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Filiera legno-energia, linee guida per un protocollo di intesa tra Aiel, Mamb e regioni

Venerdì, 23 Febbraio 2018
Redazione QualEnergia.it
Ridurre del 70% le emissioni di PM 10 e Benzo(a)pirene del riscaldamento domestico a legna e pellet entro il 2030. È l'impegno che la filiera legno-energia rappresentata da AIEL si assume collaborando con le istituzioni. Cinque gli impegni: turnover tecnologico, biocombustibili di qualità, professionalità degli installatori, manutenzione periodica, buone pratiche da diffondere.
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Nella giornata di apertura di Progetto Fuoco alla Fiera di Verona, AIEL ha presentato le linee guida del Protocollo d'intesa con il Ministero dell'Ambiente e le Regioni del Bacino Padano che sarà perfezionato nelle prossime settimane.

Il documento contiene una serie di azioni e proposte integrate per abbattere le emissioni di PM 10 e Benzo(a)pirene che coinvolgono tutti gli attori della filiera, dai costruttori di apparecchi domestici e caldaie, ai produttori e distributori di pellet certificato, fino alle imprese di produzione di legna da ardere e cippato e agli installatori e manutentori.

L'annuncio è stato fatto in occasione del convegno di apertura di Progetto Fuoco e dei wood energy day di AIEL, intitolato “Aria, bene comune. Politiche, azioni, tecnologie per ridurre le emissioni del riscaldamento domestico a biomasse”.

Sono 5 gli impegni della filiera legno-energia inseriti nell’Intesa programmatica di settore:

  1. Turn over tecnologico. Promuovere e migliorare la qualità tecnologica dei generatori a biomasse e avviare una campagna nazionale di rottamazione degli apparecchi obsoleti (nel nostro Paese ci sono oltre 4,5 milioni di sistemi domestici di riscaldamento a legna e pellet installati da oltre 20 anni). Le imprese costruttrici di generatori domestici e caldaie a biomasse assumono l’impegno di investire in ricerca e sviluppo per proseguire nel processo di innovazione tecnologica dell’attuale parco dei generatori e per garantire nell’arco dei prossimi 12 anni emissioni sempre più contenute e migliori rendimenti. Il Ministero dell’Ambiente riconosce e condivide l’utilità delle finalità perseguite con il sistema di certificazione volontaria ariaPulita™.
  2. Biocombustibili di qualità. Introdurre criteri qualitativi e di certificazione dei combustibili legnosi: legna, cippato, pellet, bricchette.
  3. Professionalità. Garantire la professionalità degli installatori e manutentori attraverso un più preciso e definito percorso di formazione e aggiornamento.
  4. Manutenzione periodica. Aggiornare i Catasti regionali dei generatori e intensificare la sorveglianza sull’applicazione delle norme vigenti.
  5. Buone pratiche. Avviare una campagna nazionale, rivolta ai consumatori per promuovere le buone pratiche per un uso corretto dei generatori a biomasse.

"Siamo convinti - ha affermato Marino Berton Direttore generale AIEL - che attuando queste azioni e potendo contare sugli incentivi previsti dal Conto Termico, purtroppo ancora poco conosciuti e applicati, sia possibile raggiungere il nostro obiettivo: -70% di emissioni entro il 2030”.

“È necessario però – ha aggiunto Berton - che le iniziative e le azioni previste siano condivise e supportate sotto il profilo politico dalle istituzioni coinvolte. Dopo il metano, le biomasse sono la seconda fonte di riscaldamento delle famiglie italiane e la prima fonte di energia rinnovabile. L'Italia rappresenta oltre il 50% del mercato europeo delle stufe a pellet: questo è un settore importante per l'economia, la bilancia commerciale, la crescita occupazionale e merita attenzione".

Su queste tematiche nel corso del convegno sono intervenuti esperti internazionali e italiani.

Nathalie Hemeleers direttrice delle policy dell'Associazione Europea della Biomasse ha illustrato il contesto della legislazione europea soffermandosi in particolare sulla Direttiva Ecodesign che stabilisce le regole per la definizione dei requisiti tecnici (progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica) ai quali i produttori degli apparecchi dovranno attenersi, già in fase di progettazione, per incrementare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale dei propri prodotti durante tutto il loro ciclo di vita.

