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Sbilanciamenti: effetti delibera 800/2016, regole in arrivo e apertura MSD

Venerdì, 28 Aprile 2017
Le regole transitorie vigenti sugli sbilanciamenti sembrano aver avuto successo nel reprimere i comportamenti opportunistici sul mercato. Si attende ora il nuovo meccanismo, la cui entrata in vigore, prevista per maggio, probabilmente slitterà di mesi mentre imminente è l'apertura del MSD.
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Oggi, a distanza di alcuni mesi dall’adozione della nuova delibera sugli sbilanciamenti, la 800/2016, l’attuale meccanismo di calcolo per segno e zona sembra dimostrarsi valido.

A segnalarlo è Assoidroelettrica che comunica ...

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Online il webinar “Nuovo DTR sulle modifiche agli impianti FV incentivati”

Venerdì, 28 Aprile 2017
Redazione QualEnergia.it
La registrazione del webinar sugli aspetti normativi e tecnici legati al nuovo Documento Tecnico di Riferimento del GSE. Relatori: Avv. Emilio Sani (Studio Macchi di Cellere Gangemi) e Ing. Emiliano Guerrieri (Protos). Durata: 1,35'. Gratuito per abbonati QualEnergia.it PRO.

È online un webinar (andato in streaming il 20 aprile) focalizzato sull'analisi degli aspetti normativi e delle implicazioni tecniche legate al nuovo Documento Tecnico di Riferimento (DTR) del GSE dal titolo “Procedure per la gestione degli interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico degli impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia”.

Il webinar è gratuito per gli abbonati di QualEnergia.it PRO.

Relatori: Avv. Emilio Sani (Studio Macchi di Cellere Gangemi) e Ing. Emiliano Guerrieri (Protos SpA) A chi è rivolto: operatori del fotovoltaico, società O&M, proprietari di impianti FV.

Contenuti del webinar Nuovo DTR sulle modifiche agli impianti FV incentivati: analisi del documento e implicazioni per il mercato” (durata: 1h 35')

Indice dell'intervento di Emilio Sani

  • Ammodernamento, manutenzione e potenziamento. Cosa si può fare.
  • L’incremento di producibilità e l’incremento di potenza, il diverso regime dei due casi, ai sensi del DM 23 Giugno 2016. Quando convengono.
  • I casi forza maggiore e lo speciale regime.
  • Il passaggio dalla cessione in rete di tutta l’energia all’autoconsumo, come e quando si può fare
  • Il regime delle sanzioni per le mancate comunicazioni e per gli interventi difformi dalla disciplina GSE.

Indice dell'intervento di Emiliano Guerrieri

  • Gestione ed esercizio degli impianti FV in Italia
  • Interventi manutentivi e di ammodernamento tecnologico
  • Interventi manutentivi significativi
  • Interventi manutentivi non significativi
    • spostamento impianto
    • spostamento dei componenti d’impianto
    • interventi di modifica edilizia dell’immobile e/o manufatto su cui è installato l’impianto
    • sostituzione dei componenti di impianto
    • impianti BIPV e CPV
    • aumento della potenza nominale installata
    • componenti di scorta
    • componenti muletto
    • variazioni di configurazione elettrica
    • variazione del regime di cessione in rete dell’energia prodotta
    • modifiche del punto di connessione
    • potenziamenti non incentivati
    • installazione sistemi di accumulo

Ad integrazione del nostro webinar, riportiamo il video integrale del convegno organizzato il 12 aprile 2017 dal GSE sul DTR per le modifiche agli impianti FV incentivati (durata 2h 50′), con le relative slide dei relatori.

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Clima, Trump cambia idea sugli accordi di Parigi: verso un “sì” condizionato?

Venerdì, 28 Aprile 2017
Luca Re
Dopo il nulla di fatto al G7 Energia, gli Usa devono decidere se mantenere gli obiettivi salva-clima sottoscritti dalla comunità internazionale o uscire dall’intesa. Più probabile di un “no” sembra essere una posizione intermedia, riducendo l’impegno americano sul fronte verde.
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I primi cento giorni di Donald Trump alla Casa Bianca stanno per scadere e a fare le spese della sua politica “cancella Obama” potrebbero essere gli accordi di Parigi, siglati nel 2015 dalla comunità internazionale con l’intento di limitare l’aumento delle temperature medie del Pianeta a 2 gradi centigradi.

