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Rinnovabili e aste “neutre”, l’annuncio della Francia e le prospettive in Italia

Lunedì, 20 Novembre 2017
Giulio Meneghello
Parigi ha annunciato la prima asta tecnologicamente neutra, in cui, cioè, il fotovoltaico si contenderà il contingente con l'eolico. Anche la SEN italiana appena approvata prevede per le aste 2018-2020 “un approccio di neutralità” tecnologica, alla quale apre anche la Legge europea appena approvata.
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In Francia sta per essere lanciata la prima asta per fonti rinnovabili tecnologicamente neutra, in cui, cioè, il fotovoltaico si contenderà il contingente con l’eolico, come già accade in altri Paesi e come la SEN, appena approvata, propone avvenga anche in Italia, secondo i dettami dell’Europa.

La gara riguarderà un contingente di circa 200 MW di potenza, sarà riservata a impianti sotto ai 18 MW e si terrà “presto”.

L’annuncio, che leggiamo riportato da Les Echos, è arrivato da Virginie Schwartz, dirigente del ministère de la Transition écologique et solidaire, che giovedì scorso è intervenuta a un convegno sull’eolico.

Fino ad oggi Parigi, come l’Italia, ha sempre indetto aste separate per le diverse tecnologie. La novità, ha spiegato Schwartz, sarà introdotta per adeguarsi alle richieste della Commissione europea.

Anche la Germania, per ora solo in via sperimentale, sta avviando gare del genere, per 400 MW l’anno, e sembra molto probabile che anche il nostro Paese seguirà questa strada.

La Legge europea 2017, da poco approvata ...

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COP23, pochi passi avanti, zero azione. Se ne riparlerà in Polonia nel 2018

Lunedì, 20 Novembre 2017
Redazione QualEnergia.it
Mentre i dati climatici e i livelli delle emissioni di CO2 continuano a peggiorare, la COP di Bonn porta a casa modestissimi risultati e rinvia tutto al prossimo evento negoziale, che si svolgerà in Polonia nel 2018. Le associazioni ambientaliste vedono il bicchiere mezzo pieno e chiedono più ambizione da parte dei governi, soprattutto europei.
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Le emissioni globali di CO2 aumenteranno del 2% quest’anno dopo essere rimaste stabili per tre anni.

Le concentrazioni medie globali di anidride carbonica hanno raggiunto le 403,3 parti per milione nel 2016 (nel 2015 eravamo a 400). Quest’anno probabilmente sarà il terzo più caldo dall’epoca post-industriale, cioè da 138 anni (+0,86 °C sopra la media del ventesimo secolo), dopo il 2016 (al 1° posto) e il 2015 (al 2° posto).

Aumentano gli eventi meteorologici estremi con danni alle persone e all’economia, soprattutto nelle aree più povere del pianeta.

E intanto c’è chi si rallegra per i modesti risultati che escono dai negoziati di Bonn (più nel dettaglio vedi I negoziati di Bonn sui cambiamenti climatici e l’inizio del dialogo “Talanoa”).

La COP23 appena conclusa è stata più ricerca del dialogo che azione, mentre si dovrebbe accertare definitivamente che perfino rallentare la crescita delle emissioni non è più sufficiente e, peraltro, nemmeno così scontato, come è stato dimostrato dai recenti dati di Global Carbon Project e viste le dinamiche future dei prezzi e del ruolo di petrolio e gas (vedi analisi IEA).

In questo chiaro-scuro, le associazioni ambientaliste parlano di piccoli passi avanti, ma al tempo stesso chiedono ai governi accelerazione e maggiore ambizione (come in effetti si ripete ogni anno da alcuni decenni in queste sedi).

Per Legambiente la COP di Bonn ha registrato quei passi in avanti, “ma c’è ancora molta la strada da percorrere per tradurre la promessa di Parigi in realtà. Servono fatti e scelte concrete e un ruolo da leadership da parte dell'Europa”.

"L’accordo raggiunto a Bonn, che include non solo la revisione degli impegni di riduzione delle emissioni, ma anche il sostegno finanziario ai paesi poveri colpiti dagli impatti dei cambiamenti climatici in corso - spiega la Presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni - si limita solo all'avvio del processo di revisione degli impegni. L'azione concreta dovrà essere presa alla COP24 del prossimo anno a Katowice in Polonia”.

