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FER incentivate: banca dati per monitorare verifiche e procedimenti conclusi del GSE

Venerdì, 20 Ottobre 2017
Redazione QualEnergia.it
Dalla banca dati GSE si può ottenere una reportistica su base territoriale per tipologia e potenza di impianto, distinguendo le modalità di verifica. I procedimenti di verifica con esito negativo nel 2016 (1.276) hanno portato all’accertamento di importi da recuperare per 183 mln di € e una stima del mancato esborso di 1.137 mln di €.
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È on-line da pochi giorni la Banca Dati Verifiche e Ispezioni del GSE per il 2016.

Contiene tutte le informazioni sulle azioni di verifica e controllo svolte dal GSE nel 2016 attraverso controlli documentali, sopralluoghi e scambio di informazioni rilevanti con le Autorità, le Forze dell’Ordine e altri Enti Istituzionali.

Gli accertamenti sono stati finalizzati a verificare o meno ...

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Divest-Invest: la campagna per disinvestire dalle fossili supererebbe i 5mila mld di $

Venerdì, 20 Ottobre 2017
Veronica Caciagli
In 5 anni la campagna ha coinvolto 785 organizzazioni. Sulla sua scia e sulla percezione del rischio legato agli investimenti nelle fossili, anche istituzioni finanziarie come Bnp Paribas decidono di disinvestire e puntare sulla transizione energetica. Ma le cifre in ballo non sono chiare.
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Un nuovo soggetto ha deciso di disinvestire dalle fonti fossili: è Bnp Paribas, che ha annunciato di voler escludere dall’accesso al credito bancario quelle aziende che concentrano il proprio business sui combustibili fossili.

In pratica, l’istituto bancario francese non entrerà più in affari con società che svolgono attività di esplorazione, produzione, distribuzione, commercializzazione o negoziazione di petrolio e gas di scisto, o di petrolio provenienti da sabbie bituminose.

Cesserà anche il finanziamento di progetti che sono prevalentemente coinvolti nel trasporto o nell’esportazione di questi combustibili. Inoltre, non finanzierà progetti di esplorazione o di produzione di petrolio e di gas nella regione artica.

“Una banca che finanzia l’economia del 21° secolo deve agire come acceleratore della transizione energetica”, ha dichiarato Jean-Laurent Bonnafé direttore e CEO di Bpn Paribas in un post su Linkedin.

Queste nuove misure integrano una politica aziendale di Corporate Social Responsability più estesa.

Infatti, Bnp si è già impegnata, da una parte, a ridurre il suo sostegno alle miniere di carbone e alla produzione di elettricità da carbone; dall’altra ad aumentare il finanziamento totale per le energie rinnovabili a 15 miliardi di euro entro il 2020.

Cento milioni di euro saranno invece dedicati a investimenti in start-up che lavorano su soluzioni innovative per la transizione energetica. Inoltre, Bnp sta incorporando la valutazione del “carbon risk” all’interno delle sue scelte di investimento, sia misurando e riducendo l’impronta ambientale del suo portfolio, in termini di gas serra, che sviluppando strumenti per finanziare investimenti in energie rinnovabili.

“Le banche hanno sempre agevolato, e anche fornito un impulso, alle varie rivoluzioni che sostengono la vita moderna: dalla meccanizzazione industriale ai trasporti, dall'energia al comfort delle famiglie”, spiega Bonnafè.

La politica di Bpn Paribas è in linea con la nuova strategia della campagna internazionale lanciata da 350.org, che, dal nome “Divestment” è stata rinominata “Divest-Invest”.

Se all’inizio della campagna si intendeva fiaccare l’industria dell’energia fossile togliendole giorno dopo giorno i finanziamenti, adesso si spinge anche a investire le risorse finanziarie così liberate, per convogliarle verso le energie rinnovabili e la transizione energetica.

Nella campagna Divest-Invest ci sono molte tipologie di adesioni.

Alcune sono istituzioni religiose: il 3 ottobre scorso, in occasione della festa di San Francesco, 40 istituti religiosi, tra cui la Caritas e GreenAccord, hanno deciso di disinvestire. Fanno seguito alla maggiore attenzione alle questioni climatiche spronata dall’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco e, anche se in alcuni casi l’impatto in termini finanziari è limitato, hanno un valore simbolico molto importante.