Questi accordi non sono mai piaciuti al magnate repubblicano.

Nella propaganda elettorale di Trump il cambiamento climatico era diventato una bufala (hoax) inventata presumibilmente dai cinesi.

Quando era ancora un candidato alla presidenza e sfidava Hillary Clinton, Trump aveva promesso che, se fosse stato eletto, nei suoi primi cento giorni avrebbe smantellato buona parte delle misure salva-ambiente varate da Barack Obama.

Per gli Stati Uniti è tempo di prendere una decisione cruciale: rimanere negli accordi parigini o abbandonare gli altri Paesi al loro impegno climatico, proseguendo sulla strada fossile? La risposta dovrebbe arrivare entro un paio di settimane, prima del G7 a Taormina di fine maggio.

Conviene ricordare che proprio gli Stati Uniti hanno condizionato in modo pesante l’esito del G7 Energia che si è svolto a Roma (vedi QualEnergia.it).

La dichiarazione congiunta dei sette Paesi - USA, Canada, Giappone, Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna - che avrebbe dovuto rafforzare la cooperazione mondiale contro il global warming, è saltata perché la delegazione americana ha mantenuto fede alla sua tesi di clima-scetticismo, mettendo in forse la sua permanenza nell’intesa sottoscritta nella capitale francese due anni fa.

Poi Trump ha riunito i suoi più stretti collaboratori per valutare se compiere il grande passo (leave) piuttosto che ammorbidire un po’ la sua posizione (remain), ricordando comunque che l’opzione “USexit” non sarebbe certo immediata ma andrebbe negoziata con gli altri firmatari di Parigi 2015.

Da quanto emerge dalle dichiarazioni riportate dalla Reuters, lo staff del presidente sarebbe diviso sulla questione. Trump ha spiegato che l’America si sente un po’ penalizzata dai termini degli accordi: “I can say this, we want to be treated fairly” è la frase citata dall’agenzia.

Il presidente, infatti, ha puntato il dito contro quelle Nazioni, tra cui Cina, India e Russia, che contribuiscono con poco o nulla al Green Climate Fund, istituito per supportare gli investimenti in rinnovabili delle aree più povere del mondo, mentre gli Stati Uniti dovrebbero finanziare quel fondo con troppo denaro.

Obama aveva stabilito di versare 3 miliardi di dollari nel fondo: un miliardo è già stato pagato in due tranche da 500 milioni, di cui la seconda negli ultimi giorni della sua presidenza (vedi anche QualEnergia.it). Obama aveva anche preso l’impegno di ridurre del 26-28% le emissioni USA di CO2 entro il 2025, rispetto ai livelli del 2005.

Tra i favorevoli a rimanere negli accordi, scrive Reuters, ci sono il segretario di Stato Rex Tillerson e il segretario per l’Energia Rick Perry; tra chi osteggia l’intesa di Parigi, invece, troviamo il capo dell’agenzia federale per la protezione ambientale (EPA, Environmental Protection Agency), Scott Pruitt, oltre a Steve Bannon, “chief strategist” della Casa Bianca.

Dal confronto tra “sì” e “no”, Trump potrebbe scegliere una via intermedia, cioè restare ma a determinate condizioni, ad esempio versare meno biglietti verdi nel Green Climate Fund e appianare il previsto taglio delle emissioni, andando così incontro alle richieste delle lobby fossili, soprattutto l’industria petrolifera.

In questi 100 giorni Trump ha già impresso una svolta “sporca” alle politiche verdi di Obama, prima rimettendo in pista la costruzione dell’oleodotto Keystone XL, poi schierandosi totalmente contro il Clean Power Plan sulle emissioni delle centrali a carbone (vedi QualEnergia.it).

Non tutta l’America la pensa così, per fortuna della green economy: la California, ad esempio, di recente ha annunciato l’obiettivo di ripulire completamente il mix elettrico entro il 2045, contando unicamente sulla produzione di energia rinnovabile, come ha scritto il nostro direttore scientifico Gianni Silvestrini.

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Nasce Elettricità Futura, ma per la politica il futuro dell'energia è incerto

Venerdì, 28 Aprile 2017
Sergio Ferraris
Questa mattina assoRinnovabili e Assoelettrica si sono unite dando vita a Elettricità Futura, una nuova associazione di categoria che "punta a un mix tra fonti convenzionali e rinnovabili", ma dalla politica arrivano segnali contrastanti. Lo si vedrà meglio con la SEN, annunciata per il 10 maggio.