Servirà, secondo Legambiente, ancora molto lavoro sul testo negoziale concordato, in modo da poter adottare a Katowice le linee guida finali secondo quanto previsto a Parigi.

Legambiente chiede all’Europa una leadership, che purtroppo non sta dimostrando da tempo, a partire dai suoi paesi più importanti come Germania e Francia, con una strategia per avere zero-emissioni entro il 2050, in modo da poter avere tutti gli strumenti a disposizione per rivedere al rialzo l'attuale impegno di riduzione del 40% al 2030.

Altra richiesta dell'associazione ambientalista, quella che vadano subito rivisti i target proposti per rinnovabili ed efficienza energetica in discussione nell'ambito del pacchetto Clima-Energia 2030.

Per WWF Italia, che parla di alcuni progressi per “un aumento delle ambizioni fino al 2020 e oltre”, i negoziati di Bonn hanno portato a un accordo su questioni importanti, come l'azione e il sostegno fino al 2020 e sul ruolo delle comunità locali e delle popolazioni indigene nell'azione per il clima.

Ma, si spiega, “i governi devono urgentemente rafforzare l'azione, finalizzare le regole per attuare l'Accordo di Parigi e rafforzare urgentemente l'ambizione degli impegni per il clima post 2020".

"Sin dall'inizio, i paradossi di questa COP sono stati molti. I negoziatori si sono riuniti a Bonn – ha dichiarato il leader del programma mondiale per il clima e l'energia del WWF, Manuel Pulgar-Vidal - sotto una presidenza delle Fiji e, mentre gli Stati hanno deliberato sulle azioni future, città, regioni, imprese e comunità hanno intensificato gli sforzi per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi. Abbiamo visto che i Governi nazionali sono ancora in ritardo".

Si rimanda, come si è solito fare i questi estenuanti processi negoziali, al prossimo anno e a mesi di trattative e di compromessi che nei fatti porteranno a pochissimo, visto poi che il fattore chiave è il tempo. Ma soprattutto sono le attuali logiche economiche basate sulla crescita ad ogni costo a non consentire un drastico taglio delle emissioni: l'effetto decoupling non è così marcato.

Ma tornando ai commenti delle associazioni ambientaliste registriamo che per il WWF “la presidenza polacca dovrà integrare e puntare a sostenere gli sforzi delle Fiji per accelerare i progressi verso la messa a punto delle regole che guideranno l'attuazione dell'accordo di Parigi e garantire finanziamenti certi e adeguati per i paesi in via di sviluppo, compresi quelli relativi alle emergenze (loss and damage)".

"La sensazione che abbiamo avuto in questa Conferenza – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed Energia del WWF Italia - è stata che effettivamente la transizione è in atto e che ha molti protagonisti, dalle città alle aziende. Abbiamo visto molta meno pubblicità e molta più comunicazione effettiva tra i diversi attori".

Intanto Greenpeace Italia, che ritiene i risultati di questa Cop risultati “non del tutto soddisfacenti”, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio per sottolineare l'urgenza della situazione e rimarcare il dovere dell'Italia e dell'Unione europea, di passare subito dalle parole ai fatti.

"L'Italia sta facendo alcuni passi avanti. Tra questi l'annuncio dell'abbandono del carbone entro il 2025 o l'adesione all'alleanza 'Powering Past Coal' avvenuta proprio durante la Cop. Ma per ora si tratta solo di annunci a cui non seguono i fatti”, ha detto Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia.

Secondo Greenpeace, che guarda più dentro i nostri confini, “è incomprensibile e inaccettabile che il nostro governo sia favorevole a finanziare con soldi pubblici carbone, gas e nucleare, e che non proponga una data chiara per l'abbandono del carbone in Europa. Dovrebbe poi promuovere obiettivi più ambiziosi per la produzione di energia da rinnovabili. Stiamo facendo gli interessi di Germania, Polonia, e altri Paesi estremamente legati ai combustibili fossili, e se continueremo così saremo responsabili del fallimento delle politiche climatiche".

Il 18 dicembre si terrà a Bruxelles un Consiglio Europeo sull'energia, durante il quale gli Stati Membri esprimeranno le proprie posizioni sul pacchetto di misure "Clean Energy for all Europeans".

Greenpeace ricorda che su questo provvedimento le posizioni del governo italiano sono poco chiare e per nulla ambiziose e che “per l'Ue si tratterà del primo banco di prova dopo la COP”.

