-nessuno-

Duro scontro Usa-India sul fotovoltaico. Proseguirà davanti al WTO

Facebook Twitter LinkedIN
Martedì, 17 Maggio 2016
Redazione QualEnergia.it
L’India invierà al WTO 16 casi contro gli Stati Uniti. In ballo ci sono le clausole che salvaguardano la produzione locale di tecnologie e dispositivi nel campo delle fonti rinnovabili. Nuova Delhi ha un traguardo: 100 GW di solare fotovoltaico entro il 2022.
Immagine Banner: 

La battaglia del solare tra Stati Uniti e India continua. La prossima mossa spetta al colosso asiatico, il cui governo ha confermato che potrebbe presentare al WTO, l’organizzazione mondiale del commercio, 16 casi contro gli Stati Uniti. L’India, lo ricordiamo, ha lanciato nel 2010 un piano solare tra i più ambiziosi al mondo, perché l’obiettivo è raggiungere 100 GW di potenza installata entro il 2022, partendo da una percentuale bassissima di fonti rinnovabili. Con questo piano il governo indiano intende risolvere alcuni problemi cronici del suo sistema energetico, come la scarsa elettrificazione di vaste zone rurali, frequenti blackout, predominanza del carbone nel mix di approvvigionamento.

Per assolvere la sua "missione solare", l’India ha predisposto varie misure per sostenere chi investe nel fotovoltaico (stiamo parlando dei progetti utility-scale di grande taglia), in particolare attraverso i contratti d’acquisto a lungo termine (PPA, power purchase agreements). Il governo si impegna ad acquistare l’energia generata dai parchi fotovoltaici, pagando un prezzo prefissato ai produttori per un certo numero di anni. Nel programma, però, c’è anche una clausola cosiddetta buy-local: i produttori di energia solare, per ottenere gli incentivi, devono soddisfare alcuni requisiti di contenuto domestico.

In altre parole, gli operatori sono obbligati a utilizzare celle e moduli fabbricati in India per determinati tipi di progetti fotovoltaici. Non è certo una novità: la Cina, per esempio, ha sfruttato simili requisiti per diversi anni, allo scopo di avvantaggiare i costruttori cinesi di turbine eoliche e altri dispositivi.

Perfino gli Stati Uniti ricorrono spesso a clausole di tutela per l’industria nazionale, sempre nel settore dell’energia pulita. Moltissimi Stati americani, infatti, nei loro programmi per le fonti rinnovabili hanno previsto misure in qualche modo protezioniste, perché salvaguardano le tecnologie made in Usa a scapito di quelle straniere. L’obiettivo, in India come negli Stati Uniti, è analogo, cioè promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro locali e sviluppare aziende sempre più innovative e in grado di competere a livello internazionale.

Così nel 2013 è andata in scena la prima puntata della disputa: gli Stati Uniti hanno portato il programma solare indiano davanti al WTO, sostenendo che l’India aveva violato le regole del commercio internazionale, favorendo in modo indebito i prodotti fabbricati dalle sue industrie. Le aziende americane si sentivano penalizzate, a causa delle restrizioni imposte da Nuova Delhi sulle importazioni di celle e moduli.

L’India si era giustificata con due argomentazioni a difesa della sua clausola buy-local: la prima faceva leva sulla necessità di rispettare le norme nazionali e internazionali per la crescita economica sostenibile e la lotta ai cambiamenti climatici. La seconda, invece, faceva appello al “government procurement”: l’acquisto di componenti made in India era lecito perché quegli stessi componenti non servivano a produrre altri beni destinati alla vendita. Insomma, lo scopo delle misure non era commerciale (realizzare un profitto extra), ma strettamente legato a un obiettivo di politica pubblica.

L’Organizzazione mondiale del commercio però ha dato ragione alle lamentele americane, con un dettagliato rapporto pubblicato nei mesi scorsi. A questo punto, L’India non solo ha deciso di ricorrere in appello al WTO, ma anche di minacciare gli Stati Uniti con una seconda puntata della controversia. Ecco perché il governo indiano è pronto a contestare davanti al WTO 16 casi di violazioni americane delle regole internazionali, come ha confermato di recente il ministro indiano del Commercio, Nirmala Sitharaman. Vediamo se sarà davvero così, o se i due paesi avvieranno dei negoziati.