«Costruire un sistema nel quale fonti convenzionali e rinnovabili lavorano assieme». È stata questa la sintesi dell'intervento di Simone Mori, presidente di Assoelettrica in apertura dell'assemblea di questa mattina a Roma durante la quale si è concretizzata la fusione tra Assoelettrica e assoRinnovabili, creando così "Elettricità Futura", l'associazione di categoria delle imprese elettriche italiane nell'ambito di Confindustria.

«La fusione tra le due associazioni - ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia durante il suo intervento - è molto importante, non solo all'esterno ma anche all'interno, perché prevede l'ingresso in Confindustria di altre 600 imprese, quelle di assoRinnovabili che erano esterne al sistema Confindustriale. Non è quindi una fusione che rientra nella riforma Pesenti ma che va oltre. Ed è molto significativo che il sistema dell'energia faccia sistema».

Un fatto importante, quindi, anche per Confindustria che ha vinto le ritrosie interne verso le energie rinnovabili. Si pensi a tutto il settore degli energivori che solo pochi anni fa plaudivano al ritorno del nucleare in Italia e anche a quei settori che guardano con sospetto alla decarbonizzazione e all'inevitabile - secondo noi - ingresso in un prossimo futuro di una carbon tax che inizi a inserire nell'economia i costi climatici e ambientali.

Energia Futura, infatti, questa mattina ha identificato come driver principali della propria azione la decarbonizzazione, l'efficienza energetica, l'elettrificazione dei consumi finali, l'innovazione tecnologica e la mobilità elettrica.

E che questi temi entrino nell'agenda ufficiale di Confindustria è una novità, ma Boccia si è spinto più in là: «l'Italia è il secondo paese industriale d'Europa e dobbiamo essere più competitivi. Ne abbiamo le potenzialità»; aggiungendo che «se c'è un mercato competitivo per l'energia elettrica, anche e soprattutto attraverso l'efficienza energetica, diventa competitivo tutto il paese. E il percorso che ha dato alla luce Elettricità Futura ha il significato di superare le proposte categoriali legando gli interessi del Paese con quelli delle nostre imprese».

Un passaggio chiave, questo di Boccia, che ha evidentemente sotto agli occhi la scollatura, anche culturale, che c'è tra la politica e il mondo delle imprese e dell'opinione pubblica.

«Il sistema confindustriale deve avere una visione strategica anche in vista della SEN e dei nuovi obiettivi comunitari. - ha detto concludendo Boccia, spostando il discorso a livello continentale - L'evoluzione del parco di generazione europeo, il phase out del nucleare e la decarbonizzzione impongono l'innovazione e in ciò possiamo essere un Paese all'avanguardia». Insomma da parte di Confindustria arriva la presa d'atto che qualcosa sta cambiando nel settore dell'energia e non si può stare fermi.

«Con questa fusione si conferma come il mondo delle rinnovabili sia parte integrante del sistema energetico italiano, pronto ad affrontare le sfide poste dalla transizione energetica – ha detto il Presidente di assoRinnovabili Agostino Re Rebaudengo – Sono certo che la nuova associazione saprà interpretare e tutelare al meglio gli interessi di tutta la filiera elettrica italiana».

Una visione allargata, spostata sull'Europa, l'ha data Antonio Mexia, CEO di EDP e presidente di Eurelectric che ha detto: «Questo è un giorno che rappresenta un cambiamento rispetto alla visione dell'elettricità. - ha affermato Mexia - E la questione di fondo è che per non disperdere risorse lungo la catena del valore dell'elettricità dobbiamo puntare all'integrazione. Quando vediamo che i prezzi dell'elettricità da fotovoltaico in Messico e in Cile sono bassi, a livello della produzione convenzionale significa che è arrivato il momento dell'integrazione».

Tradotto: il settore elettrico sta sentendo il fiato sul collo delle rinnovabili che hanno un costo marginale vicino allo zero e oggi che arrivano progetti "massicci" come quelli in California da oltre 600 MW per impianto, con ogni probabilità è arrivato il momento di chiudere la fase dell'approccio "amatoriale" alle rinnovabili, da parte dei grandi soggetti.