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Il solare che “piace” agli italiani è con meno burocrazia e più autoconsumo

Lunedì, 20 Novembre 2017
Redazione QualEnergia.it
La maggioranza dei cittadini pensa che sia giusto puntare sulle rinnovabili per il futuro energetico del Paese. Il fotovoltaico è considerato sicuro, sempre più economico e affidabile, ma servono regole più semplici per accelerare la diffusione delle batterie e anche dell’auto elettrica.
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Quali sono le fonti energetiche su cui puntare maggiormente nei prossimi anni? Quanto “piace” il fotovoltaico e quanto sono interessati gli italiani alla possibilità di accumulare il surplus elettrico nelle batterie domestiche?

L’ultimo sondaggio di IPR Marketing-Fondazione UniVerde, con mille interviste effettuate nelle scorse settimane (Gli italiani, il solare e la green economy, allegato in basso), mostra le principali tendenze delle fonti rinnovabili nel nostro Paese, con un approfondimento sulle tecnologie che si stanno affacciando sul mercato, soprattutto lo storage e l’auto elettrica.

Vediamo i risultati più importanti con qualche grafico.

La maggioranza degli intervistati, come mostra il primo grafico sotto, ritiene che l’Italia dovrebbe scommettere in particolar modo sul solare (86% delle risposte multiple) e sull’eolico (66%), pensando al futuro, lasciando ai combustibili fossili un ruolo sempre più marginale.

Il 67% delle persone, evidenzia il sondaggio, di recente ha preso in considerazione l’idea di utilizzare energia solare, una percentuale sostanzialmente in linea con le rilevazioni dei 3-4 anni precedenti.

Come riassume il prossimo grafico, per il 91% degli intervistati scegliere il solare oggi è molto/abbastanza sicuro, però è anche una soluzione “burocraticamente difficile” per il 64% delle risposte multiple.

Quindi la burocrazia è una tendenza costante da diversi anni a questa parte, come chiarisce il terzo grafico sotto.

Il fotovoltaico è sempre più economico e tecnicamente meno complesso da gestire, rispetto alle opinioni dei sondaggi passati, ma non riesce a svincolarsi da quel peso amministrativo che è un ostacolo ai nuovi investimenti.

D’altronde, dal sondaggio emerge che una buona metà dei partecipanti al questionario installerebbe dei pannelli solari FV anche senza incentivi, se il Governo facilitasse l’autoconsumo ed eliminasse le complicazioni burocratiche in questo settore.

Con l'ultimo grafico che proponiamo, notiamo che l’interesse degli intervistati per il solare con batterie d’accumulo è piuttosto alto, a patto che non costi troppo di più rispetto a un impianto senza storage.

La tendenza è analoga per l’auto elettrica, anche in questo caso a patto che il costo sia equiparabile a un modello a benzina/diesel e che la rete di ricarica sia abbastanza diffusa.

Il sondaggio completo (pdf)

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Fotovoltaico Usa: salvo il credito d’imposta, ma resta l’incertezza sui dazi

Lunedì, 20 Novembre 2017
Redazione QualEnergia.it
Nella riforma fiscale in discussione al Congresso non dovrebbero arrivare sorprese negative per l’ITC (Investment Tax Credit) sul solare, previsto al 30% fino al 2019 e poi in diminuzione negli anni successivi. Più difficile, invece, prevedere quali saranno le decisioni di Donald Trump in merito alle tariffe doganali.

Il solare americano potrà contare, ancora per qualche anno, sul principale incentivo che ha promosso la crescita delle fonti rinnovabili cioè ITC, Investment Tax Credit: questo è l’orientamento emerso dalle recenti votazioni al Congresso sul pacchetto della riforma fiscale.

Come riporta la ...

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L’energia in Parlamento questa settimana, 20 – 26 novembre 2017

Lunedì, 20 Novembre 2017
Il calendario settimanale dei lavori parlamentari che riguardano energia, rinnovabili, efficienza energetica, edilizia, mobilità sostenibile e tutte le tematiche che interessano gli abbonati a QualEnergia.it PRO.

Il calendario dei lavori parlamentari della settimana da lunedì 20 a domenica 26 novembre 2017 che riguardano energia, rinnovabili, efficienza energetica, edilizia, mobilità sostenibile e tutte le tematiche che interessano gli abbonati a QualEnergia.it PRO.