Intanto, fa notare un analista citato da PV Magazine, la norma indiana in discussione non ha sortito finora gli effetti sperati da Nuova Delhi. L’industria locale, lungi dall’essere esplosa come auspicato dai politici indiani, finora è riuscita a coprire solo un 5% scarso dell’intera domanda di celle e moduli FV in India. Il rischio poi è che nessuno esca realmente vincitore da una prolungata battaglia legale/commerciale di questo tenore.

La vera sfida per l’India, con ogni probabilità, è creare le condizioni per un mercato del fotovoltaico sempre più concorrenziale, in cui la scelta delle tecnologie sia basata essenzialmente sulla qualità e sul prezzo dei dispositivi, piuttosto che sulla loro provenienza.

Contenuto Riservato

Riservato: 
OFF

Contenuto a Pagamento

A Pagamento: 
OFF

Moroni & Partners ricerca esperto settore eolico

Facebook Twitter LinkedIN
Martedì, 17 Maggio 2016
La società di ingegneria energetica ricerca un esperto per il settore eolico disponibile a trasferte in Italia e all'estero.

Moroni&Partners, società di ingegneria energetica che offre servizi di Engineering, Technical Advisory e Asset Management nel settore delle rinnovabili, ricerca un esperto per il settore eolico.

L'azienda richiede:

  • esperienze di wind assessment ed energy yield assessment 
  • esperienza nell'analisi dei contratti di Turbine Supply ed O&M 
  • esperienza utilizzo WindPro, WindFarm, WindSim o software similari 
  • utilizzo di Windographer per analisi dati eolici 
  • esperienza TDD 
  • esperienza nell'analisi delle vibrazioni di macchine rotanti 
  • esperienza nell'analisi video-endoscopica Lingua inglese e/o spagnola fluente
  • Disponibilità a trasferte in Italia e all'estero.
Posti disponibili: 
1
Sede di lavoro: 
Camerano (AN)
Ragione Sociale: 
Moroni & Partners Verifiche srl
Indirizzo: 
Via del Commercio, 14/A 600 - 60021 Camerano (AN)
E-mail: 
segreteria@moroniepartners.it

PUN, ancora un altro minimo storico

Facebook Twitter LinkedIN
Martedì, 17 Maggio 2016
Secondo gli ultimi dati del Gestore dei Mercati Energetici, ad aprile, il PUN, il prezzo medio di acquisto dell’energia elettrica, ha registrato la quarta flessione consecutiva del 2016, toccando il minimo storico a 31,99 €/MWh (-33,1% su base annua). Il prezzo di vendita in Sicilia per la prima volta sotto i 40 €.

Secondo i dati del GME, il Gestore dei Mercati Energetici, ad aprile, il PUN, il prezzo medio di acquisto dell’energia elettrica, ha registrato la quarta flessione consecutiva del 2016 toccando il minimo storico a 31,99 €/MWh, con un calo del 33,1% su base annua (-3,23 €/MWh, cioè -9,2% su marzo). In tutte le zone geografiche ...

Contenuto Riservato

Riservato: 
OFF

Contenuto a Pagamento

A Pagamento: 
Contenuto a Pagamento

Fotovoltaico ad alta efficienza a prezzi bassi, svolta tecnologica grazie al laser

Facebook Twitter LinkedIN
Martedì, 17 Maggio 2016
Redazione QualEnergia.it
Un innovativo processo di produzione dei moduli solari, sviluppato dal Fraunhofer ISE, sta rivoluzionando il mercato fotovoltaico. Per la prima volta possono essere realizzate in serie celle in tecnologia PERC con contatti puntuali e con efficienze del 7% maggiori rispetto alla media.
Immagine Banner: 

La maggior parte delle celle solari che vengono prodotte oggi sono dotate di una grande superficie metallica di contatto che copre l'intera parte posteriore del wafer di silicio e che permette all’elettricità di fluire dalla cella all'elettrodo. Questa configurazione limita tuttavia l’efficienza della cella e, di conseguenza, quella del modulo solare.

Un’alternativa per ottenere delle prestazioni più alte consiste nella tecnologia PERC-Passivated Emitter and Rear Cell, scoperta nel 1989. A differenza delle celle convenzionali, per ottenere una cella in tecnologia PERC si utilizza uno strato riflettente aggiuntivo sul retro della cella e in esso vengono realizzati migliaia di punti di contatto elettrico.