E che il settore elettrico convenzionale veda nubi all'orizzonte è apparso chiaro dalle preoccupazioni di Mexia che ha proseguito dicendo: «Vediamo che l'efficienza energetica è al centro dell'azione europea, ma dobbiamo essere chiari circa il fatto che si tratta di una pratica che è più facile a dirsi che a farsi. -ha ribadito Mexia che ha specificato - Abbiamo la necessità di reggere gli investimenti necessari nel tempo e per questo abbiamo bisogno di certezze circa il mercato».

Per l'Europa la decarbonizzazione dovrebbe passare attraverso il mercato, ma cosa succederebbe se si distruggesse il mercato? si è chiesto il relatore. «Per reggere tutte le tecnologie devono lavorare con un mix bilanciato», ha detto Mexia.

Questo l'interrogativo che si pongono con ogni probabilità gli operatori dell'elettricità da fonti convenzionali - termine che è stato usato da tutti in maniera diplomatica al posto di quello "fonti fossili" - di fronte alla calata dei prezzi e alla diffusione delle tecnologie delle rinnovabili - e presto anche dell'accumulo - cosa che sta preoccupando non poco i grandi player energetici che hanno investito, come di recente in Italia, in impianti quali i cicli combinati che sono soggetti a variabili di costi come quelli geopolitici.

A tentare una rassicurazione del settore delle fonti convenzionali/fossili ci ha provato Massimo Muchetti (PD), Presidente della X Commissione del Senato, che ha affermato durante la tavola rotonda: «Dobbiamo valutare lo scenario energetico con occhi diversi. Lo shale gas, per gli Usa è stato strategico visto che ha abbattuto i prezzi dell'energia e ha permesso il rimpatrio di aziende che avevano esportato la produzione all'estero per i costi dell'energia», ha detto Muchetti. «Dobbiamo poi considerare il fatto che le fonti rinnovabili rappresentano una percentuale marginale per ora e dobbiamo stare con i piedi per terra».

«L'Italia nella sostituzione del carbone è facilitata visto che l'opzione più semplice è utilizzare il gas; abbiamo già gli impianti e così non andremo verso investimenti inutili», ha detto Mucchetti. In sintesi secondo l'esponente PD la transazione energetica è già pronta. Basta fare lo switch tra carbone, poco, e gas, molto. Le rinnovabili sarebbero un investimento inutile e marginale.

A questa tesi hanno replicato sia Ermete Realacci (PD), Presidente della VIII Commissione della Camera, che Gianni Girotto (M5S) membro della X Commissione del Senato.

«In Cina quando noi facciamo le targhe alterne loro bloccano le autostrade. A Pechino sono vietati i ciclomotori non elettrici. La Cina sta facendo investimenti enormi sul fotovoltaico e sull'elettrico. E in questo quadro l'Europa è troppo tiepida, se non assente. La promozione delle rinnovabili deve puntare anche su cose che non costano come la semplificazione normativa, ad esempio la riforma della VIA, e favorire l'autoproduzione. Oggi se si volesse fondare una comunità dell'energia non è possibile», ha spiegato Realacci.

Girotto ha rimarcato che «le rinnovabili stanno andando avanti nonostante Trump e quando ci si accorgerà dei danni dello shale gas, questo processo accelererà. L'Europa con il winter package ha fatto un passo in avanti e ora il ruolo passa agli Stati membri. In Italia abbiamo le tecnologie, ma la politica sembra non andare in questa direzione».

La risposta di Muchetti non si è fatta attendere. «Vorrei invitare tutti noi a volare basso, bisogna avere il senso di chi siamo ed è relativo il nostro ruolo e quello dell'Europa. I fossili sono all'84% con il 40% di carbone. I numeri delle rinnovabili in termini assoluti sono piccoli così come quello delle auto elettriche. Il paese che immatricola più auto elettriche è la Cina, 200mila a fronte di 20 milioni di immatricolazioni di auto alimentate a fossili».

Insomma se l'atteggiamento futuro delle politica rispetto all'energia dovesse essere questo, Elettricità Futura avrà un duro lavoro da fare anche per tentare di proporre il suo obiettivo, cioè un mix bilanciato tra fonti convenzionali e rinnovabili.

Ma lo vedremo presto. Infatti, a margine dell'assemblea, è stato detto che la nuova data di presentazione della SEN sarebbe quella del 10 maggio.