Allegato in basso il calendario completo con tutti gli appuntamenti di Camere, Commissioni e Governo.

Aggiornato al 20 novembre ore 13, potrebbe subire variazioni ...

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Efficienza negli edifici pubblici, prorogato il bando della Regione Toscana

Lunedì, 20 Novembre 2017
Il bando è finanziato con 8 milioni di euro, di cui 4 milioni destinati agli Enti Locali e 4 milioni destinati alle Aziende Sanitarie Locali e alle Aziende Ospedaliere. Contributo massimo dell'80% sulle spese ammissibili.

È stato prorogato di due mesi il bando della dalla Regione Toscana per progetti di efficientamento energetico degli immobili pubblici (vedi allegato in basso).

La nuova scadenza ...

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Ricarica veicoli elettrici, operative le nuove specifiche tecniche

Lunedì, 20 Novembre 2017
I punti di ricarica di potenza standard per i veicoli elettrici introdotti o rinnovati dal 18 novembre 2017 devono essere conformi alle specifiche tecniche indicate dal decreto legislativo del 16 dicembre 2016, in vigore dall 14 gennaio 2017.

I punti di ricarica di potenza standard per i veicoli elettrici, escluse le unità senza fili o a induzione, introdotti o rinnovati dal 18 novembre 2017, devono essere conformi alle specifiche tecniche indicate allegato I, punto 1.1, del decreto legislativo del 16 dicembre 2016, in vigore dall 14 gennaio 2017.

Queste specifiche tecniche prevedono ...

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Così una metropolitana può riscaldare le case. Un brevetto del Politecnico di Torino

Lunedì, 20 Novembre 2017
Grazie a un brevetto del Politecnico di Torino sarà possibile utilizzare la costruzione di un’infrastruttura di trasporto, come la metropolitana, per ottenere calore in inverno e raffrescare gli ambienti in estate. Il tutto utilizzando il “concio”.

Grazie a un brevetto del Politecnico di Torino sarà possibile utilizzare la costruzione di un’infrastruttura di trasporto, come la metropolitana, per ottenere calore in inverno e raffrescare gli ambienti in estate.

Il tutto utilizzando un elemento già strutturalmente presente nelle gallerie, cioè il “concio”, la struttura di calcestruzzo armato che riveste i tunnel e che, nel progetto del Politecnico, diventa “energetico”, cioè viene integrato con tubi contenenti un fluido che scambia il calore con il terreno circostante e lo può trasportare in superficie.

Il primo “concio energetico” italiano - fa sapere il PoliTO in una nota - si chiama ENERTUN e grazie alle sue potenzialità è stato finanziato dal Politecnico di Torino attraverso il bando Proof of Concept, dedicato alla validazione e prototipazione delle tecnologie. Il concio è stato installato a scopo sperimentale nella tratta Lingotto-Bengasi della linea 1 della metropolitana di Torino in fase di costruzione.

Cos'è Enertun e come funziona

Enertun è un elemento strutturale prefabbricato di rivestimento della galleria che consente di scambiare calore con il terreno adiacente in modo da produrre energia termica.

Può essere impiegato nella realizzazione di gallerie scavate mediante TBM, le cosiddette ‘talpe’, trasformando la galleria stessa in un grande scambiatore di calore con il terreno per realizzare sistemi di condizionamento e riscaldamento degli edifici in superficie e per produrre acqua calda.

Il progetto, realizzato dal gruppo di ricerca Rockmech, "consentirà di testare lo scambio termico del prototipo di galleria energetica nel sottosuolo torinese in vista di possibili applicazioni future, come ad esempio la linea 2 della metropolitana", spiega il Politecnico.

“La realizzazione di una galleria energetica consente di sfruttare il fatto che la temperatura del sottosuolo alla profondità di realizzazione dello scavo sia sostanzialmente costante tutto l'anno. Ad esempio a Torino risulta di 14°C, quindi molto più bassa della temperatura esterna estiva, mentre d'inverno è vero il contrario. Grazie ad una pompa di calore si può sfruttare questa differenza di temperatura per 'spostare' il calore da una parte all'altra, rinfrescando gli edifici d'estate e riscaldandoli d'inverno", spiega il professor Marco Barla, docente del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica del Politecnico.