Finora, il momento più complesso nella realizzazione di una cella PERC era rappresentato dalla realizzazione dei punti di contatto. Una soluzione a basso costo è stata sviluppata dai ricercatori del centro di ricerca Fraunhofer ISE di Friburgo (Germania) grazie al processo LFC (Laser Fired Contact), che ha permesso per la prima volta la produzione industriale in serie di celle solari in tecnologia PERC (foto: credit © Photo Dirk Mahler/Fraunhofer).

La tecnologia PERC prevede l’introduzione di ...

Contenuto Riservato

Riservato: 
OFF

Contenuto a Pagamento

A Pagamento: 
Contenuto a Pagamento

Edifici scolastici innovativi, bando del MIUR stanzia 350 mln di €

Facebook Twitter LinkedIN
Martedì, 17 Maggio 2016
Il bando per il concorso di idee '#Scuoleinnovative' prevede la realizzazione di 52 nuove scuole caratterizzate da spazi didattici innovativi, alte prestazioni energetiche e aree verdi fruibili che diventino punti di riferimento per il territorio.

È stato pubblicato il 13 maggio il bando per il concorso di idee per #Scuoleinnovative, presentato lo scorso 5 maggio al Ministero Istruzione Università e Ricerca, MIUR (vedi allegato in basso) che prevede la realizzazione di 52 nuove scuole all'avanguardia. Gli istituti dovranno essere caratterizzati da spazi didattici innovativi, ad alta prestazione energetica, e con aree verdi fruibili che diventino punti di riferimento per il territorio.

Il concorso, previsto dalla legge 'Buona Scuola', si avvale di uno stanziamento di 350 milioni di euro e il bando si chiuderà il 30 agosto 2016. Si tratta di un concorso internazionale: possono partecipare ingegneri, architetti, singoli o associati, le società di ingegneria e le società professionali sia italiane che straniere.

La procedura si svolgerà esclusivamente online attraverso la piattaforma "Concorrimi" messa a disposizione dall'Ordine degli Architetti di Milano.

Il concorso si concluderà con una graduatoria di merito per ciascuna area di intervento e con l’attribuzione di 3 premi per ciascuna area, come di seguito indicato:

  • al 1° classificato: € 25.000
  • al 2° classificato: € 10.000
  • al 3° classificato: € 5.000

Al termine del concorso di idee una commissione sceglierà i vincitori e al primo classificato gli Enti locali potranno affidare la progettazione definitiva ed esecutiva. A questo punto entra in gioco INAIL, l'stituto nazionale per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro, che acquisterà le aree e realizzerà le scuole, mentre il MIUR pagherà i canoni di locazione per trent’anni con fondi messi a disposizione dalla legge 'Buona Scuola'.

Nella presentazione della propria proposta progettuale i candidati dovranno tenere conto delle seguenti finalità:

  • realizzazione di ambienti didattici innovativi, a partire dalle esigenze pedagogiche e didattiche e dalla loro relazione con la progettazione degli spazi. In particolare:
    • permettere agilmente l’allestimento di setting didattici diversificati e funzionali ad attività differenziate (lavorare per gruppi, lavorare in modo individualizzato, presentare elaborati, realizzare prodotti multimediali, svolgere prove individuali o di gruppo, discutere attorno ad uno stesso tema, svolgere attività di tutoraggio tra pari tra studenti ecc.);
    • permettere lo svolgimento di attività laboratoriali specialistiche tanto per ambito disciplinare che per tipologia di strumentazione necessaria (ad esempio dotazioni tecnologiche o periferiche specifiche);
  • sostenibilità ambientale, energetica ed economica: rapidità di costruzione, riciclabilità dei componenti e dei materiali di base, alte prestazioni energetiche, utilizzo di fonti rinnovabili, facilità di manutenzione;
  • presenza di spazi verdi fruibili che arricchiscono l’abitabilità del luogo;
  • relazione della soluzione progettuale con l’ambiente naturale, con il paesaggio e con il contesto di riferimento anche in funzione didattica. In particolare, gli spazi verdi e l’ambiente naturale dovranno essere in continuità o facilmente accessibili dagli spazi della didattica quotidiana formando in tal modo una estensione concretamente fruibile dell’ambiente educativo integrato della scuola;
  • apertura della scuola al territorio: la scuola come luogo di riferimento per la comunità;
  • coinvolgimento dei soggetti interessati e loro partecipazione attiva;
  • permeabilità e flessibilità degli spazi, fruibilità di tutti gli ambienti;
  • attrattività degli spazi anche al fine di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica;
  • concezione dell’edificio come strumento educativo, finalizzato allo sviluppo delle competenze sia tecniche che sensoriali;
  • attenzione alla presenza di spazi per la collaborazione professionale e il lavoro individuale dei docenti;
  • presenza di spazi dedicati alla ricerca, alla lettura e alla documentazione, con particolare riguardo all’ottimizzazione degli stessi rispetto alle possibilità di utilizzo di dispositivi tecnologici digitali individuali o di gruppo e alle potenzialità offerte dalla connettività diffusa;

