L'efficienza energetica in Italia tra opportunità e ostacoli

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Venerdì, 14 Marzo 2014
Giulio Meneghello
Le tecnologie per il risparmio energetico in Italia possono fare molto, non solo per raggiungere più facilmente gli obiettivi su clima ed energia, ma anche per creare lavoro, aumentare il potere d'acquisto delle famiglie, migliorare la competitività delle aziende e far risparmiare la pubbblica amministrazione. Ne parliamo con Marco Carta di AGICI.
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L'efficienza energetica è da tutti considerata il giacimento di energia più vasto, più pulito e più a buon mercato. Per citare solo un dato, la International Energy Agency, nel suo ultimo report sull'argomento stima che solo limitandoci a misure cost effective, cioè quelle che non hanno bisogno di incentivi, da qui al 2020 potremmo risparmiare circa il 7% della domanda di energia mondiale del 2010, una quantità di energia pari ai consumi di Giappone, Corea e Australia messi assieme.

Anche a livello nazionale con il risparmio energetico si può fare molto: non solo per raggiungere più facilmente gli obiettivi su clima ed energia, ma anche per creare lavoro, aumentare il potere d'acquisto delle famiglie, migliorare la competitività delle aziende e far risparmiare la pubbblica amministrazione. Ne abbiamo parlato con Marco Carta, coordinatore dell'Osservatorio Industria Rinnovabili di AGICI, la società di consulenza specializzata in energia, utilities e infrastrutture che la settimana prossima organizzerà una serie di seminari sul tema, nell'ambito della Mostra Convegno Expocomfort a Milano.

Dottor Carta, l'efficienza energetica da sempre è indicata come il giacimento di energia più a buon mercato. Che benefici anche economici ha dato e può dare a livello di sistema Paese?

L’energia è da sempre uno dei pilastri per lo sviluppo. L’uso efficiente dell’energia è un volano per l’intera economia: le famiglie possono avere maggior potere d’acquisto, le industrie possono vendere prodotti a un costo minore e quindi competere con “un’arma in più” in un mercato globale sempre più competitivo. A questi benefici bisogna aggiungere gli impatti legati allo sviluppo di una filiera industriale legata ai prodotti e ai servizi dell’efficienza energetica come illuminazione, inverter, motori, caldaie, turbine, ecc. In Italia, grazie ai meccanismi delle detrazioni fiscali, dei certificati bianchi e del conto termico, molto è stato fatto. Il superamento degli obiettivi al 2010 è da considerarsi sicuramente un successo, pur con sfaccettature di non poco conto tra le diverse tecnologie e le diverse classi di utenza. Tuttavia gli spazi di sviluppo per questa industria sono ancora molto importanti. Proprio per questo nel 2014 Agici ha lanciato il nuovo Osservatorio CESEF dedicato all’efficienza energetica.

Uno dei suoi interventi ai convegni organizzati per la settimana prossima sarà sull'efficienza come leva per migliorare la competitività. Ha qualche esempio di azienda in cui interventi di riduzione dei consumi hanno fatto la differenza?

Non vorrei fare nomi. Ma posso dire che, ad esempio, le cementerie che hanno adottato sistemi per il recupero di calore volti alla generazione elettrica hanno abbattuto i loro costi di produzione nell’ordine del 2-4%. Può sembrare poco, quantomeno a prima vista, ma quel risparmio in molti casi ha significato la sopravvivenza stessa delle aziende.

Quali tecnologie e quali tipi di intervento offrono il miglior rapporto tra costi risultati nell'industria?

Dipende innanzitutto dal tipo di industria; in secondo luogo occorre valutare quale è il punto di partenza. Per aziende inefficienti la sola sostituzione dei motori elettrici e dei compressori può generare risparmi enormi (si veda cosa sta accadendo in Russia nell’industria pesante). Per aziende già efficienti si può ricorrere invece a tecnologie più raffinate e costose come i recuperi di calore o la trigenerazione.

E nel residenziale?