Consistenti anche le adesioni di fondi di investimento e di assicurazioni che, oltre agli aspetti etici, considerano anche il rischio crescente connesso all’industria fossile e, in particolare, ad alcuni combustibili come il petrolio non convenzionale e il carbone. Il Fondo Pensioni Norvegese, del valore di 850 miliardi di dollari, ha dichiarato di aver disinvestito da 114 aziende proprio in seguito all’adesione alla campagna.

Sicuramente il movimento sul tema è esteso, ma andare a quantificare le cifre in ballo resta piuttosto complesso.

I promotori della campagna “Divest-Invest” affermano che finora hanno aderito 785 organizzazioni, tra cui anche governi e fondi pensioni, e circa 59.500 persone.

Il totale disinvestimento dichiarato ammonterebbe a 5.500 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra considerevole, ma che comprende in realtà l’intero asset finanziario dei soggetti coinvolti.

Un recente report di Arabella Advisor, commissionato dai promotori della campagna, è andato a indagare sui numeri.

Il report spiega che questo totale comprende ogni impegno pubblico di vendere azioni delle principali società di combustibili fossili e anche altri casi.

In origine, infatti, la campagna Divestment invitava a non finanziare le prime 200 aziende del mondo impegnate nell’industria della fossili (tra cui l’ENI, vedi l’articolo Global Divestment Day, perché il rischio da fossili fa sempre più paura).

Nel tempo si è assistito a una proliferazione di approcci: molte istituzioni hanno abbondonato tutte le società del fossile, impegnandosi ben oltre il ritiro dalle prime 200.

Altre hanno optato per un approccio basato sul settore, con la cessione delle azioni di società che ricavavano una quota significativa delle loro entrate dal carbone.

Altre ancora hanno scelto di cedere solo alcune delle proprie azioni di combustibili fossili, basandosi su una serie di criteri, tra cui la volontà delle aziende di impegnarsi in significativi sforzi per ridurre le emissioni nel futuro.

Il totale di 5,5 mila miliardi di dollari include quindi tutti questi differenti approcci. Le cifre che invece sono state sottratte all’industria delle fossili in modo diretto dalla campagna Divest-Invest sono però impossibili da calcolare.

“Posso comprendere l'approccio di 350.org”, spiega Mauro Meggiolaro, responsabile shareholder engagement di Fondazione Finanza Etica (Banca Etica). “All'inizio la campagna aveva bisogno di farsi conoscere e di far capire al mondo della finanza che si stava parlando di cifre e di investitori rilevanti. Ora però servirebbe uno sforzo in più, per uscire dal marketing e iniziare a parlare di dati in modo rigoroso. È indubbio, però, che già adesso il movimento Divest-Invest sta avendo un impatto insperato sulle grandi società di investimento e sulle istituzioni pubbliche che finalmente iniziano a chiedersi dove è realmente impiegato il loro denaro. E sempre più spesso agiscono di conseguenza”.

Come dimostra anche il caso Bpn Paribas, i combustibili fossili iniziano a collocarsi non solo dal lato sbagliato della storia, ma anche fuori dalle scelte finanziarie e di investimento.

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La Germania delle aste record quale futuro sceglierà per le rinnovabili?

Venerdì, 20 Ottobre 2017
Redazione QualEnergia.it
Fotovoltaico a meno di 50 €/MWh nell’ultima gara che ha assegnato oltre 200 MW di capacità solare. I costi delle tecnologie pulite continuano a scendere. Tra le tante voci nell’agenda clima-energia, il prossimo governo di coalizione dovrà decidere se mantenere o eliminare il tetto annuale per le installazioni FV.
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In Germania il fotovoltaico ha sfondato un’altra soglia di prezzo: per la prima volta, nella terza asta competitiva del 2017, riservata agli impianti tra 750 kW e 10 MW di potenza, il solare è sceso mediamente sotto 5 centesimi di euro per kWh.