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Fotovoltaico, inverter ZCS Azzurro: la soluzione smart per un mondo green

Venerdì, 28 Aprile 2017
News dalle Aziende
La Innovation Division di ZCS si è presentata sul mercato con ZCS Azzurro: l'inverter di ultima generazione che coniuga l’intelligenza informatica e smart “ZCS inside”, alla più avanzata tecnologia elettronica, per dar vita a un nuovo concetto di inverter fotovoltaico, disponibile anche con sistema d'accumulo.

Zucchetti Centro Sistemi Spa (ZCS), l’azienda multi divisionale toscana che dal 2000 fa parte di Zucchetti SpA, il primo gruppo italiano di software in Europa, ha aperto il 2017 all’insegna della “green technology”.

Un nuovo business, una nuova divisione, un nuovo team di professionisti del settore, che sposa perfettamente la mission dell’azienda: smart technology, alto grado di innovazione, integrazione informatica ed efficientamento energetico.

Ed ecco che a fianco delle già affermate divisioni dedicate al Software per le imprese e per la sanità, alla Robotica e all’Automazione, si è costituita una vera e propria divisione dedicata alle energie rinnovabili.

La Innovation Division di ZCS si è presentata ai player del mercato con ZCS Azzurro: l'inverter di ultima generazione che coniuga l’intelligenza informatica e smart “ZCS inside”, alla più avanzata tecnologia elettronica, per dar vita a un nuovo concetto di inverter fotovoltaico.

ZCS Azzurro è sinonimo di massimizzazione dell’efficienza e di resa ottimale, ma anche e soprattutto di miglior connettività. A questo si sono aggiunti sistemi di accumulo, soluzioni per smart home e per il risparmio energetico.

ZCS Azzurro nasce dalla cooperazione di 2 aziende di eccellenza: una italiana - ZCS - portabandiera dell’innovazione tecnologica e  l’altra cinese - Solar Sofar - leader nella produzione di inverter di stringa per applicazione fotovoltaica. Tutto questo per dar vita ad un nuovo paradigma commerciale. Zucchetti Centro Sistemi è infatti responsabile della garanzia del prodotto per l’Europa.

La pressofusione in alluminio e il grado di protezione IP65, rendono ZCS Azzurro un prodotto robusto e di qualità, garantito 10 anni. L’estrema semplicità di installazione e configurazione, unite all’efficienza del team assistenza, sono state pensate per migliorare la qualità di vita del cliente.

L’ampia gamma ZCS Azzurro soddisfa qualsiasi necessità energetica per applicazioni di tipo residenziale, commerciale e industriale:

  • Inverter Azzurro Monofase Singolo Mppt 1100TL - 3000TL

La soluzione ideale per impianti fotovoltaici di piccola taglia di tipo residenziale. Disponibile in taglie da 1 a 3kw, è piccolo, maneggevole e facile da installare.

  • Inverter Azzurro Monofase Doppio Mppt 3000TLM - 6000TLM

Per impianti fotovoltaici di tipo residenziale o commerciale. Disponibile in taglie da 3 a 6kw. Piccolo, maneggevole, facile da installare e dotato di doppio canale MPPT.

  • Inverter Azzurro Trifase “Compact” Doppio Mppt 4,4K TL – 12K TL

Per impianti fotovoltaici residenziali, commerciali e per piccole e medie imprese. Disponibili in taglie di potenza da 4,4kw; 5,5kw: 6,6kw; 8,8kw; 11kw e 12kw. Piccolo, versatile e facile da installare con possibilità di avere il sezionatore DC integrato a bordo (versioni TL-WS).

  • Inverter Azzurro Trifase 10000TL - 20000TL

Per impianti fotovoltaici di media taglia per applicazione commerciale o industriale. Disponibile in taglie da 10 a 20 Kw, grazie alla tecnologia italiana targata ZCS,è efficiente, versatile e performante.

  • Inverter Azzurro Trifase 30000TL - 40000TL

Per impianti fotovoltaici di media e grossa taglia a tetto o a terra. Disponibile in taglie da 30 a 40kw e dotato di doppio canale MPPT, presenta un range di ingresso molto ampio.

L’offerta di ZCS si completa con l’innovativo Inverter Azzurro per Accumulo 3000SP (mmagine sotto), ideale per ottimizzare l'indipendenza energetica in ambito residenziale.