Nel residenziale la maggior parte della spesa è generalmente legata al riscaldamento. Caldaie a condensazione, biomasse, solare termico sono le tecnologie chiave per il risparmio nel riscaldamento. La recente riforma in termini di prezzi dell’elettricità per le pompe di calore potrebbe costituire un volano anche per questa tecnologia (la nuova tariffa che partirà da luglio, ndr).

Particolarmente interessanti sembrano poi le possibilità di risparmio negli edifici di grandi dimensioni, che molto spesso sono anche pubblici, si pensi a scuole e ospedali. Cosa si potrebbe fare su questo versante?

Per gli ospedali la cogenerazione è una tecnologia che ha dato grandi risultati in termini di risparmio. C’è poi tutto il tema dell’illuminazione efficiente e dell’isolamento termico. Anche qui, come nell’industria, bisogna sempre valutare da che punto si parte. Per edifici con sistemi energetici obsoleti (in Italia sono ancora funzionanti sistemi di riscaldamento a gasolio) anche un intervento relativamente “banale” come la sostituzione di una caldaia può generare benefici enormi. 

Quali sono i principali ostacoli che impediscono di attingere al potenziale dell'efficienza energetica? Come si potrebbero superare?

Due sono le criticità: cultura e investimento iniziale. C’è una scarsa conoscenza dell’efficienza energetica, delle sue tecnologie e degli strumenti pubblici per promuoverla. Su questo tutto il sistema pubblico deve attivarsi. Altro punto critico è il costo di investimento. Vi sono davvero molti consumatori, sia civili sia industriali, che conoscono i benefici ottenibili dall’efficienza energetica, tuttavia non hanno le risorse necessarie per investire. Ad esempio, per una famiglia la sostituzione di una caldaia tradizionale con una a pellet o a condensazione può costituire una spesa non sostenibile. Allo stesso modo, sono molte le industrie interessate a investire in sistemi quali cogenerazione o recuperi ma questi impianti sono costosi e, ahimè, molte di queste imprese hanno oggi le risorse sufficienti solo per la mera gestione ordinaria, leggasi sopravvivenza. Su questo campo sarebbero d’aiuto incentivi magari ridotti ma molto più concentrati nel tempo in modo da ridurre al massimo i tempi di ritorno. Per gli interventi di taglia più piccola c’è anche il tema del finanziamento: spesso le banche sono poco interessate a interventi per poche migliaia di euro. Su questo punto si potrebbe agire attraverso forme di aggregazione della domanda di servizi per l’efficienza, particolarmente per le Pubbliche Amministrazioni.

Competitività delle imprese UE, tra il mito del caro-energia e la chiave dell'innovazione

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Giovedì, 13 Marzo 2014
Luca Bergamaschi
La competitività dell’industria europea dipende più dalla sua capacità di innovare che dalla ricerca ossessiva di abbassare il prezzo dell'energia. I costi energetici per le imprese sono una quota minima sul totale. Meglio ridurre la dipendenza delle importazioni di combustibili fossili, sempre più cari, e investire in efficienza energetica. Un articolo di Luca Bergamaschi, ricercatore e blogger.
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Raccontare storie è una componete unica e straordinaria della tradizione umana. La sua potenza risiede nella capacità di influenzare le scelte che facciamo e come vediamo il mondo. Attraverso la ripetizione e l’utilizzo di un linguaggio simbolico che colpisce il nostro immaginario le storie creano una loro realtà, insieme a paure e speranze, al di là se questa realtà si basi su fatti reali o meno. La rivoluzione delloshale gas’ americano fa parte di queste storie. Ci viene raccontato che grazie alla massiccia estrazione a basso costo di gas non convezionale da scisti bituminosi le imprese americane stanno ottenenendo un tale vantaggio economico da uccidere le imprese europee.