Il seguente documento è riservato agli abbonati a QualEnergia.it PRO:

Prova gratis il servizio per 10 giorni o abbonati a QualEnergia.it PRO

Contenuto Riservato

Riservato: 
OFF

Contenuto a Pagamento

A Pagamento: 
OFF

Decreto rinnovabili elettriche verso la firma: un’analisi dei contenuti

Facebook Twitter LinkedIN
Lunedì, 16 Maggio 2016
Giulio Meneghello
Nuovo metodo di calcolo per il contatore degli incentivi, novità per biomasse e idroelettrico, tempistiche delle aste, tariffe ad accesso diretto solo “virtuali” e incognite per il post 2016. Cerchiamo di capire cosa cambia (e non cambia) con il decreto che sarà in vigore fino al 31 dicembre 2016.
Immagine Banner: 

L'aspetto positivo è che la nuova stesura dell'attesissimo decreto sule rinnovabili elettriche, diverse dal fotovoltaico, allontana definitivamente le preoccupazioni sul raggiungimento del tetto di spesa dei 5,8 miliardi, che farebbe cessare l'accesso agli incentivi.

Il difetto principale è che il decreto è sostanzialmente una pezza provvisoria con effetti limitati e che cessano a fine anno: tra gli operatori c'è grande attesa per il provvedimento che dovrà disciplinare gli incentivi dal 2017, secondo quanto annunciato dal Governo "con un orizzonte triennale". Decreto che si spera segua una strada più lineare e rapida rispetto a quello che i ministri si apprestano a firmare.

Si possono sintetizzare così le impressioni che abbiamo raccolto sul nuovo decreto FER non-FV a valle della pubblicazione della nuova bozza e in attesa della firma e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma vediamo per punti i temi più importanti ...

Contenuto Riservato

Riservato: 
OFF

Contenuto a Pagamento

A Pagamento: 
Contenuto a Pagamento

L’energia in Parlamento questa settimana, 16-22 maggio 2016

Facebook Twitter LinkedIN
Lunedì, 16 Maggio 2016
Redazione QualEnergia.it
Il calendario settimanale dei lavori parlamentari (16-22 maggio) che riguardano energia, rinnovabili, efficienza energetica, edilizia, mobilità sostenibile e tutte le tematiche che interessano gli abbonati a QualEnergia.it PRO.

Ecco il calendario dei lavori parlamentari della settimana da lunedì 16 a domenica 22 maggio che riguardano energia, rinnovabili, efficienza energetica, edilizia, mobilità sostenibile e tutte le tematiche che interessano gli abbonati a QualEnergia.it PRO. In allegato in basso il calendario completo con tutti gli appuntamenti di Camere, commissioni e Governo.

Contenuto Riservato

Riservato: 
OFF

Contenuto a Pagamento

A Pagamento: 
Contenuto a Pagamento

Domanda elettrica in Germania: un pomeriggio con quasi il 100% di rinnovabili

Facebook Twitter LinkedIN
Lunedì, 16 Maggio 2016
Redazione QualEnergia.it
Domenica 15 maggio in Germania, dalle 14 alle 15 la potenza di tutte le rinnovabili ha sfiorato il 100% della domanda elettrica del paese. In particolare alle 15 la produzione da rinnovabili è stata di 45,5 GW con una richiesta di 45,8 GW: l'82% da eolico e solare.
Immagine Banner: 

Domenica a tutta energia rinnovabile in Germania! Secondo i dati di Agora Energiewende, un istituto di ricerca di Berlino, ieri, domenica 15 maggio, dalle ore 2 alle 3 locali del pomeriggio la potenza di tutte le energie rinnovabili ha sfiorato il 100% della domanda elettrica del paese.