Le esperienze di Austria, Germania e Francia in merito alle problematiche collegate alla qualità dell'aria, alle 'regole' e ai sistemi incentivanti sono state proposte da Christoph Pfemeter direttore generale dell'Associazione Austriaca Biomasse che ha confermato come all'aumento dell'efficienza dei generatori reso necessario dagli stringenti limiti imposti dalla legge nazionale sia corrisposto un calo delle emissioni grazie alle tecnologie più efficienti dei generatori. L'aumento dell'efficienza ha consentito inoltre la diminuzione dei consumi di biomassa, con un effetto positivo anche sul fronte del risparmio dei costi di approvvigionamento.

Hans Hartmann dell'Istituto di ricerca tedesco TFZ ha sottolineato come gli incentivi che premiano l’elevato livello tecnologico dei generatori hanno dato una forte spinta propulsiva alla sostituzione di vecchi generatori e alla scelta sul mercato dei generatori con le caratteristiche tecnologiche più performanti.

Per quanto riguarda invece l'esperienza francese, portata da Axel Richard responsabile del sistema di certificazione Flamme Verte del Sindacato per le Energie Rinnovabili, è stato ricordata l'importanza delle certificazioni di qualità per far evolvere il mercato indirizzando l'utente finale verso la scelta di apparecchi che garantiscono migliori prestazioni tecniche.

Proprio sul tema della qualità dei generatori si è soffermato Fabio Romeo del Ministero dell'Ambiente - Ispra: la classificazione introdotta con il Decreto legislativo 186/2017 oggi è il traguardo di un percorso che per la prima volta ha visto AIEL anticipare le indicazioni della legge dotandosi un sistema di certificazione volontaria come ariaPulita™ che ha recepito con 2 anni di anticipo gli stessi criteri di classificazione introdotti dal decreto.

Il sistema di classificazione con le Stelle è stato inoltre adottato dalle regioni del Bacino Padano per la definizione degli interventi per la qualità dell'aria inseriti nell'Accordo siglato a giugno 2017 diversi mesi prima dell'emanazione del decreto.

L'accordo tra le Regioni del Bacino Padano è certamente una pietra miliare nelle politiche nazionali per la qualità dell'aria perché prevede obblighi ancora più stringenti rispetto al passato e riguarda tutti i settori coinvolti: agricoltura, trasporti ed energia toccando con le sue misure oltre 23 milioni di cittadini.

Sui contenuti dell'Accordo è intervenuto Gian Luca Gurrieri della Direzione generale ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Lombardia che ha ricordato come l'Accordo di Bacino Padano abbia introdotto la classificazione degli impianti in differenti classi di qualità ambientale ed emissiva (decreto del Ministero dell'Ambiente 07/11/2017) oltre all'obbligo di utilizzare pellet di qualità certificata.

Sono state inoltre previste regole precise, e progressivamente più ambiziose, per l'installazione e l'utilizzo dei generatori, come ad esempio il divieto dal 1° ottobre 2018 di combustione della biomassa legnosa in impianti con classe di qualità ambientale inferiore alle 3 Stelle e inferiore alle 4 Stelle a partire dal 1° gennaio 2020.

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Primo PPA corporate fotovoltaico in Italia: quale futuro per questi contratti?

Venerdì, 23 Febbraio 2018
Giulio Meneghello
L'accordo prevede la fornitura a prezzo fisso per 5 anni, da parte del gruppo Engie, di energia elettrica da fotovoltaico a quattro stabilimenti in cui si producono laterizi. Nel nostro Paese la strada per i PPA corporate è tutt'altro che spianata, ma le cose dovrebbero migliorare.
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Quel che occorre per far ripartire il mercato dei grandi impianti fotovoltaici, è opinione diffusa nel settore, è la diffusione di contratti PPA, cioè power purchase agreement,  a medio-lungo termine.

In questo modo si riesce a scaricare sull’acquirente dell’energia parte del rischio che frena gli investimenti in impianti non incentivati, dovuto essenzialmente alla volatilità dei prezzi elettrici.

La realizzazione di quello ad oggi è l’unico impianto FV in market parity nel nostro Paese, il parco da 63 MW di Montalto di Castro, d’altra parte è stata possibile proprio grazie a un PPA, stipulato con un trader.