Ma i dati economici ci mostrano l’opposto; cioè che l’esportazioni dell’industria europea rimangono forti e che l’industria sta gestendo gli aumenti dei prezzi dell’energia al meglio attraverso l’efficienza energetica. Tuttavia vi sono diversi attori della società, tra i quali associazioni industriali, Governi e media, che raccontano la storia opposta. Tutto ciò genera paure infondate, indebolisce l’impegno dell’Europa nella lotta al cambiamento climatico e aumenta la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili. Il risultato è che se questa storia rimane senza giudizio, la capacità di innovazione, ovvero il fattore chiave per aumentare la produttività e la competitività dell’industria europea, sarà messa seriamente a repentaglio.

Secondo l’agenzia internazionale dell’energia (IEA), con la sola eccezione del settore dei petrolchimici, non vi è prova che i prezzi bassi dell’energia abbiano portato a una rinascita della produzione e un ritorno di investimenti in America. Ciò è vero anche per l’occupazione: il numero di imprese che si sono trasferite in America è trascurabile se si mette a confronto con i 6 milioni di posti di lavoro persi tra il 2000 e il 2009. Attraverso i dati del governo americano, la IEA stima che dal 2010 nel settore manufatturiero si sono creati solo 50mila posti di lavoro in confronto agli altri 500mila posti creati da investimenti di imprese estere. La Commissione Europea nota inoltre che le industrie che producono beni a forte consumo di energia nell'UE dominano ancora i mercati globali di esportazione nonostante l'aumento delle disparità dei prezzi dell'energia registrato dal 2008. Le importazioni di acciaio nell’UE sono diminuite mentre le esportazioni sono in aumento dal 2009. Una situazione simile emerge da un’analisi del Consiglio dell’Industria Chimica Europea. Lo studio mostra che tra il 2005 e il 2010, nonostante la severa recessione economica e i costi bassi del gas americano, l’industria chimica europea è cresciuta del +1,6%, mentre quella del Nord America si è ridotta del -1,4%.

Il mito dei prezzi alti dell’energia

Un’altra storia che sta popolando il dibattito riguarda gli alti prezzi dell’energia e ci dice che le ‘ambiziose’ politiche climatiche ed energetiche esistenti sono responsabili dell’aumento dei prezzi in Europa. Uno sguardo rapido ai fatti mostra che anche questa storia è più mito che realtà. Le industrie ad alta intensità energetica hanno dichiarato privatamente ai loro azionisti che il portabandiera della politica climatica europea, ovvero il sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas serra, non rappresenta una minaccia per le loro operazioni nell’UE.

Analisi della Commissione Europea supportano questa posizione: uno studio recente sui costi e prezzi dell’energia mostra che le tasse e imposte per il finanziamento delle politiche climatiche ed energetiche sono l’elemento più piccolo dei prezzi dell’energia nella maggior parte degli Stati Membri. Inoltre per la maggior parte delle imprese i costi dell’energia non sono un motivo di preoccupazione perchè rappresentano solo una quota minima dei costi totali.

In Germania, per esempio, più del 90% delle imprese manufatturiere spende meno del 2% del reddito per l’energia. Solo per alcune industrie ad alta intensità energetica, come l’industria cantieristica, chimica e dell’acciaio, i costi dell’energia superano il 6% del reddito. Tuttavia queste industrie corrispondono solo al 2% dell’economia tedesca e la maggior parte non paga gli oneri per le fonti rinnovabili attraverso ampie detrazioni fiscali. Le concessioni che il governo tedesco offre a queste industrie sono cresciute del 20% nel 2014 per un ammontare totale di 5,1 miliardi di euro.       

Ciò che in realtà sta trascinando in alto i prezzi dell’energia sono l’aumento dei prezzi globali dei combustibili fossili e la crescente dipendenza dell’UE dalle importazioni fossili. Dal 1990 a oggi i prezzi del petrolio e del carbone sono aumentati del 60 e del 35% rispettivamente, trainati dalla crescente domanda energetica delle economie emergenti. Tra il 1990 e il 2011 la domanda cinese è aumentata del 75% ed è in continua crescita. Allo stesso tempo l’Europa sta aumentando la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, passando dal 40% nel 1990 al 54% nel 2011. Nel 2012 l’Europa ha speso più di 500 milliardi di dollari solo per il petrolio.