In particolare, come si intuisce dal grafico sotto, alle 14, energia solare FV, eolico, idroelettrico e biomasse hanno fornito 46,6 GW, contro una domanda a 47,1 GW. Alle 15 poi la produzione da rinnovabili è stata di 45,5 GW con una richiesta di 45,8 GW, quindi vicinissima al 100%. L’eolico ha prodotto tra le 14 e le 15 circa 22,3 e 22,6 GW, mentre il fotovoltaico ha oscillato da 16,1 GW (ore 14) a 14,7 GW (ore 15).

Il prezzo del megawattora sul mercato spot è rimasto negativo dalle 13 alle 16. In particolare alle ore 14 ha toccato, in media, -35 euro, con punte di -50 €, secondo Epex Spot.

L’evento si è ripetuto quindi in modo più significativo rispetto a solo una domenica prima (8 maggio), quando alle 11 di mattina, le rinnovabili in Germania coprivano quasi il 95% della domanda elettrica. I prezzi sulla Borsa elettrica erano stati negativi dalle 10 alle 17, con un picco di -130 €/MWh raggiunto alle 14, così che i produttori da rinnovabili non hanno ricevuto in quelle ora gli incentivi.

Ricordiamo che in Danimarca lo scorso anno, tra la sera di giovedì 9 e la mattina di venerdì 10 luglio la produzione da eolico non solo aveva soddisfatto il fabbisogno di elettricità del Paese, ma è stata esportata in Norvegia, Germania e Svezia quando, di sera e di notte, la domanda interna era diminuita. In pratica, la produzione da fonte eolica rispetto alla domanda domestica arrivò fino al 140%.

Infatti, secondo l’operatore della trasmissione danese, Energynet, alle 22,44 del 9 giugno la potenza eolica operativa era di 3.768 MW (l’installato totale in Danimarca era di circa 4.850 MW). Nello stesso momento erano in funzione altri impianti per 498 MW. Con una domanda a quell’ora di 3.236 MW, l’export netto è risultato di 1.030 MW. L’eolico avrebbe soddisfatto l’intera domanda di quel momento, ed esportato 532 MW da eolico, producendo oltre il 116% rispetto al fabbisogno. Nelle ore successive, alle ore 3 di venerdì, questa percentuale dell’energia dal vento danese è arrivata al 140%.

Eventi come questi dovranno in futuro essere gestiti con sempre maggiore accortezza al fine di evitare sprechi e prezzi negativi dell’energia elettrica. Le soluzioni? Migliori interconnessioni tra i diversi paesi, installazione di sistemi di stoccaggio di grandi capacità e una crescente elettrificazione della domanda.

Consideriamo anche che nei momenti di picco della produzione di solare ed eolico, le fonti convenzionali in Germania comunque producono almeno circa 7,7 GW. Forse dietro alla possibilità di escludere alcune aree del paese dalle aste di impianti eolici su terraferma c’è questa overcapacity e l’incapacità delle reti locali di assorbire una produzione che per certi tratti, anche se brevi nel corso dell’anno, diventa eccessiva.

Problematiche queste che saranno sempre più al centro dell’analisi degli esperti delle compagnie europee che gestiscono le reti elettriche, anche per raionare nell'ottica di una sempre minore produzione elettrica da fonti fossili che fanno oggi da carico di base (baseload) e, in Germania, ad esempio, in vista dello stop entro il 2022 della generazione da nucleare.

Contenuto Riservato

Riservato: 
OFF

Contenuto a Pagamento

A Pagamento: 
OFF

Sbloccare il FV in Italia: 5 proposte di ITALIA Solare al GSE

Facebook Twitter LinkedIN
Lunedì, 16 Maggio 2016
In un documento inviato al GSE, ITALIA Solare riassume le problematiche evidenziate dai suoi associati legate alla gestione degli impianti fotovoltaici incentivati con i vari Conto Energia, proponendo cinque possibili soluzioni.

Con una lettera inviata al Presidente del GSE, Francesco Sperandini, ITALIA Solare ha presentato al Gestore le istanze raccolte in una precedente fase di consultazione con i propri associati, principalmente operatori del settore fotovoltaico e proprietari di impianti FV incentivati. Nel documento si evidenziano le problematiche che gli operatori interrogati riscontrano con il GSE nella gestione degli impianti fotovoltaici incentivati con i vari Conto Energia.