Un’altra strada molto interessante è quella dei PPA corporate, che hanno cioè come controparte un’azienda consumatrice, ed è su questo fronte che arriva una buona notizia: il primo contratto di questo tipo firmato in Italia.

A siglarlo la ...

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Morosità in bolletta, la bufala dei 35 euro ad aprile. Quanto si pagherà in realtà?

Venerdì, 23 Febbraio 2018
Redazione QualEnergia.it
Sui social sta circolando un messaggio virale che invita a non pagare un presunto rincaro “di 30-35 euro” che sarebbe in arrivo con la bolletta di aprile. Ci si riferisce agli effetti della delibera 50/2018 dell'Arera, ma la cifra non ha nessun fondamento e si fa confusione anche sul motivo del rincaro.

Un messaggio sta arrivando a molti via Whatsapp in questi giorni. Avverte (vedi screenshot in basso) di un rincaro “tra le 30 e le 35 euro” che arriverà nella bolletta elettrica di aprile “per coprire i milioni di euro accumulati dai morosi (gente che non paga)” e invita a non versare quanto richiesto in fattura, in attesa di una pronuncia del Tar sulla questione.

Si tratta di una bufala: la cifra citata, attribuita ad una stima di Altroconsumo, che smentisce di averla fornita, non ha nessun fondamento e anche la spiegazione della causale è distorta.

Il messaggio si riferisce al fatto che l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e i rifiuti, l'ex Aeegsi ora Arera, di recente ha approvato una delibera, la 50/2018, che consentirà ai distributori elettrici di recuperare alcuni crediti inesigibili tramite le bollette di tutti i consumatori (vedi Bollette, consumatori in rivolta contro la socializzazione delle morosità).

Questo porterà sì a un aggravio nelle fatture degli utenti finali, ma assolutamente non di “30-35 euro ad aprile” come sostiene il messaggio virale: proprio ieri, intervenendo a Uno Mattina, la direttrice della divisione energia dell'Autorità, Clara Poletti, ha stimato un impatto sui clienti domestici di circa 2 euro in un anno, peraltro con tempistiche più a lungo termine e sulla base di un meccanismo “graduale”.

A cosa siano dovuti questi rincari, l'Autorità per l'energia lo aveva chiarito nei giorni scorsi, a seguito dell'allarme di alcune associazioni dei consumatori.

La nuova delibera riguarda infatti solo una particolare casistica, limitata numericamente, e solo una parte degli oneri generali di sistema. In particolare si parla di quegli oneri che i distributori hanno anticipato ma che alcuni venditori falliti non gli hanno rimborsato.

Non si tratta dunque, come il messaggio-bufala erroneamente comunica, di ripianare il buco lasciato da chi non paga la bolletta, magari perché cambia fornitore: per prevenire questi ammanchi infatti è già attivo un  meccanismo ad hoc, chiamato Cmor, corrispettivo di morosità.

Anche l'associazione dei consumatori Codacons è intervenuta ieri per precisare che “si tratta di una bufala a tutti gli effetti” e definendo il messaggio “pericolosissimo perché invita anche a non pagare la bolletta in attesa di una, non meglio specificata, sentenza del Tar, e a decurtare questi 35 euro dal bollettino postale.”

Bufale a parte, il Codacons resta fortemente contrario alla delibera Aeegsi sulle morosità e annuncia battaglia.

“Al di là degli importi e dell’entità dei ricarichi in bolletta – spiega l'associazione – si spalma sui consumatori onesti parte dei debiti accumulati sulle bollette elettriche. Proprio in tal senso il Codacons sta preparando un ricorso al Tar della Lombardia, dove si impugnerà la delibera dell’Autorità per l’energia chiedendone l’annullamento nella parte in cui addebita all’intera collettività gli oneri di sistema non pagati.”

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Riqualificazione profonda del patrimonio edilizio, il manifesto di Renovate Italy per le elezioni

Venerdì, 23 Febbraio 2018
Redazione QualEnergia.it
A pochi giorni dalle elezioni politiche e regionali, il network Renovate Italy presenta un manifesto di proposte concrete e mirate su temi energetici e ambientali rivolte ai candidati sia al Parlamento che alla presidenza e al Consiglio regionale della Lombardia.