Quello che serve è l’innovazione intelligente

Ciò di cui invece l’Europa ha bisogno per proteggere la competitività delle sue imprese è una storia che davvero valorizza la competitività industriale in un mondo globale in continuo affollamento e che ha fame di risorse naturali. Questa è una storia di innovazione intelligente basata su un approccio del ‘fare più con meno’ che crea nuove opportunità di business e accresce competitività e produttività delle industrie europee. Secondo la IEA, il modo migliore per proteggere l’industria dall’aumento dei prezzi dell’elettricità è attraverso una più ampia promozione dell’efficienza energetica: produrre di più diminuendo il bisogno di energia in modo da gestire e controllare i costi totali. Come mostra uno studio recente di Climate Strategies, c’è un potenziale enorme, per lo più inutilizzato, per investire nell’adozione di tecnologie che riducono il fabbisogno energetico delle imprese e migliorano l’efficienza energetica delle operazioni e degli impianti industriali esisistenti.

Tuttavia la IEA riconosce che senza un’azione mirata dei governi per incoraggiare le imprese a mobilitare gli investimenti necessari, anche quando questi si ripagano da soli, il potenziale economico per migliorare l’efficienza energetica e generare nuove entrate non sarà sfruttato. Analogalmente, l’OCSE calcola che nel caso di una robusta implementazione delle misure di efficienza energetica il profitto dei settori del ferro e dell’acciaio dell’UE aumenterà dello 0,5% nel 2035 grazie ad una migrazione della produzione dai paesi meno sviluppati verso l’Europa a fronte della riduzione dei costi di produzione. 

L’attuale politica europea orientata a fissare gli obiettivi climatici ed energetici al 2030 offre l’opportunità di guidare le imprese con successo attraverso la nuova era dell’economia sostenibile e proteggerle dai rischi che l’aumento dei costi dell’energia pone.

Per avere successo la comunità industriale europea non ha bisogno di importare la revoluzione ma di iniziare la propria.

Edifici storici. Restauro e risparmio energetico: nuove tecnologie per nuove prospettive

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Giovedì, 13 Marzo 2014
Il prossimo 22 marzo a Roma, presso l’Auditorium del MAXXI, si terrà il convegno “Edifici storici. Restauro e risparmio energetico: nuove tecnologie per nuove prospettive”, un’occasione di dibattito tra Amministrazioni, proprietari di dimore storiche, architetti, ingegneri e tecnici del settore energetico. Riportiamo il comunicato stampa dell'evento.

Oggi il 60% dei beni culturali mondiali è patrimonio dell’Italia. Si tratta, in molti casi, di edifici storici, case, ville, ma anche parchi e giardini pubblici e privati. L’A.D.S.I., l’associazione che riunisce i proprietari di immobili vincolati presenti in tutta Italia, è impegnata dal 1977 nel favorire la conservazione, la valorizzazione e la gestione di questi edifici, che rappresentano un patrimonio prezioso non solo per i loro proprietari, ma per la collettività intera in virtù dei benefici che sono in grado di generare per il territorio.

L’opera di valorizzazione dell’immenso patrimonio storico-artistico degli edifici storici, promossa da A.D.S.I., passa oggi anche attraverso una maggiore efficienza energetica. Naturalmente gli interventi di restauro dell’edilizia storica devono essere mirati e pongono numerosi vincoli; per questo richiedono studi e analisi da parte di professionalità diverse che mettano insieme le loro competenze in modo da raggiungere la soluzione ottimale per ciascun edificio con un significativo abbattimento del consumo energetico.

“Restaurare un immobile storico – ha spiegato la dott.ssa Anna d’Amelio Presidente del Gruppo Giovani di A.D.S.I. Lazio – significa contribuire alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale nazionale. Restaurarlo in chiave energetica vuol dire diminuire i consumi e tutelare l’ambiente. La riqualificazione energetica delle dimore storiche rappresenta per l’A.D.S.I. una priorità, che però oggi deve fare i conti con una normativa lacunosa. Incertezze che rappresentano un ulteriore ostacolo alla tutela e salvaguardia di questi edifici, per i quali si pone l’esigenza di conciliare il risanamento energetico con il rispetto dell’involucro originario e del suo equilibrio formale”.