L’obiettivo di questa iniziativa - spiega ITALIA Solare - è quello di risolvere in maniera costruttiva e trasparente queste criticità. Nel dettaglio le proposte inviate al GSE riguardano cinque questioni fondamentali:

  1. Sospensione del Documento Tecnico di Riferimento: per una maggiore trasparenza sugli interventi effettuabili sugli impianti fotovoltaici esistenti sarebbe opportuno definire quali interventi sono consentiti e la procedura che occorre seguire.
  2. Risoluzione controversie e contestazioni: vista l’onerosità dei ricorsi al TAR per i proprietari di piccoli impianti, si propone l’accesso a meccanismi agevolati di conciliazione e arbitrato con la contestuale definizione di tempistiche certe.
  3. Semplificazione procedura qualifica SEU: il ricorso all’autocertificazione in molti casi potrebbe rappresentare una soluzione ottimale soprattutto per gli impianti sotto i 500 kW
  4. Sanzioni in caso di difformità: proponiamo una maggiore equità delle sanzioni previste
  5. Destinazione incentivi revocati: proponiamo che gli incentivi revocati siano destinati comunque a supportare lo sviluppo tecnologico per la diffusione dei sistemi di accumulo e delle reti intelligenti su piccola scala.

“Siamo convinti che il fotovoltaico abbia tutte le carte in regola per tornare a crescere in Italia, come avviene in tutto il mondo – aggiunge Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA Solare – Le nostre proposte al GSE sono un esempio di interventi a costo zero in grado di aiutare proprietari di impianti fotovoltaici e operatori del settore”.

È possibile scaricare il documento completo al seguente link.

Contenuto Riservato

Riservato: 
OFF

Contenuto a Pagamento

A Pagamento: 
OFF

Come cambia la mappa mondiale degli investimenti nelle rinnovabili

Facebook Twitter LinkedIN
Lunedì, 16 Maggio 2016
Luca Re
La geografia dell’appetibilità dei mercati delle rinnovabili continua a evolversi, come evidenziano le classifiche Ernst&Young. Solo due nazioni europee resistono nella top-ten, mentre avanzano i paesi asiatici, africani e sudamericani. Invariate le prime due posizioni, Stati Uniti e Cina. Sprofonda l’Italia.
Immagine Banner: 

La mappa mondiale degli investimenti nelle fonti rinnovabili è in continua evoluzione. Il rapporto aggiornato ogni tre mesi da Ernst & Young (Renewable Energy Country Attractiveness Index) fotografa bene l’avvicendarsi dei diversi mercati con i rispettivi punti di forza e debolezza.

Torniamo per un attimo a tre anni fa, cioè a maggio 2013. Il podio della classifica elaborata dalla società di consulenza era così composto: Stati Uniti, Cina e Germania. Nelle prime dieci caselle della graduatoria, inoltre, c’erano paesi come Giappone, Canada, Gran Bretagna e Francia, quindi le tessere del mondo occidentale più avanzato, mentre i paesi cosiddetti “emergenti” erano rappresentati, Cina a parte, soltanto dall’India. L’Italia figurava in 11a posizione, subito dietro il Belgio.

L’indice globale di Ernst & Young, lo ricordiamo, comprende diversi sotto indici, ognuno dei quali vale un determinato punteggio che concorrerà a formare il voto finale. Dai parametri macroeconomici (stabilità finanziaria e capacità generale di attrarre investimenti) a quelli che influenzano le varie tecnologie pulite, passando per i parametri che incidono sul funzionamento dei mercati delle rinnovabili (come le strategie energetiche nazionali, le politiche degli incentivi eccetera), l’analisi che emerge dalla pubblicazione trimestrale è un termometro dell’economia verde su scala planetaria.

L’Europa retrocede

La fotografia di maggio 2016 è molto diversa da quella scattata tre anni fa. Solo i primi due gradini del podio sono rimasti invariati, con Stati Uniti e Cina. Poi troviamo l’India e il Cile, che è salito dal diciottesimo posto di maggio 2013 al quarto. Germania e Francia, rispettivamente quinta e ottava, sono gli unici due paesi rimasti a rappresentare l’Europa nella top-ten.

Tra loro si sono inseriti Brasile e Messico, mentre l’Australia fa capolino in decima posizione, davanti al Sudafrica. E l’Italia? È venticinquesima, sorpassata anche da Filippine, Perù, Argentina, Egitto e Marocco. Sempre meno Europa, quindi, a vantaggio dell’Asia, del Sudamerica e dell’Africa.