Con una potenza nominale di 3kW ed una capacità in accumulo fino a 10kWh, ZCS Azzurro per Accumulo si adatta ad ogni tipo di esigenza su impianti di nuova costruzione.

Inoltre, grazie alla connessione in AC, è compatibile con ogni tipo di tecnologia (solare, eolica, ecc) e con ogni tipo di inverter, costituendo così la soluzione ideale per l'aggiornamento e l'ottimizzazione di impianti esistenti.

L’inverter non necessita di interventi sull’impianto elettrico esistente, grazie all’utilizzo di un sensore di corrente a nucleo aperto. Inoltre, il prodotto garantisce la continuità di esercizio in caso di black-out elettrico, grazie alla modalità di supporto Stand Alone.

Per conoscere tutte le caratteristiche degli inverter ZCS Azzurro, visita il sito www.zcsazzurro.com oppure contatta l'azienda a questo link.

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F.lli Franchini seleziona un tecnico commerciale

Venerdì, 28 Aprile 2017
L'azienda operante nel settore degli impianti tecnologici in fase di ampliamento della propria struttura di sviluppo commerciale, ricerca un tecnico commerciale area impiantistica, prevalentemente area industriale.

F.lli Franchini, azienda riminese operante nel settore degli impianti tecnologici in fase di ampliamento della propria struttura di sviluppo commerciale, ricerca un tecnico commerciale area impiantistica, prevalentemente area industriale.

La posizione risponderà alla Direzione Commerciale e previa specifica formazione, si occuperà di:

  • sviluppare il portafoglio clienti su diversi target di mercato;
  • partecipare a manifestazioni di settore in base alla programmazione dell’azienda;
  • gestire i clienti a portafoglio, sia clienti acquisiti sia clienti prospect (analisi di fattibilità, individuazione aree di intervento, presentazione di offerte commerciali, supporto post-vendita);

Il candidato ideale si presenta con i seguenti requisiti:

  • almeno laurea triennale in materie tecniche (ingegneria o lauree equipollenti);
  • formazione tecnica;
  • esperienza lavorativa in aziende del settore;
  • spiccata attitudine commerciale che potrà essere sviluppata anche con specifici percorsi formativi in sede;
  • attitudine alle relazioni interpersonali e di gruppo;
  • predisposizione alla negoziazione ad alto livello;
  • ottime capacità organizzative e massima flessibilità personale ed oraria;
  • conoscenza della lingua inglese parlata e scritta

Si offre:

  • Base fissa garantita da definire;
  • Parte variabile da definire sui diversi progetti acquisiti e andati a buon fine;
  • Rimborso spese piè di lista;
  • Auto aziendale;
  • Telefono aziendale;
Posti disponibili: 
1
Sede di lavoro: 
territorio nazionale
Ragione Sociale: 
F.lli Franchini
Indirizzo: 
Via Covignano, 201/A - 47923 Rimini (RN)
E-mail: 
info@fllifranchini.com

Fotovoltaico, un webinar su strumenti di finanziamento innovativo

Venerdì, 28 Aprile 2017
Redazione QualEnergia.it
Un webinar dedicato alle soluzioni di finanziamento innovative per il FV come le cooperative e il crowdfunding. Si svolgerà in diretta streaming mercoledì 3 maggio dalle ore 15. Il webinar è realizzato da QualEnergia.it nell'ambito del progetto "PV Financing".

La partecipazione diretta, anche in termini economici, degli utenti consumatori sta diventando un aspetto sempre più centrale nella realizzazione di investimenti nel settore fotovoltaico.

Soluzioni come le cooperative e il 'crowdfunding’ sono oggi più promettenti che mai, consentendo di superare alcuni degli ostacoli tipici di un comparto che non beneficia di adeguati incentivi.

Il webinar, organizzato da QualEnergia.it e Ambiente Italia nell’ambito del progetto “PV Financing”, e moderato da Riccardo Battisti di Ambiente Italia, vedrà come relatori Marco Bianchi della cooperativa Retenergie e Chiara Candelise, ricercatrice Università Bocconi e fondatrice della piattaforma di crowdfunding Ecomill.