A questo importante tema A.D.S.I., in sintonia con il dipartimento di architettura del MAXXI - museo nazionale delle arti del XXI secolo - dedica un convegno,  con l’obiettivo di mettere a disposizione la propria esperienza nella conservazione degli edifici e dei giardini storici per coniugare sostenibilità e conservazione, efficienza energetica e tutela degli immobili storici, attraverso una reinterpretazione del restauro capace di definire nuovi ambiti di equilibrio espressivo tra la storia e le nuove tecnologie.

Il convegnoEdifici storici. Restauro e risparmio energetico: nuove tecnologie per nuove prospettive promosso dunque dall’A.D.S.I. Lazio Giovani con il dipartimento di architettura del MAXXI e in collaborazione con il MIBACT-PABAAC, servizio architettura contemporanea, si svolgerà il prossimo 22 marzo presso l’Auditorium del MAXXI a Roma e sarà un’occasione di dibattito tra Amministrazioni, proprietari di dimore storiche, architetti, ingegneri e tecnici del settore energetico per cercare di fare chiarezza sulle possibilità di intervento compatibili con gli edifici storici, con un particolare focus sulla possibile integrazione nell’involucro edilizio dell’utilizzo di energie rinnovabili. L’analisi di casi studio nazionali e internazionali illustrati direttamente dai proprietari di immobili storici, le ricadute positive in termini di risparmio energetico, le aspettative sulle recenti normative in via di definizione e le chiarificazioni sulle modalità di intervento e sulle prospettive aperte da un nuovo panorama di tecnologie e prodotti emergenti saranno i temi al centro dell’evento.

In occasione del convegno verrà anche anticipato l’indice e illustrata la metodologia seguita nella stesura delle “Linee Guida per l’uso efficiente dell’energia nel patrimonio culturale”, redatte dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, in via di prossima pubblicazione. Una serie di importanti indicazioni di riferimento corredate anche da esempi sulle tecnologie utilizzabili, sui criteri di integrazione ammissibili e sui risultati energetici raggiungibili a seconda delle soluzioni adottate. Il convegno rappresenta quindi un appuntamento importante di riflessione, ma anche di apertura verso nuovi ambiti di sperimentazione tra l’industria del settore e il vasto patrimonio artistico culturale italiano da tutelare e preservare.

Konsulgroup cerca consulenti energetici per l'energy point di Riccione

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Giovedì, 13 Marzo 2014
Il centro ricerca e formazione cerca 5 consulenti energetici preferibilmente con pregressa esperienza di vendita.

Il centro ricerca e formazione Konsulgroup specializzato in sales managment ricerca consulenti energetici da assegnare all'energy point di Riccione (ufficio-negozio-showroom).

Il consulente energetico, grazie a una precisa strategia formativa, dovrà fornire servizi e prodotti qualificati sull'efficientamento energetico, disponendo di un ampio portafoglio prodotti e servizi per i mercati B2B e B2C e dovrà coordinare un team di lavoro.

Il Profilo ricercato deve possedere i seguenti requisiti:

  • Capacità relazionale, negoziale e comunicazionale
  • Formazione di base preferibilmente diploma/laurea o cultura equivalente
  • Padronanza con i moderni sistemi informatici (Smartphone, Tablet, Navigazione Web e Office)
  • Automunito

Completano il profilo la pregressa esperienza di vendita, che costituisce un requisito preferenziale, e l’attitudine a lavorare per obiettivi e in team.