A poche settimane dalle elezioni politiche e regionali, il network Renovate Italy - rete che in Italia unisce produttori di soluzioni tecnologiche, imprese di costruzioni, centri di ricerca, associazioni industriali ed ambientaliste - presenta un manifesto di proposte concrete e mirate su temi energetici e ambientali rivolte ai candidati sia al Parlamento che alla presidenza e al Consiglio regionale della Lombardia.

In particolar modo l’attenzione viene posta alla riqualificazione profonda del patrimonio edilizio, sia come volano dell’economia che come significativo intervento per migliorare le performance energetiche degli edifici e abbattere consumi ed emissioni climalteranti.

Oltre 140 politici - spiega una nota stampa - hanno già risposto all’appello sottoscrivendo il documento, tra i quali a livello regionale si annoverano i candidati alla presidenza della Lombardia Giorgio Gori, Attilio Fontana, Dario Violi e Onorio Rosati.

L’appello diffuso da Renovate Italy parte da semplici constatazioni. La prima, spiega la nota, è che, dati statistici alla mano, ciascuno di noi trascorre in media l’89% della propria vita all’interno di edifici, che offrono protezione dagli agenti atmosferici, dal caldo, dal freddo, dai rumori e devono creare un ambiente sano e ideale allo sviluppo delle potenzialità di ogni individuo: a casa così come a scuola e sul posto di lavoro.

Poi c’è l’aspetto economico: per gli italiani la casa è un patrimonio che vale 6000 miliardi di euro. Una sicurezza per decine di milioni di famiglie e per il sistema-Paese, ma anche un valore soggetto ai rischi di obsolescenza e deflazione: in Italia 2 case su 3 sono state costruite prima del 1976 (anno della prima legge su requisiti di efficienza energetica) e 9 su 10 sono in classe energetica scadente.

Per non parlare della vulnerabilità al sisma e al fuoco: stiamo parlando di case esposte non al rischio, ma alla certezza di una progressiva perdita sia di valore che di ricollocabilità sul mercato, in assenza di interventi sostanziali di aggiornamento tecnologico e strutturale.

Si calcola che 25 milioni di abitazioni sprechino oltre la metà del calore che impiegano, non poco visto che una famiglia italiana spende 1600 euro l’anno in media per energia e riscaldamento. Riqualificare in maniera profonda gli edifici, a partire dall’isolamento di pareti e infissi, dimezza i costi in bolletta ed aumenta il valore degli immobili del 10% rispetto ad una ristrutturazione che non intervenga sulla componente energetica.

Oggi sappiamo anche che gli edifici sono tra i principali responsabili di gran parte delle emissioni inquinanti: in tutta Italia 40.000 tonnellate di polveri sottili escono dai camini delle case, ogni singolo appartamento emette dunque in atmosfera in media 2 kg di polveri sottili all’anno. Dati allarmanti che si uniscono a quelli divulgati dalle agenzie sanitarie, secondo cui sono 91.000 all’anno le morti premature causate dallo smog, solo in Italia.

"Per far fronte alla sfide del cambiamento climatico e aumentare la sicurezza energetica del nostro Paese è necessario partire proprio dagli immobili in cui viviamo e lavoriamo ogni giorno – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – La riqualificazione profonda degli edifici, dunque, fa bene al clima, ma anche all’aria che respiriamo, considerando che in Lombardia gli impianti termici in inverno rappresentano, per importanza, la prima fonte di emissioni di polveri sospese".

L’aspetto positivo è che economia e ambiente, in questo come in molti altri casi di green economy, viaggiano insieme: dal 2015 l’uscita progressiva dalla crisi del settore delle costruzioni è stata guidata proprio dal comparto della ristrutturazione, che si calcola abbia generato 400.000 posti di lavoro.

Segnale che il settore può rappresentare un significativo volano per l’economia, creando occupazione e fornendo all’industria delle costruzioni un nuovo mercato qualificante. Inoltre la ristrutturazione secondo le norme antisismiche, oltre a salvare molte vite, permetterà allo Stato di risparmiare una quota consistente di quei 3 miliardi di euro all’anno che, mediamente, l’Italia spende per riparare i danni dei terremoti.