CONTENUTI DEL WEBINAR

Marco Bianchi:

  • Una cooperativa energetica: cos’è e cosa fa
  • I vantaggi dell’essere socio
  • Modello di business per gli investimenti
  • L’esperienza di Coop. Retenergie e Coop. è nostra

Chiara Candelise:

  • Il crowdfunding nel settore energetico. I diversi modelli
  • Il finanziamento di impianti fotovoltaici tramite crowdfunding in Europa
  • Qualche esempio di impianti finanziato e realizzato (taglie, investimenti, ecc.)

La partecipazione alla diretta streaming è gratuita solo per gli abbonati a QualEnergia.it PRO (non in prova gratuita).

Per ulteriori informazioni: qualenergia-pro@qualenergia.it

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SEU, la qualifica non serve più: offline il portale

Venerdì, 28 Aprile 2017
Redazione QualEnergia.it
La sospensione del portale è conseguenza delle nuove regole Aeegsi che recepiscono le modifiche introdotte con l'ultimo Milleproroghe su reti private e oneri di sistema. Per le richieste di qualifica presentate nel corso del 2017, il richiedente può rinunciare all’istanza entro il 31 maggio 2017.

Dal 1° maggio 2017 verranno sospese le funzionalità del portale informatico GSE per l’invio delle richieste di qualifica SEU o SEESEU o di comunicazioni di avvenuta modifica dei sistemi per i quali era già stata presentata una richiesta di qualifica.

Lo comunica il Gestore a seguito della Delibera ...

 

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Caso Suniva e concorrenza sleale: Usa e Cina sull’orlo di un’altra "guerra sul solare"

Venerdì, 28 Aprile 2017
Luca Re
Il produttore statunitense di celle e moduli fotovoltaici, fresco di bancarotta, ha chiesto all’agenzia federale per il commercio di varare nuove misure antidumping sui pannelli 'made in China'. Tra qualche mese la risposta. Gli scenari e le possibili conseguenze per il mercato FV globale.
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Una nuova guerra commerciale dei moduli fotovoltaici è alle porte?

La domanda è lecita, considerando quello che sta avvenendo negli Stati Uniti intorno al caso-Suniva, l’azienda americana del solare che ha dichiarato fallimento la scorsa settimana, dopo aver chiuso la sua fabbrica di pannelli da 200 MW in Michigan e licenziato senza preavviso 131 lavoratori.

Cerchiamo di capire gli scenari che si aprono, con la sua richiesta di erigere barriere protezioniste contro l’invasione di moduli e celle FV di provenienza cinese.

Liberismo vs protezionismo

La diatriba del libero commercio vs misure antidumping, come sappiamo, ha già spaccato l’industria europea del settore, da quando, nel 2013, Bruxelles ha introdotto i dazi sui moduli di silicio cristallino made in China, fabbricati sottocosto grazie anche alle sovvenzioni statali concesse da Pechino.

Di recente, la Commissione UE ha deciso di prolungare di 18 mesi le aliquote “punitive” - che altrimenti sarebbero scadute a marzo - sui moduli low cost, concedendo però uno sconto di sei mesi rispetto alla proposta originaria (due anni) e abbracciando così una linea un po’ più morbida e di compromesso tra favorevoli e contrari a mantenere le tariffe doganali (vedi l’approfondimento di QualEnergia.it).

Ritroviamo tutte queste dinamiche e preoccupazioni nel mercato americano. Suniva, alla fine del 2016, ha incrementato la capacità produttiva di celle FV ad alta efficienza degli stabilimenti in Georgia a 450 MW. Tuttavia, gli investimenti non sono bastati a fronteggiare la concorrenza dei marchi cinesi.

Le difficoltà si sono aggravate con il costante eccesso di offerta di moduli sulla domanda, che ha spremuto i prezzi a livelli particolarmente bassi, tanto da far perdere 50 milioni di dollari a Suniva dal 2015, secondo quanto riportato da GTM Research.

Così l’azienda USA ha inviato una richiesta all’agenzia federale per il commercio internazionale (USITC, United States International Trade Commission), in base alla section 201 del Trade Act del 1974, che può portare all’adozione di misure protezioniste per tutelare le aziende americane che siano seriamente minacciate dalle importazioni crescenti di determinati prodotti.

Le richieste di Suniva: e dopo?

Ciò che chiede Suniva è molto “pesante”: si parla di quasi raddoppiare il prezzo dei pannelli di importazione, non solo dalla Cina, ma più in generale dal Sud-Est asiatico.

