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IEA: al 2040 le rinnovabili avanzano, il carbone arretra, il petrolio ancora tra noi

Martedì, 14 Novembre 2017
Redazione QualEnergia.it
I cambiamenti in atto nel sistema energetico mondiale, la crescita della domanda al 2040, pari a quanto oggi consumano India e Cina, le rinnovabili e l'efficienza con un ruolo sempre più forte. Ma lo scenario più probabile secondo il nuovo World Energy Outlook 2017 della IEA è la leadership del gas e una domanda di petrolio ben oltre i 100 mb/giorno.
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Ci sono quattro direttrici del cambiamento nel settore  mondiale dell’energia: la rapida diffusione delle rinnovabili con i loro costi in discesa; la crescente elettrificazione dei consumi;  la transizione verso un’economia di servizi e un mix energetico più pulito della Cina, primo consumatore mondiale, e, infine, la emergente solidità dello shale gas e del petrolio di scisto dagli Usa, ormai il maggior produttore mondiale, peraltro anche con i prezzi più bassi.

Questo un primo quadro da cui parte il World Energy Outlook 2017 (WEO), appena pubblicato dalla IEA, l’International Energy Agency.

Questi mutamenti avvengono, spiegano dall’agenzia, proprio quando i ruoli tradizionali tra produttori e consumatori iniziano a sfumare e nuovi paesi emergenti, soprattutto l’India, iniziano ad avere un ruolo economico ed energetico fondamentale nel panorama mondiale, mai avuto prima.

Come interagiscono questi nuovi fattori e come potranno far evolvere il sistema energetico ed economico è uno dei focus del nuovo documento della IEA, che ha come orizzonte temporale il 2040.

A questa data la domanda energetica mondiale crescerà, sebbene più lentamente da quanto previsto in altri precedenti scenari IEA: di circa il 30%, un incremento che comunque e pari alla domanda attuale di Cina e India.

La popolazione mondiale supererà i 9 miliardi di persone a quella data e si avrà un’accelerazione del fenomeno dell’urbanizzazione. Per quanto sia difficile dare oggi numeri precisi sul tasso di crescita dell’economia mondiale, la IEA si espone e parla di una percentuale media annua del 3,4%.

Nel 2040 la crescita energetica maggiore (pari al 30% del totale), come si può immaginare anche dalla figura, sarà in India, dove la domanda andrà oltre i 1000 Mtep (pari all’11% della domanda di energia globale).

Dove ci sarà la maggiore crescita del fabbisogno energetico, oltre all’India? Sicuramente, spiega la IEA, nel Sud Est asiatico, dove i paesi, oggi in via di sviluppo, avranno un ritmo di incremento della domanda pari a due volte quello della Cina.

L’aumento della domanda avrà luogo, in questo lasso di tempo (2016-2040), per due terzi in Asia e per la restante parte in Medio Oriente, Africa e, in misura minore in Sud America.

Per la IEA, la richiesta di energia sarà ancora basata molto sulle fonti fossili. Infatti un’altra ipotesi considerata probabile secondo il report dell’agenzia è che il mondo al 2040 non sarà ancora pronto a lasciare il petrolio.

Il ruolo dell’oro nero continuerà a crescere fino al 2040, anche se con un passo meno ampio rispetto al passato. I bassi prezzi, soprattutto nel breve termine, non faranno uscire ancora questa fonte dal nostro sistema.

Nello “Scenario Nuove Politiche” (New Policies Scenario), che traccia la direzione di un sistema energetico in linea con le politiche esistenti e quelle annunciate, il petrolio crescerà fino alla metà del prossimo decennio. In seguito rallenterà in modo significativo per una minore richiesta dal settore dei veicoli passeggeri, nonostante il parco mondiale delle automobili raddoppierà da qui al 2040, raggiungendo i 2 miliardi di unità (quasi 300 milioni le auto elettriche in circolazione).

La domanda oil al 2040, stima la IEA, sarà ancora elevatissima: 105 milioni di barili al giorno (oggi siamo intorno ai 96 b/g).

Il gas naturale crescerà del 45%, soprattutto negli usi del settore industriale piuttosto che nella produzione elettrica: coprirà al 2040 un quarto dei consumi mondiali e sarà la seconda fonte dopo il petrolio.

Per il nucleare poco spazio, sebbene una leggera crescita si avrà in Cina che entro il 2030 potrà superare in produzione proveniente dall’atomo anche gli Usa.

Nelle 780 pagine del report un’attenzione particolare viene data al veloce sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, che rispetto al periodo 1990-2015, acquiseranno un peso ben diverso nel New Policies Scenario della IEA.

La IEA stima intanto che senza gli interventi di efficienza energetica il possibile aumento degli usi finali di energia al 2040 sarebbe almeno il doppio.

Le fonti rinnovabili, dal canto loro, copriranno la crescita della domanda primaria di energia per una quota pari al 40%.

A questo sviluppo la IEA collega la fine della crescita del carbone: dal 2000 la crescita della potenza di centrali a carbone è cresciuta di 900 GW, ma – dice l’agenzia – la crescita netta di potenza dal 2016 al 2040 sarà di “soli” 400 GW e gran parte di questi impianti sono già oggi in costruzione.

Secondo il WEO 2017, come detto, le rinnovabili, che andranno a prendere i due terzi degli investimenti in energia da qui al 2040, saranno le fonti più economiche tra quelle per la produzione di energia elettrica.

A livello di potenza installata il fotovoltaico sarà la fonte low carbon più rilevante entro il 2040: tra il 2017 e il 2040 il solare avrà una capacità media aggiuntiva annua di 74 GW, l’eolico di 50 GW e le altre rinnovabili 36 GW. A questa data tutte le rinnovabili contribuiranno a coprire il 40% del fabbisogno elettrico globale.

In Ue circa l’80% della nuova potenza in questi prossimi 23 anni sarà costituita da impianti a fonti rinnovabili, con la leadership dell’eolico che avverrà subito dopo il 2030.

Le rinnovabili avranno un ruolo anche nel settore termico e nella mobilità, secondo il WEO 2017, raddoppiando in queste applicazioni la loro presenza.

Uno sviluppo del sistema mondiale più rivolto al raggiungimento degli obiettivi necessari per contrastare il cambiamento climatico nell’ambito dei Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite è rappresentato “Sustainable Development Scenario”, una novità introdotta in questo rapporto, che include anche il potenziale conseguimento dell’accesso universale alle moderne forme di energia entro il 2030 e una drastica riduzione dell’inquinamento atmosferico.

Tuttavia questi obiettivi – si spiega nel report – non sarebbero ottenibili nello Scenario Nuove Politiche.

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