da 12 MW l'uno nel Lazio

Venerdì, 12 Maggio 2017
Gli impianti rappresentano i primi casi di sviluppo e realizzazione in Italia di strutture di queste dimensioni senza tariffa incentivante.

Cinque società hanno acquisito i diritti di sviluppo e realizzazione di altrettanti impianti fotovoltaici da circa 12 MWp ciascuno, per un totale di circa 64 MWp, in grid parity, da installare nel Lazio ...

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Decreto riforma VIA, il parere della Commissione Ambiente della Camera

Venerdì, 12 Maggio 2017
La VIII Commissione ha esaminato lo schema di decreto legislativo per l'attuazione della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio ed ha espresso il proprio parere favorevole, con alcune riserve. Vediamole.

La VIII Commissione della Camera, Ambiente, territorio e lavori pubblici, ha esaminato lo schema di decreto legislativo per l’attuazione della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio ed ha espresso il proprio parere favorevole, con alcune riserve ...

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Il fotovoltaico nella SEN: “sviluppo con PPA e autoconsumo”

Giovedì, 11 Maggio 2017
Redazione QualEnergia.it
Nella nuova Strategia Energetica Nazionale, presentata ieri, si parla di promuovere i grandi impianti fotovoltaici introducendo contratti a lungo termine da attribuire tramite aste. La possibilità di avere contratti "power purchase agreement" di lunga durata potrebbe far ripartire il FV utility scale in Italia?
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Per i grandi impianti fotovoltaici centralizzati, dal 2020 “saranno introdotti contratti a lungo termine, da attribuire mediante meccanismi di gara competitiva”, mentre per i piccoli impianti è prevista la “promozione dell’autoconsumo”.

Ad annunciarlo, presentando la nuova SEN ieri davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Attività Produttive della Camera, il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che a proposito del FV ...

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Bonus elettrico e gas ... questi sconosciuti

Giovedì, 11 Maggio 2017
Redazione QualEnergia.it
Quanti usufruiscono di un possibile sconto sulla bolletta elettrica o del gas perché in difficoltà economica? Appena un terzo degli aventi diritto. La causa? Poca informazione e troppa burocrazia. Le associazioni dei consumatori e una risoluzione dei deputati M5S propongono alcune soluzioni. Come accedere oggi al bonus.

Quanti veramente usufruiscono di un possibile sconto sulla bolletta elettrica perché in difficoltà economica? Solo circa un terzo degli aventi diritto.

Con un decreto del Ministro dello Sviluppo economico a fine 2016 erano state introdotte modifiche alla disciplina del bonus elettrico, cioè quella misura prevista dal decreto interministeriale 28 dicembre 2007 concernente appunto lo sconto in bolletta per i clienti in condizioni di disagio economico.

La misura prevede ora uno sconto annuale sulle bollette dell’energia elettrica che dal 2017 è passato dal 20 al 30% rispetto ai consumi reali. Anche se è aumentato da 7.500 euro a 8.107,5 euro il tetto ISEE per avere accesso alle agevolazioni (oppure è a favore di un nucleo familiare con più di 3 figli a carico e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro).

L’importo del bonus elettrico viene suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda.

Ma questa agevolazione, come detto, è ben poco sfruttata.

Alcuni deputati del M5S in una conferenza stampa insieme a diverse associazioni dei consumatori hanno evidenziato, infatti, che sarebbero 3,5 milioni le famiglie che avrebbero diritto al bonus sulla bolletta elettrica e 2,5 milioni per il gas, eppure solo il 34% e il 27%, rispettivamente, vi accede, e di questi il 30% non ha rinnovato la richiesta del bonus per l’anno in corso.

La causa? Poca informazione, troppa burocrazia e scarsa adeguatezza economica del bonus in rapporto alla spesa sostenuta dalle famiglie con consumi maggiori.

Nella conferenza stampa organizzata dai deputati Davide Crippa e Carlo Sibilia del MoVimento 5 Stelle è intervenuta anche Tiziana Toto, di Cittadinanzattiva, capofila della campagna “Bonus a sapersi” per offrire informazione su questo strumento di sostegno economico.

Le famiglie potrebbero risparmiare da 112 a 165 euro per le bollette elettriche e da 31 a 266 euro per il gas", ha spiegato Tiziana Toto presentando i dati di una ricerca delle associazioni dei consumatori presentata lo scorso febbraio.

“Il 47% delle persone interpellate afferma che non ci sono informazioni sul bonus, mentre il 39% sostiene che accedervi è complesso o molto complesso”, ha aggiunto.

Anche chi ha ricevuto il bonus esprime parecchi dubbi: sulla complessità dell’iter per la richiesta (30,3%), sull’importo, ritenuto inadeguato ai consumi (22,5%), sull’iter per il rinnovo (11,2%), sulla mancata erogazione (10,9%).

Le associazioni dei consumatori chiedono di innalzare la soglia ISEE per poter accedere al bonus dagli attuali 8.107,5 a 11.000 euro, di modificare i criteri di calcolo dell’ISEE, ad esempio escludendo il valore dell’abitazione di residenza e le pensioni di invalidità, e inserendo nel calcolo altre spese familiari certificate.

Secondo Davide Crippa, primo firmatario di una risoluzione che sta iniziando l’iter in Commissione Attività Produttive della Camera, va reso automatico l’accesso al bonus da parte delle famiglie, ha detto nel corso della conferenza stampa. Nella proposta M5S ci sono alcune alternative per slegare il meccanismo di accesso al reddito ISEE.

Ad esempio viene proposto di utilizzare lo stesso meccanismo della social card. È stato ricordato che quando il bonus energetico è stato legato all'automatismo della social card si è avuto incremento dell'11% di erogazioni del bonus.

Altro esempio: inserire nella dichiarazione dei redditi una semplice voce da barrare se si vuole accedere al bonus. L’Agenzia delle Entrate potrà verificare l’adeguatezza della richiesta incrociando i dati del contribuente.

“È un intervento semplice, che deve essere realizzato già in questa legislatura. È impensabile che soldi stanziati e pronti, che darebbero una mano a milioni di famiglie, vengano persi per un eccesso di burocrazia e una scarsità di informazioni”, spiegano i deputati M5S.

Come va fatta la richiesta oggi

Ricordiamo che oggi la richiesta del bonus elettrico può essere trasmessa anche per via telematica con le modalità stabilite dall’Autorità per l’Energia in accordo con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci).

La domanda va presentata presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (Caf, Comunità montane), utilizzando gli appositi moduli.

Alla domanda occorre allegare:

  • documento di identità;
  • eventuale allegato D di delega (se la domanda è presentata da un delegato e non dall’intestatario della fornitura);
  • modulo A compilato.

È sufficiente compilare i riquadri relativi alla sola fornitura (elettrica o gas) per la quale si sta facendo la domanda di agevolazione.

Va fornita, inoltre, l’attestazione Isee in corso di validità e l’allegato CF con i componenti del nucleo Isee.

Bisogna anche avere a disposizione alcune informazioni reperibili in bolletta o nel contratto di fornitura, come la potenza impegnata o disponibile della fornitura e il codice POD (identificativo del punto di consegna dell’energia, codice composto da lettere e numeri, che inizia con IT che identifica in modo certo il punto fisico in cui l’energia viene consegnata dal fornitore e prelevata dal cliente finale. Il codice non cambia anche se si cambia fornitore).

Sportello per il consumatore: 800 166 654

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