"Crediamo che la politica, quando promette ripresa e occupazione, ritenga che gran parte dei risultati dipendono dal comportamento sul mercato del settore delle costruzioni. – dichiara Pietro Andrea Garavaglia, Comitato di Presidenza di Assimpredil Ance – Oggi in questo settore il comparto della ristrutturazione ad alte prestazioni energetiche è uno di quelli in cui si concentrano le maggiori aspettative. Occorre perciò un atteggiamento consapevole e proattivo da parte di chi si candida a legiferare e a governare, perché a noi sta a cuore la vitalità delle imprese del settore, ma sappiamo che in gioco c’è un’enorme responsabilità verso gli investimenti delle famiglie. Servono politiche efficaci di stimolo ma anche di semplificazione e trasparenza nella relazione tra domanda e offerta".

Negli ultimi anni - argomenta la nota - sono state introdotte profonde revisioni normative e misure di incentivazione per assicurare l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici. Adesso, però, è importante che questi strumenti vengano declinati in programmi efficaci, che considerino l’efficienza energetica in relazione a tutti i bisogni legati alla qualità dell’abitare. È questo il senso dell’appello ai candidati promosso da Renovate Italy affinché assumano un impegno concreto nella prossima legislatura per favorire la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

Nel manifesto si leggono precise azioni che i candidati sottoscriventi si impegnano ad attuare una volta eletti

  • dal miglioramento della Strategia Nazionale per la riqualificazione energetica e del Piano per l’incremento degli Edifici a Energia quasi Zero (PANZEB) a livello nazionale, per arrivare, in Lombardia, all’attuazione del Piano Energetico e Ambientale Regionale (PEAR) che prevede un obiettivo di risparmio energetico pari al 55% dagli edifici, sia pubblici che privati;
  • lo sviluppo di appropriate indicazioni per gli interventi di ristrutturazione, per evitare che norme rigide e stringenti, concepite per edifici di nuova costruzione, risultino inapplicabili per le riqualificazioni dell’esistente;
  • l’istituzione di una struttura nazionale di missione per la riqualificazione del patrimonio edilizio; la promozione di un dialogo permanente all’interno della filiera istituzionale, dal livello nazionale agli enti territoriali e con la collaborazione con i diversi soggetti industriali e finanziari; un sistema di controlli della certificazione energetica che la renda strumento efficace e verificabile di valutazione del patrimonio immobiliare, di orientamento del mercato e di modulazione dei benefici fiscali.

Il tutto partendo proprio dagli edifici pubblici, dove l’Amministrazione “ci mette la faccia” e deve essere d’esempio per i cittadini: la loro riqualificazione deve avvenire attraverso bandi che prevedano dichiarati e verificabili risultati in termini di risparmio energetico, comfort e sicurezza.

Ad oggi hanno aderito all’appello 100 candidati consiglieri e 40 candidati alle politiche, prevalentemente da collegi lombardi: un risultato che i promotori giudicano molto incoraggiante. Ma l’appello resterà aperto alle adesioni per il resto della campagna elettorale, e i nomi degli aderenti con relative forze politiche e collegi verranno aggiornati e comunicati da domani su www.renovate-italy/org, oltre che sui canali social del network.

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Iva agevolata, ecobonus, superammortamento e altro: guida al fisco nella legge bilancio 2018

Venerdì, 23 Febbraio 2018
Detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie ed efficienza energetica, iva agevolata al 10%, iper e super-ammortamento e altro ancora: tutte le novità fiscali della legge di bilancio 2018 riassunte in una pratica guida realizzata dal Dipartimento delle Finanze del MEF.

Proroga con modifiche delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie ed efficienza energetica, chiarimenti sull’iva agevolata al 10%, rinnovo di iper e super-ammortamento e  altro ancora: sono diverse le novità fiscali che riguardano il mondo delle rinnovabili e dell’energia entrate in vigore con l’ultima legge di bilancio.

Per questo è particolarmente utile la rassegna dei principali contenuti fiscali del provvedimento appena pubblicata dal Dipartimento delle Finanze del MEF ...

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FV a inseguimento solare: il mercato cresce del 32% nel 2017

Venerdì, 23 Febbraio 2018
Redazione QualEnergia.it
L’America Latina per la prima volta sorpassa gli Stati Uniti al vertice delle nuove installazioni di fotovoltaico con sistemi di solar tracking. Le vendite totali lo scorso anno sono arrivate a 14,5 GW, con la previsione di toccare i 20 GW nel 2018.
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Continua a “volare” il mercato globale degli inseguitori solari.