Le Figure Commerciali selezionate saranno supportate da:

  • Portafoglio clienti, appuntamenti quotidiani
  • Condizioni ai più alti livelli di mercato con pre-conto mensili
  • Canvass su obiettivi
  • Accompagnamento Economico per il primo quadrimestre
  • Valorizzazione delle attitudini attraverso la crescita professionale anche in altri Asset del Gruppo
  • Coordinamento e supporto costante.
Posti disponibili: 
5
Sede di lavoro: 
Via F.lli Cervi, 46 - Riccione
Ragione Sociale: 
Konsulgroup
Indirizzo: 
Via Flaminia, 27 - 61034 Fossombrone (PU)
Telefono: 
0721 740616
E-mail: 
candidati@konsulgroup.it

L'energia nella “#svoltabuona” di Renzi

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Giovedì, 13 Marzo 2014
Redazione Qualenergia.it
Tra gli annunci fatti ieri dal Presidente del Consiglio uno è anche sull'energia. Si parla di tagliare la bolletta energetica delle Piccole e Medie Imprese: sarà alleggerita del 10%, attraverso una rimodulazione delle relative voci, con particolare riguardo agli oneri di sistema. Cosa dobbiamo aspettarci?

Tra i molti annunci fatti ieri nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei Ministri, Renzi e il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi hanno parlato – seppur poco e in modo vago – anche di energia. Dal primo maggio, promettono le accattivanti slide (vedi allegato in basso), la bolletta energetica delle Piccole e Medie Imprese sarà alleggerita del 10%. Uno sconto sull'importo annuo totale pari a circa 14 miliardi di euro, si è spiegato, che si attuerà attraverso una rimodulazione delle relative voci, con particolare riguardo agli oneri di sistema.

Il ministro Guidi in conferenza stampa ha corretto il tiro sui tempi: l'intervento sconta tempistiche che vanno ancora messe a punto tanto da far prevedere, più facilmente, una misura a regime "entro il 2014". "Probabilmente - ha spiegato - in buona parte si ricorrerà a decreti ministeriali o comunque atti che potranno essere utilizzati velocemente". Il tutto in ogni caso a valle di una consultazione pubblica con tutti gli operatori, dagli energivori ai produttori di fonti rinnovabili fino ai gestori di rete". Naturalmente, con il coinvolgimento dell'Autorità per l'Energia. Il lavoro preparatorio dovrebbe prendere un paio di mesi.

Cosa si farà? L'ipotesi più probabile è che si intervenga riequilibrando gli oneri attualmente a carico delle Pmi e quelli a carico dei grossi consumatori. Sul tavolo, per esempio, ci sono le decisioni da prendere entro fine giugno sull'interrompibilità. Come pure la possibile revisione degli sconti agli energivori. Occorrerà poi restare vigili su altri temi, che come abbiamo visto negli ultimi tempi si è cercato di introdurre nell'agenda politica: riforma del mercato elettrico, possibile depotenziamento del regime di maggior tutela, attuazione del capacity payment transitorio.

La conferenza stampa dei ministri (il ministro Guidi parla di energia dal minuto 25):

La presentazione di Renzi:

Le slide presentate da Renzi (pdf)

Beam Power Energy ricerca agenti plurimandatari nel settore del risparmio energetico

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Giovedì, 13 Marzo 2014
L'azienda, distributrice di prodotti nel settore dell'efficienza energetica, cerca 10 agenti plurimandatari con esperienza nel settore.

Beam Power Energy srl, distributore per Italia e Europa di prodotti nel settore dell'efficientamento energetico del comparto commerciale e industriale, cerca personale tecnico commerciale con esperienza nel settore.

Le aree d'intervento sono Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Puglia. Inquadramento come procacciatore d'affari.

Posti disponibili: 
10
Sede di lavoro: 
Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Puglia
Ragione Sociale: 
Beam Power Energy srl
Indirizzo: 
Via Buenos Aires, 36/bis - 10134 Torino
Telefono: 
011 7934150
E-mail: 
info@beampowerenergysaving.eu

Fotovoltaici.info cerca promotori per nuovo servizio di risparmio energetico

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Giovedì, 13 Marzo 2014
Fotovoltaici.info, operante nel settore fotovoltaico e dell'efficienza energetica, cerca 8 promoter nel nord e centro Italia per proporre alle imprese un nuovo servizio di consulenza per trovare soluzioni di risparmio energetico.