Va detto che anche un colosso come la Cina sta attraversando qualche difficoltà. Gli ultimi dati sugli investimenti mondiali nelle fonti rinnovabili (fonte Bloomberg, aprile) hanno visto una riduzione del 12% nel primo trimestre 2016, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un totale di circa 53 miliardi di dollari contro sessanta investiti da gennaio a marzo 2015.

La Cina ha speso per le rinnovabili il 37% in meno in confronto al primo trimestre dello scorso anno (11,8 miliardi di $), mentre, ad esempio il Brasile ha destinato alle tecnologie verdi circa un miliardo di dollari, segnando così un -27% nel paragone con l’inizio del 2015.

Germania e Stati Uniti

La situazione in Germania è un po’ la cartina di tornasole del vecchio continente. La “locomotiva” europea delle rinnovabili rischia di rallentare parecchio, perché il governo federale ha proposto un nuovo sistema di sostegno alle fonti pulite, basato su aste al ribasso e contingenti di potenza al posto delle tariffe feed-in utilizzate finora, combinate con una sovrattassa a carico dei clienti finali per finanziare le misure pro energie verdi. In Italia un simile passaggio è già avvenuto: aste pubbliche, registri e contingenti di capacità sono all’ordine del giorno, aggravati dalle complicazioni burocratiche e dai ritardi normativi (basti pensare alle lungaggini legate decreto sulle rinnovabili non fotovoltaiche).

Proprio l’incertezza normativa è il principale freno agli investimenti, come più volte evidenziato dagli stessi analisti di Ernst & Young. Gli Stati Uniti, infatti, resistono in cima alla classifica grazie soprattutto alla recente proroga quinquennale del credito fiscale che, in questi anni, è stato il principale motore per lo sviluppo degli impianti e per la crescita dell’industria green americana (Ptc, Production and investment tax credit). Tanto che la società di consulenza ha previsto quasi 100 GW di potenza addizionale tra eolico e solare entro il 2021, di cui una quarantina da attribuire direttamente all’estensione del bonus fiscale.

Nuovi mercati: Cile e Messico

Il Cile, nonostante sia un mercato relativamente piccolo in termini assoluti, sta vivendo un boom di progetti e installazioni di grande taglia. Stiamo parlando di impianti eolici e solari da diverse centinaia di MW. Secondo le previsioni, il Cile aggiungerà quasi 5 GW di potenza rinnovabile nei prossimi tre anni; l’obiettivo finale è molto ambizioso, perché il paese sudamericano vorrebbe arrivare al 70% di energia pulita entro il 2050 ed è già uno dei primi al mondo a consentire una competizione diretta tra fonti rinnovabili e convenzionali nei bandi per l’assegnazione di nuova capacità.

Anche il Messico sta offrendo opportunità crescenti per gli investitori delle tecnologie pulite. A marzo c’è stato il primo bando che ha ripartito oltre 2 GW di potenza tra 16 progetti eolici e solari, caratterizzati da contratti per le forniture di energia con prezzi tra i più bassi al mondo: la media per il fotovoltaico è pari a 45 $/MWh. Enel Green Power è la società che ha vinto la maggior parte della potenza messa all’asta (41,6% del totale) in un mercato che finalmente si è aperto alla concorrenza privata e ha fissato il traguardo del 35% di elettricità verde entro il 2024.

La Cina continua a essere un mercato vastissimo. Punta a oltre 200 GW di capacità cumulativa sia nell’eolico che nel solare al 2020. L’obiettivo prioritario del Paese del Dragone ora è l’efficienza, con riduzioni degli incentivi e maggiore attenzione alle caratteristiche degli impianti (dove e come sono costruiti, anche considerando la necessità di potenziare le infrastrutture di rete in molte zone rurali). Infine il Brasile: sta proseguendo il suo cammino, a dispetto di una fase economica non proprio brillante nel suo complesso. Le aste di aprile hanno assegnato 21 GW di nuova capacità eolica, mentre sono confermate le gare di luglio e ottobre per progetti solari, eolici e idroelettrici.

Il seguente documento è riservato agli abbonati a QualEnergia.it PRO:

Prova gratis il servizio per 10 giorni o abbonati a QualEnergia.it PRO

Contenuto Riservato

Riservato: 
OFF

Contenuto a Pagamento

A Pagamento: 
OFF