La gara tedesca, che in totale ha assegnato 222 MW di potenza FV, ha premiato 20 progetti con valori compresi tra ...

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ANEV: "I vuoti normativi continuano ad ostacolare le rinnovabili"

Venerdì, 20 Ottobre 2017
Il settore delle rinnovabili è in attesa da ormai 10 mesi di un Decreto Ministeriale che regoli il settore per il periodo 2017-2020. Il vuoto normativo non consente alle aziende del settore di pianificare il lavoro. Per ANEV è fondamentale invece puntare sulle energie pulite per contrastare il crescente inquinamento.

Il settore delle rinnovabili è in attesa da ormai 10 mesi di un Decreto Ministeriale che regoli il settore per il periodo 2017-2020.

Un tale vuoto normativo non consente alle aziende del settore eolico e del settore rinnovabili di lavorare per produrre quell’energia pulita, necessaria per contrastare i pericoli per la salute che dipendono dall'elevato livello di inquinamento atmosferico. Questa la denuncia dell'ANEV, in una nota stampa.

L’auspicio - leggiamo nella nota - è che le Istituzioni non rallentino il settore delle rinnovabili, e dell'eolico in particolare, con ostacoli di natura normativa.

Nel 2016 in Italia il solo eolico ha consentito di produrre un quantitativo di energia pulita pari a circa 15,5 TWh, di risparmiare circa 21 milioni di barili di petrolio equivalenti corrispondenti a circa 11 milioni di tonnellate di emissioni risparmiate di CO2.

Gli ultimi dati sull'inquinamento

Ogni anno - ricorda l'ANEV - muoiono quasi 9 milioni di persone per l’inquinamento. Questi i dati, aggiornati al 2015, che emergono dai risultati di un progetto di ricerca durato due anni, pubblicati dalla rivista Lancet.

Il più dannoso è l’inquinamento atmosferico (smog, particolato nell’aria ma anche inquinamento da uso domestico di combustibili fossili), responsabile di 6,5 milioni di morti l’anno (in gran parte per malattie cardiovascolari e respiratorie).

L'ANEV, associazione nazionale energia dal vento, ha riportato i dati principali dello studio. Le forme di inquinamento associate allo sviluppo industriale - spiega l'ANEV - quali l’inquinamento atmosferico ambientale e l’inquinamento chimico e del suolo fanno oggi più vittime che in passato: si è passati da 4,3 milioni nel 1990 a 5,5 milioni nel 2015.

A questi dati allarmanti diffusi recentemente dalla stampa, si aggiunge la notizia relativa al superamento dei livelli tollerabili sempre più frequenti di polveri sottili nelle principali città italiane.

A Milano i livelli di smog non scendono al di sotto della soglia limite per la salute umana, fissata per il PM10 a 50 µg/m³, e da una settimana la concentrazione di polveri sottili ha superato i 100 µg/m³. Anche in Veneto e Piemonte la qualità dell’aria resta pessima con 114 µg/m³ registrati a Torino e 92 µg/m³ a Venezia Mestre. Questo inquinamento è figlio sia delle produzioni energetiche di fonti fossili sia del cambiamento climatico, prodotto a sua volta dalle emissioni climalteranti.

Dati così allarmanti devono preoccupare i pubblici decisori - scrive l'ANEV - troppo spesso inerti sui temi della salvaguardia ambientale, delle fonti rinnovabili e della mobilità sostenibile.

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Pannello solare su tetto: nuovi limiti ai pareri negativi delle Soprintendenze

Venerdì, 20 Ottobre 2017
Redazione QualEnergia.it
Secondo il TAR della Campania, la Soprintendenza non può annullare, con motivazione astratta e generica, l’autorizzazione ambientale rilasciata dal Comune per un impianto solare termico da installare sul terrazzo di un albergo. Il parere contrario deve essere “rinforzato”. Sulla stessa linea un recente parere del Consiglio di Stato.

La Soprintendenza deve motivare in modo chiaro e “rinforzato” l’eventuale parere contrario all’installazione di un impianto a fonti rinnovabili, in questo caso di un sistema solare termico su tetto.