"Il concio ENERTUN - prosegue Barla - consente lo sfruttamento intelligente di una fonte energetica locale e rinnovabile. Può trovare applicazione soprattutto nelle aree urbane, magari integrando la galleria energetica ai sistemi di teleriscaldamento. Si pensi ad esempio alla linea 2 della metropolitana di Torino che dovrebbe transitare in aree dove sono previsti nuovi insediamenti che potrebbero beneficiare del calore del sottosuolo, riducendone così l’impronta ecologica”.

“Abbiamo installato due anelli interamente costituiti da conci geotermici. È stato un lavoro impegnativo che ha richiesto oltre un anno e la collaborazione di molte persone. I primi dati raccolti dalla campagna sperimentale mostrano risultati molto promettenti, anche leggermente superiori alle valutazioni ottenute mediante i modelli numerici. La sperimentazione continuerà per un altro anno. Siamo molto fiduciosi di veder ripagati gli sforzi fatti”, aggiunge nella nota del Politecnico l’ingegner Alessandra Insana, dottoranda del Politecnico che sta seguendo in prima persona la sperimentazione in corso.

Il valore aggiunto di questa tecnologia risiede soprattutto nel fatto che si utilizza una struttura che sarebbe stata realizzata comunque. Viene così meno la necessità di scavare appositamente sonde e pozzi geotermici, con una conseguente riduzione dei costi complessivi.

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Sunny Days 2017 di SMA Italia: ultima tappa il 30 novembre a Milano

Venerdì, 17 Novembre 2017
News dalle Aziende
Nella mattinata ampio spazio verrà dato a Pierre-Pascal Urbon, CEO di SMA, che illustrerà la sua visione sul futuro del settore fotovoltaico.

Il prossimo 30 novembre presso il Centro Congressi Ville Ponti a Varese si terrà l’ultima giornata dei Sunny Days 2017.

Nella mattinata ampio spazio verrà dato a Pierre-Pascal Urbon, che illustrerà la sua visione sul futuro del settore fotovoltaico e della sua integrazione con le altre tecnologie e la crescente digitalizzazione.

A conclusione del suo intervento, il CEO di SMA Solar Technology AG, grazie ad un servizio di traduzione simultanea, risponderà in prima persona alle domande dei presenti al convegno.

Durante l’evento verranno inoltre presentate le nuove soluzioni per lo storage, con l’annuncio della partnership tra SMA e BYD, con un intervento del nuovo partner.

Il resto della giornata sarà dedicato alla presentazione di nuovi prodotti e soluzioni attesi nel 2018, della nuova partnership con BYD e le conseguenti novità nello Storage, del Revamping - con presentazione di casi e dati reali - e del Service Tecnico - servizio di assistenza tecnica gestito direttamente dalla sede di Milano.

L’evento gratuito, previa registrazione, avrà luogo presso il Centro Congressi Ville Ponti Dimora Storica Villa Andrea – Piazza Litta, 2 – Varese - e seguirà il seguente programma:

Il programma:

10.00 – 10.30: Registrazione dei partecipanti

10.30 - 11.00: Benvenuto ed introduzione ai lavori

Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe

11.00 – 12.00: Il futuro del mercato fotovoltaico attraverso la digitalizzazione - Anteprime dal mondo SMA

Pierre-Pascal Urbon, CEO SMA Solar Technology AG

12.00 – 12.20: Q&A

12.20 – 13.00: Il valore del servizio di assistenza tecnica di SMA Italia

Marco Risolo, Service Director, SMA Italia

13.00– 14.00: Pranzo di gala

14.00 - 14.30: Revamping: come migliorare le performance e l’efficienza di un impianto FV grazie ad SMA

Attilio Bragheri, Head of Engineering & Project Management SMA South Europe

14.30 - 15.15: Il caso reale – i benefici di due operazioni di revamping su impianti esistenti

Mauro Ragagnin, P.I. Studio Tecnico Mauro Ragagnin

15.15 – 15.30: Coffee Break

15.30 - 16.30: SMA/BYD: La soluzione vincente per il mercato italiano dello storage

Manuel Alcorta, Sales Manager EU, BYD Batteries e Massimo Bracchi, Sales Director SMA Italia

16.30 - 17.15: Soluzione Power+: massimizzazione dei rendimenti energetici con Dual

Filippo Rosada, Technical Promoter Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Marche SMA Italia

17.15 – 17.45: Q&A

Per ulteriori iscrizioni: www.sma-italia.com

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La nuova scommessa di Tesla è il camion elettrico. È un azzardo?