Fotovoltaici.info, operante nel settore fotovoltaico che offre servizi di informazione specializzata agli operatori oltre alla fornitura di moduli fotovoltaici, cerca 8 promoter nel nord e centro Italia per promuovere un nuovo servizio rivolto ad aziende e traders di energia elettrica e gas, che consente di realizzare un risparmio energetico sensibile, anche senza effettuare cospicui investimenti.

I promoter dovranno proporre alle aziende di intraprendere insieme un percorso virtuoso, mirato alla riduzione, ottimizzazione  e miglioramento dei consumi energetici e una cultura del risparmio.

Posti disponibili: 
8
Sede di lavoro: 
Nord e centro Italia
Ragione Sociale: 
Fotovoltaici.info
Indirizzo: 
Via Borsari, 3 - 41013 Castelfranco Emilia (MO)
Telefono: 
342 1648029
E-mail: 
comunica@fotovoltaici.info

EM Power Engineering cerca venditori nel settore dell'efficienza energetica

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Giovedì, 13 Marzo 2014
L'azienda, impegnata nella fornitura di servizi di efficientamento energetico, cerca 6 venditori nelle aree di Treviso, Venezia, Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste.

EM Power Engineering srl è la divisione "efficientamento energetico” di Elettrica Maronese, società impegnata nella vendita di servizi e prodotti alle imprese specializzata nel settore energie rinnovabili e in particolare nello storage (accumuli per impianti fotovoltaici).

Per l’implementazione della rete di vendita specializzata l'azienda cerca segnalatori, venditori e agenti nelle aree di Treviso, Venezia, Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste.

Posti disponibili: 
6
Sede di lavoro: 
Friuli Venezia Giulia e Veneto
Ragione Sociale: 
EM Power Engineering srl
Indirizzo: 
V.le Europa, 9 - Brugnera (PN)
Telefono: 
339 8421214
E-mail: 
luigi@empowersrl.com

Investire in rinnovabili in Brasile e Arabia Saudita: due country report dal GSE

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Giovedì, 13 Marzo 2014
Due country report preparati dal GSE: uno sul Brasile e un altro sull' Arabia Saudita, due paesi con una crescente domanda energetica e con ambiziosi obiettivi sulle rinnovabili. Vi si analizzano i meccanismi di incentivazione vigenti e le opportunità che da questi possono derivare anche per gli investitori esteri. Li pubblichiamo in allegato.

Nell’ambito delle attività di monitoraggio delle politiche internazionali sulle energie rinnovabili, il GSE ha predisposto due country report su Brasile e Arabia Saudita. I due elaborati offrono una panoramica dei relativi contesti economici ed energetici, con un approfondimento sui mercati elettrici.

I documenti evidenziano il notevole potenziale di sviluppo della produzione di energia da FER in tali contesti, analizzano i meccanismi di incentivazione vigenti e le opportunità che da questi possono derivare anche per gli investitori esteri.I due paesi sono caratterizzati da una crescente domanda energetica e si sono posti ambiziosi obiettivi di installazione di impianti a fonti rinnovabili.

Il country report dul Brasile (pdf)

Il country report su Arabia Saudita (pdf)

Tobago cerca agenti commerciali nel settore efficienza energetica

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Mercoledì, 12 Marzo 2014
L'azienda, attiva nella realizzazione di impianti di efficienza energetica, cerca 10 agenti commerciali in tutta Italia per ampliare la sua rete di vendita.

Tobago srl, azienda italiana operante in tutto il territorio nazionale attraverso la realizzazione di impianti di efficienza energetica per aziende e microbusiness, per lo sviluppo della rete di vendita, cerca un agente commerciale per ciascuna delle province di riferimento: Ravenna, Rimini, Cesena, Forlì, Piacenza, Mantova, Vicenza, Verona, Belluno e Trento.

Posti disponibili: 
10
Sede di lavoro: 
Ravenna, Rimini, Cesena, Forlì, Piacenza, Mantova, Vicenza, Verona, Belluno, Trento.
Ragione Sociale: 
Tobago srl
Indirizzo: 
Via della Croce Rossa, 78 - Padova
E-mail: 
info@tobagonet.it