A ribadire il concetto è una recente sentenza (n. 1458/2017) del TAR Campania, che riguarda un complesso immobiliare adibito a bar-ristorante e albergo a Conca dei Marini, il cui proprietario aveva chiesto al comune di poter installare dei pannelli solari sul terrazzo di copertura dell’edificio, con relative opere e impianti accessori.

Il problema era insorto quando la Soprintendenza di Salerno aveva annullato l’autorizzazione ambientale rilasciata dall’ufficio tecnico comunale. Il proprietario dell’albergo quindi aveva presentato ricorso contro questa decisione, poi accolto dal Tribunale amministrativo competente.

Il punto, osservano i giudici, è che la Soprintendenza “avrebbe dovuto esporre le ragioni per cui l’installazione dei pannelli solari, assentita dal Comune, comportasse un’alterazione inaccettabile dei caratteri storici o artistici del luogo”.

La sentenza chiarisce che la motivazione del diniego deve essere “rinforzata”, ma nel caso specifico, secondo i giudici, è mancato questo requisito.

Il provvedimento campano cita anche una precedente sentenza del TAR Veneto, quando osserva che “per negare l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla sommità di un edificio, bisogna dare la prova dell’assoluta incongruenza delle opere rispetto alle peculiarità del paesaggio e, pertanto, non è ammissibile una valutazione astratta e generica non supportata da un’effettiva dimostrazione dell’incompatibilità paesaggistica dell’impianto, cosa che non coincide con la semplice visibilità dei pannelli da punti di osservazione pubblici”.

Tra l’altro, il TAR Campania rileva “come i pannelli fotovoltaici, dei quali si discute, non sono neppure apposti sulla sommità di un edificio, bensì […] su un pergolato, già esistente sul terrazzo di copertura dell’immobile, di proprietà del ricorrente, adibito ad albergo-bar-ristorante, e consistono, in concreto, di 6 pannelli solari a minima inclinazione (35 gradi), atti alla produzione di acqua calda al servizio dell’immobile”.

In definitiva, occorreva “una motivazione particolarmente penetrante”, scrivono i giudici, per annullare l’autorizzazione ambientale concessa dal Comune di Conca dei Marini.

Questa sentenza rientra nel filone di giudizi che pongono dei limiti al potere delle Soprintendenze, troppo spesso inclini a bocciare dei progetti con presupposti illogici e sproporzionati: vedi anche il recente parere del Consiglio di Stato, riguardo l’autorizzazione a installare pannelli fotovoltaici sul tetto a falda di due edifici storici nel bresciano.

La sentenza del TAR Campania nella versione PRO

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Eolico, il TAR Campania dà ragione alla Regione sulla “saturazione” degli impianti

Venerdì, 20 Ottobre 2017
Redazione QualEnergia.it
Una sentenza del Tar Campania legittima i provvedimenti regionali: "se in certe zone è già stato realizzato un elevato numero di impianti non può essere ritenuto irragionevole un divieto di ulteriori installazioni". Come intende la Regione evitare il blocco totale dell’eolico?

Il Tar Campania si è espresso su un ricorso di alcuni operatori riguardante l’individuazione delle aree non idonee all’installazione di impianti eolici in Campania, sancendo la legittimità dei provvedimenti adottati dalla Giunta Regionale della Campania.

La Regione con delibera n. 533 del 4 ottobre 2016 aveva, infatti, dato attuazione ...

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Gli impetuosi numeri del fotovoltaico nel mondo e i presupposti per un rilancio in Italia

Venerdì, 20 Ottobre 2017
Gianni Silvestrini
L'impressionante incremento di potenza del fotovoltaico su scala globale, il continuo calo dei costi e le nuove opportunità del mercato. In Italia invece bisognerà correre per arrivare ai 60 TWh/anno FV entro il 2030. Ostacoli e possibilità per prosumer, grandi impianti a terra e isole. Se ne parlerà a Rimini, a Key Solar, in otto convegni.
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A poco più di due settimane dall’apertura di KeySolar alla Fiera di Rimini (7-10 novembre, vedi programma convegnistico in fondo all'articolo) è interessante fare il punto delle prospettive della filiera fotovoltaica.