Conviene ricordare, infatti, che gli Stati Uniti hanno imposto dazi sui moduli con etichette di Cina e Taiwan negli anni passati, assecondando lo schieramento protezionista capeggiato dal ramo americano di SolarWorld, la multinazionale tedesca che si è sempre schierata per il “sì” alle barriere antidumping.

SolarWorld, durante l’amministrazione di Barack Obama, era riuscita a convincere il Dipartimento USA del commercio a varare aliquote del 30% o superiori applicabili ai prodotti FV di moltissime aziende cinesi, tra cui colossi come Suntech e Trina Solar.

Com’era prevedibile, non è stata una guerra a senso unico, perché la Cina ha risposto con misure altrettanto forti per penalizzare l’industria statunitense del polysilicon.

Le restrizioni appena invocate da Suniva dovrebbero durare quattro anni, partendo con un dazio di 0,40 $/watt sulle celle per poi scendere gradualmente a 0,33, mentre il prezzo minimo dei moduli (minimum floor price) sarebbe fissato a 0,78 $/watt per il primo anno, arrivando a 0,68 al quarto.

La commissione federale avrà 180 giorni di tempo per esaminare la richiesta e trasmettere le sue raccomandazioni al presidente Donald Trump, che a sua volta dovrà decidere se seguirle o quali altre azioni intraprendere. Difficile, per il momento, formulare ipotesi: la ITC darà ragione a Suniva? Trump vorrà applicare la sua politica d’indipendenza energetica anche al solare FV?

Come hanno osservato gli analisti di GTM Research, il livello di protezione chiesto da Suniva farebbe tornare indietro il mercato americano di qualche anno, con prezzi mai visti dal periodo 2012-2015 durante il primo ciclo di sovraccapacità produttiva globale.

L’America, in sostanza, si ritroverebbe con i moduli più cari del mondo, circa il doppio rispetto agli altri paesi, con un incremento dei costi complessivi d’installazione per i grandi impianti FV utility-scale. Quindi, secondo gli esperti citati da GTM Research, l’impatto delle eventuali super-tariffe doganali potrebbe essere controproducente per l’industria FV americana.

Reazioni contrastanti

D’altronde, la stessa SEIA (Solar Energy Industries Association) ha criticato senza appello la mossa di Suniva: l’associazione, si legge in una nota ufficiale, “è contraria a qualsiasi risoluzione che limiti l’equa importazione di prodotti solari attraverso nuove tariffe o altre barriere, che possano minacciare il sostentamento dei 260.000 occupati USA del solare e delle rispettive famiglie”.

La maggior parte di questi “solar jobs”, evidenzia poi GTM Research, riguarda la filiera del downstream, cioè installazione, manutenzione-assistenza, piuttosto che la produzione di celle e moduli, di conseguenza una politica eccessivamente protezionista rischierebbe di ridurre il numero di nuovi progetti e danneggiare così migliaia di occupati e di piccole-medie imprese.

Più sfumata appare la reazione di SolarWorld USA. Secondo il presidente, Juergen Stein, “il caso-Suniva dimostra con forza che l’industria manifatturiera americana del solare soffre ancora per la concorrenza sleale. In particolare, aziende cinesi ampiamente sussidiate, così come altri produttori, stanno vendendo sottocosto i loro prodotti, forzando i concorrenti a registrare perdite, licenziare addetti e uscire dal mercato”.

Tuttavia, nel medesimo comunicato si legge che SolarWorld “valuterà la richiesta avanzata da Suniva, ma preferisce che ogni eventuale azione contro il commercio sleale sia presa considerando tutte le parti della filiera FV americana”.

Tradotto: facciamo attenzione a non esagerare con le misure antidumping, perché potremmo colpire gli interessi di molte industrie sane e competitive.

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Autorizzazione paesaggistica semplificata, vale anche per procedimenti già avviati?

Venerdì, 28 Aprile 2017
Le semplificazioni previste dal nuovo regolamento sull’autorizzazione paesaggistica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2017, vanno applicate anche ai procedimenti già avviati con altra procedura? La risposta in una circolare del MIBACT.

Le semplificazioni previste dal nuovo regolamento sull’autorizzazione paesaggistica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2017,  vanno applicati anche ai procedimenti già avviati con altra procedura?

Per sciogliere questo dubbio il MIBACT ha pubblicato una circolare esplicativa allegata in basso.

“Il nuovo regolamento ...

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