Nel 2017, secondo i nuovi dati di GTM Research, le vendite di solar tracker sono cresciute del 32% rispetto ai dodici mesi precedenti, essendo passate da 11,6 GW nel 2016 a 14,5 GW lo scorso anno.

Una sola azienda americana ...

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I messaggi ambientalisti dei politici... che non sentiamo

Venerdì, 23 Febbraio 2018
Redazione QualEnergia.it
Le locandine dei sette principali leader dei partiti italiani con messaggi ambientalisti molto concreti e cruciali per i cittadini. Ma si tratta di false dichiarazione, attribuite a questi politici da Greenpeace che vuole così stigmatizzare l'assenza di tali tematiche nella campagna elettorale.

Divertenti, geniali e, al tempo stesso, fasulli gli slogan dei politici in corsa per le prossime elezioni politiche.

Sono quelli che Greenpeace sta facendo circolare sui social: immagini elettorali di sette tra i principali leader politici, con messaggi ambientalisti molto concreti. Ma si tratta di false dichiarazioni, attribuite ai politici nostrani che finora hanno dimostrato, chi più chi meno, di sottovalutare queste tematiche o di averle addirittura contraddette nella loro recente azione politica.

Una comunicazione dell'associazione ambientalista che stigmatizza il fatto che l'ambiente e l'energia pulita non hanno avuto alcuna cittadinanza in questa campagna elettorale piuttosto povera di contenuti concreti.

“La qualità dell'aria nelle nostre città è tra le peggiori d'Europa e gli effetti dei cambiamenti climatici sono già evidenti. Le politiche energetiche degli ultimi anni hanno soffocato lo sviluppo delle rinnovabili che in Italia devono invece tornare a crescere. Senza misure coerenti di riduzione drastica delle emissioni di gas serra e di adattamento e mitigazione siamo tutti esposti a rischi gravissimi”, ha detto Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia.

Ecco cosa dovrebbero dire di importante per l'ambiente i leader delle principali forze poilitiche, che però non dicono?

Berlusconi promette di raddoppiare le rinnovabili in tre anni.

Non è vero che l’Italia è ai primi posti in Europa per le fonti rinnovabili e che ha già raggiunto gli obiettivi europei fissati per il 2020. È solo un trucco statistico: negli ultimi anni l’Italia ha il record della peggior performance nello sviluppo delle rinnovabili e ha aumentato la quota di energia prodotta da fossili.

Bonino promette di opporsi a trattati come Ttip e Ceta.

Abbiamo scarse possibilità di sentire in campagna elettorale impegni chiari contro la ratifica di accordi commerciali come il TTIP e CETA, che minano i nostri standard sulla sicurezza degli alimenti e la qualità delle produzioni agricole.  

Di Maio si batte per lo stop ai diesel entro il 2021.

La qualità dell'aria nelle nostre città è tra le peggiori d'Europa (oltre 90.000 morti premature/anno): bisognerebbe eliminare presto i diesel e ogni tipo di motore a combustibile fossile entro il 2021.

Grasso promette che l’Italia non diventerà il gasdotto d’Europa.

La nostra Strategia Energetica Nazionale (SEN) prevede di fare dell’Italia un hub del gas, che dovrebbe essere usato anche per i trasporti terrestri. Almeno l’80% di questo gas verrebbe dall’estero, alla faccia dell’indipendenza energetica.

Meloni vuole vietare la plastica usa e getta.

Siamo nel Mediterraneo, il Paese con la maggior produzione pro-capite di rifiuti di plastica (2,3 kg a persona/giorno, secondo l’UNEP). A parte iniziative spot, non esiste nessuna strategia che mira a diminuire la produzione di rifiuti di plastica. Riciclare di più è importante, ma non basterà mai!

Renzi dice che avremmo dovuto votare sì al referendum sulle trivelle due anni fa.

Il mancato raggiungimento del quorum ha lasciato libertà di azione alle trivelle petrolifere nei nostri mari e lanciato un pessimo segnale, con un governo che ha incitato i cittadini a disinteressarsi di ambiente e energia.

Salvini chiede acqua pulita, non come quella contaminata bevuta in Veneto per anni.

Sono da 350 a 800.000 i cittadini del Veneto minacciati dall’inquinamento da PFAS. Solo da poco, e grazie alle pressioni dei cittadini e delle associazioni, si sono ridotti i limiti di queste pericolose sostanze nelle acque potabili e ancora non esiste nessun inventario pubblico delle fonti dell’inquinamento.