Innanzitutto uno sguardo al mondo. La IEA nel suo ultimo rapporto evidenzia come per la prima volta nel 2016 l’incremento di potenza del fotovoltaico sia stato superiore a quello di tutte le altre fonti, inclusa la variazione netta dei MW delle centrali a carbone.

Una corsa destinata a proseguire, facendo del fotovoltaico la tecnologia leader delle rinnovabili con una potenza cumulativa mondiale che nel 2022 potrebbe arrivare a 740-880 GW. E, come già successo in passato (vedi grafico), le stime della IEA potrebbero essere superate, considerato che l’incremento di potenza di quest’anno viene stimato in 90-100 GW.

Il continuo calo dei costi rappresenta la principale spinta allo sviluppo del solare.

Se ha fatto molta impressione la recente offerta di 17 $/MWh in un’asta per 300 MW in Arabia Saudita, credo che ancora più interessanti siano le notizie che vengono dal Portogallo, con un impianto da 46 MW in costruzione senza incentivi, e dalla Germania, dove in una gara per impianti compresi tra 750 kW e 10 MW il valore medio delle proposte è stato di 49 €/MWh, in calo del 46% rispetto alla prima asta del 2015 (vedi grafico).

Considerando poi che l’offerta tedesca più bassa è stata di 43 €/MWh, un valore inferiore ai 50 € dell’attuale prezzo di riferimento dell'energia elettrica sulla borsa elettrica italiana, si capisce come siano in molti a considerare nei prossimi anni le opportunità di questo mercato, viste le condizioni di insolazione delle regioni del centro-sud.

Ma approfondiamo meglio la situazione dell’Italia.

I primi otto mesi dell’anno hanno visto l’installazione di 291 MW, +18% rispetto allo stesso periodo del 2016. Accanto a questo dato va però sottolineato un calo del 13% della produttività degli impianti nell’ultimo quinquennio, un indicatore del notevole spazio esistente per migliorare il rendimento dell’attuale parco solare. 

Se questi numeri indicano che il settore sta lentamente riprendendo fiducia, occorrerà però un netto cambio di marcia per passare dagli attuali 23 TWh/anno agli oltre 60 che la SEN indica per il fotovoltaico alla fine del prossimo decennio. 

Per ottenere questi risultati gli incrementi medi annui dovranno infatti rapidamente passare a 2,6 GW, cioè un valore 7 volte superiore rispetto al livello delle installazioni del 2016. Questa accelerazione è ottenibile non tanto con nuovi incentivi, quanto con un adeguamento normativo e regolatorio in sintonia con quanto già avviene in altri paesi europei.

Le due aree che potranno vedere un notevole sviluppo sono quelle dei “prosumers”, con una decisa crescita dell’abbinamento solare + accumulo, e degli impianti di grande scala.

Sul primo fronte va evidenziato il grande potenziale ancora da sfruttare delle installazioni sugli edifici. Secondo la IEA la superficie utilizzabile in Italia è di oltre 1.000 km2 con una produzione teorica di 127 TWh, pari ad oltre un terzo della domanda elettrica sul lungo periodo e al doppio dei GW che stiamo ipotizzando al 2030.

Ma per aggredire questo mercato occorre un’evoluzione della normativa che consenta, ad esempio, di installare impianti sulle coperture degli edifici favorendo l’impiego della produzione da parte dei condomini e di effettuare scambi di energia attraverso la rete.

La possibilità di collegare fra loro utenze diverse dotate di fotovoltaico ed accumulo e di valorizzare gli scambi di energia, come pure l’apertura dei servizi di bilanciamento alle rinnovabili non programmabili e ai sistemi di accumulo, sono tutte soluzioni che apriranno opportunità molto interessanti nel prossimo decennio (micro-grids, Blockchain, VPP, ecc.).

Per quanto riguarda gli impianti a terra, che già vedono primi risultati come nel caso di Montalto, occorrerà individuare con attenzione le aree e andranno garantiti processi autorizzativi chiari e certi. Prima di considerare le aree agricole non utilizzate si dovranno valorizzare le aree industriali dismesse, le aree demaniali demilitarizzate, le cave non più utilizzate, i bacini delle dighe, ecc.