Venerdì, 17 Novembre 2017
Redazione QualEnergia.it
Elon Musk ha svelato il Semi Truck, veicolo per trasporti pesanti con un’autonomia di 800 chilometri alimentato solo dalle batterie. Si caricherà con i Megacharger. Intanto, però, la produzione della Model 3 non decolla e l’azienda perde milioni di euro. Numeri e prospettive.
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Quella del camion elettrico potrebbe diventare la sfida più grande per il colosso americano guidato da Elon Musk, anzi, una sfida forse troppo grande, almeno in questo momento,

A Los Angeles ieri sera, ora californiana, Tesla ha svelato il suo nuovo prodotto, il Semi Truck, che ricorda la forma di un proiettile grazie a un ottimo coefficiente di resistenza aerodinamica (0,36) e che promette di rivoluzionare i viaggi pesanti su gomma, portandoli nell’era della mobilità a zero emissioni.

In realtà, non è stato un vero lancio commerciale, ma una presentazione sfavillante pensata per catturare l’attenzione di un pubblico inedito, costituito dalle aziende di trasporto, che però sono molto difficili da “distrarre” con argomenti quali l’estetica e la sostenibilità ambientale.

Ciò che conta in questo settore, più di ogni altra cosa, è l’aspetto economico, oltre all’affidabilità dei camion, che quindi devono essere robusti, consumare poco carburante e avere un prezzo competitivo.

Musk è sempre stato molto abile a vendere l’immagine di Tesla come azienda super-innovativa, proiettata nel futuro, capace di offrire soluzioni integrate di energia rinnovabile, dall’autoproduzione elettrica con il tetto solare (solar roof), alla guida di vetture non solo ecologiche ma anche belle e sportive, passando per l’accumulo energetico nelle batterie domestiche Powerwall (vedi anche QualEnergia.it).

Tuttavia, Tesla sta attraversando il periodo peggiore della sua storia industriale. La produzione di Model 3, la vettura più “economica” realizzata dal marchio Usa, stenta a decollare a causa dei colli di bottiglia nella gigafactory del Nevada, dove sono assemblate le batterie al litio destinate al nuovo modello.

Con centinaia di migliaia di auto già prenotate dai clienti, Tesla avrebbe dovuto sfornare 5.000 Model 3 alla settimana entro la fine del 2017 ma questo traguardo non sarà raggiunto prima della metà del 2018.

A ottobre, l’azienda ha annunciato che le Model 3 prodotte-consegnate nel terzo trimestre 2017 erano state, rispettivamente, 260-220, contro le 1.500 previste per lo stesso periodo.

Da luglio a settembre, Tesla ha registrato una perdita di circa 670 milioni di dollari, in confronto ai quasi 22 milioni di profitti segnati nel medesimo trimestre del 2016. Lo svelamento del camion 100% elettrico, quindi, arriva in una fase alquanto delicata.

Riuscirà Musk a conquistare il nuovo segmento di mercato? Tra le (poche) informazioni diffuse finora sul “Semi”, spicca l’autonomia dichiarata di 500 miglia, circa 800 chilometri, mentre per le ricariche si potrà contare su una rete di “Megacharger” ad alta velocità, che riforniranno le batterie in mezz’ora.

Restano da chiarire molti dettagli tecnici fondamentali, in particolare il peso e l’ingombro delle batterie e il costo finale del mezzo, soprattutto nel paragone con gli autoarticolati convenzionali.

Il camion elettrico, spiegano gli analisti di GTM Research, potrebbe avere un senso pratico-economico nei trasporti di medio e corto raggio, ma per le lunghe distanze è difficile ipotizzare la piena elettrificazione dei Tir, perché diventerebbero troppo pesanti, con minore spazio di carico e soprattutto molto costosi.

Intanto, a fine ottobre, anticipando Tesla, Daimler ha presentato il prototipo E-Fuso Vision One, un camion capace di caricare 11 tonnellate di merci per 220 miglia (350 chilometri).

Un’altra azienda americana, Nikola Motor, basata a Salt Lake City, invece è pronta a scommettere sull’idrogeno, avendo annunciato di recente che i suoi camion a zero emissioni saranno commercializzati entro il 2020 con un’autonomia di circa 1.200 miglia.

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