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Budget Ue, "serve una carbon tax". La lettera di 19 economisti

Venerdì, 23 Febbraio 2018
Redazione QualEnergia.it
Per favorire la transizione energetica “verde” e colmare il vuoto nel budget dell'Unione Europea post 2020 lasciato dalla Brexit, un gruppo di economisti propone di tassare i combustibili fossili. I ricavi dovrebbero finanziare, ad esempio, i trasporti pubblici nelle città e la riconversione industriale.
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Tassare i combustibili fossili per sostenere la diffusione delle tecnologie “pulite” e per colmare il buco nei finanziamenti Ue lasciato dalla Gran Bretagna dopo la Brexit.

Questa, in sintesi, la proposta avanzata da 19 economisti, tra cui Enrico Letta, l’ex direttore della World Trade Organization (WTO), Pascal Lamy, e l’ex ministro tedesco delle finanze, Hans Eichel, in una lettera inviata a Bruxelles, alla vigilia del vertice di oggi, in cui si comincerà a discutere sul budget europeo 2021-2027.

Nella lettera (allegata in basso) si suggerisce innanzitutto di varare una sorta di carbon tax su carbone, petrolio e gas (fossil fuel contribution), che potrebbe partire con uno schema-pilota dai cinque ai sette anni e da un livello molto modesto di tassazione, intorno a 5 € per tonnellata di CO2 emessa dalle tre fonti fossili, che potrebbe già garantire ricavi annuali nell’ordine di 17 miliardi di euro.

Altre soluzioni potrebbero essere: aumentare le accise sul diesel e “colpire” il settore aereo imponendo una tassa sul kerosene o applicando un livello minimo d’imposta sul valore aggiunto sui biglietti aerei.

Misure di questo tipo, evidenziano gli economisti, potrebbero rimpolpare il budget europeo con circa 50 miliardi di euro l’anno e contribuire ampiamente a mitigare l’impatto ambientale dei trasporti.

Secondo i firmatari della lettera, i ricavi aggiuntivi generati dalla carbon tax e dalle altre misure contro l’utilizzo dei carburanti fossili, dovrebbero poi finanziare la transizione energetica “socialmente sostenibile”, incrementando i fondi destinati ai trasporti pubblici nelle città, alla riqualificazione professionale di chi ha perso il lavoro nelle industrie più inquinanti, allo sradicamento della povertà energetica in Europa e in altri continenti.

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Accumulo su FV incentivato, online l’applicativo SIAD per invio richieste

Venerdì, 23 Febbraio 2018
Dal 1° marzo 2018 i soggetti responsabili di impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia dovranno inviare tramite l’applicativo SIAD sia le comunicazioni relative all'installazione dei sistemi di accumulo sia le richieste di valutazione preliminare.

Dal 1° marzo 2018 i soggetti responsabili di impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia dovranno inviare tramite l’applicativo SIAD (Sistema Informativo per l’Acquisizione Dati) sia le comunicazioni relative all’installazione dei sistemi di accumulo sia le richieste di valutazione preliminare.

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sonnen tra le dieci aziende più innovative del mondo

Venerdì, 23 Febbraio 2018
News dalle Aziende
All'azienda internazionale di sistemi di storage, che figura al terzo posto tra le "Most innovative Companies 2018" del suo settore, è stato in particolare attribuito il merito di aver creato la sonnenCommunity e di aver promosso la condivisione di energia pulita.

Per il secondo anno consecutivo sonnen è stata inserita da Fast Company tra le dieci aziende più innovative del mondo per il settore dell'energia.

All'azienda internazionale di sistemi di storage, che figura al terzo posto tra le "Most innovative Companies 2018" del suo settore, è stato in particolare attribuito il merito di aver creato la sonnenCommunity e di aver promosso la condivisione di energia pulita.

Tra le motivazioni della nomination è stato riportato anche il progetto pilota sonnen in una cittadina dell' Arizona, dove 4.000 abitazioni, tutte collegate in rete, generano autonomamente, accumulano e scambiano tra loro l’energia elettrica prodotta.

Per ulteriori info: https://www.fastcompany.com/most-innovative-companies/2018/sectors/energy

 

 

 

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