Le aree industriali dismesse vengono stimate pari a 13.000 ettari, lo 0,04% della superficie complessiva del nostro Paese. Un’altra opzione interessante riguarda le aree demilitarizzate, che nel solo Friuli superano i mille ettari. Come pure potrà essere utilizzata una parte delle 14.000 cave dismesse.

Ma anche per realizzare i grandi impianti occorrono segnali chiari, con l’introduzione di aste tecnologicamente neutrali e con l’adeguamento delle norme per rendere anche da noi fattibili le contrattazioni a lungo termine e per aprire i servizi di bilanciamento della rete alle rinnovabili non programmabili e ai sistemi di accumulo.

Ci sono poi due altri settori, molto interessanti, da seguire. Il primo riguarda la realizzazione all’estero di impianti a fonti rinnovabili da parte di aziende italiane che in questi anni hanno accumulato una significativa competenza. Nel 2016 sono stati investiti fuori dai nostri confini in questo settore ben 4,6 miliardi di euro. 

L’altro ambito da seguire con attenzione è invece molto più limitato, ma presenta, per le sua specificità, una sfida avvincente. Parliamo delle molte piccole isole che stanno avviando una trasformazione energetica che potrebbe essere decisamente innovativa nel percorso verso le rinnovabili, la mobilità elettrica e la sostenibilità ambientale.

Insomma, le aree di intervento sono molteplici. Se verranno create con intelligenza le condizioni favorevoli, si spalancherà una nuova fase in grado di garantire un deciso rilancio del mercato con benefici non solo per cittadini e imprese, ma con un vantaggio complessivo per il sistema.

Programma convegnistico di Key Solar 2017

martedì 7 novembre

mercoledì 8 novembre

giovedì 9 novembre

venerdì 10 dicembre

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Soggetti abilitati alla vendita di energia elettrica, Codici: “serve maggiore trasparenza”

Venerdì, 20 Ottobre 2017
Conclusa la consultazione dell'Autorità riguardante i requisiti di abilitazione dei soggetti per la vendita di energia elettrica, Codici interviene definendoli insufficienti. L'associazione ha inoltre ideato un suo marchio di affidabilitià per gli operatori del mercato libero.

Il 17 ottobre scorso si è chiusa la consultazione pubblica dell’Autorità per l’Energia in merito all’elenco dei soggetti abilitati alla vendita di energia elettrica ai clienti finali.

Il documento (allegato in basso) mostrava anche l'orientamento dell'Aeegsi in merito ai criteri per l’accesso all'elenco: requisiti di onorabilità, di natura finanziaria e tecnica.

Saranno quattro le “classi di affidabilità” che vanno dalla “corretta e piena attività” a quella di “inaffidabilità” che prevede l’esclusione dell’impresa dall’elenco.

Ma per l'associazione dei consumatori Codici, "i requisiti per l'ammissione dei soggetti esercenti l'attività di vendita dell'energia elettrica nell'elenco sono del tutto insufficienti".

"Il tema è fondamentale - prosegue l'associazione - tenendo conto dei cambiamenti prossimi futuri che investiranno il mercato dell’energia in Italia con l’avvento del mercato libero a partire dal 1° luglio 2019, e ci sono dei requisiti dai quali non si può prescindere: trasparenza e reale concorrenzialità".

"L'Autorità si deve assumere la responsabilità di vigilare sulla trasparenza degli operatori, tale compito potrà essere meno gravoso qualora venisse introdotta una tecnologia blockchain che introduca una modalità celere per espellere i venditori scorretti e introdurre i nuovi competitor virtuosi", prosegue l'associazione.

La tecnologia blockchain - secondo Codici - permetterebbe al cliente finale di scegliere, attraverso l’albo, un fornitore effettivamente in grado di garantire appropriati livelli di servizio attraverso una comparazione oggettiva basata su indici, che la stessa Autorità fisserà in un secondo momento.

Codici avrebbe a questo punto un doppio compito: vigilare sugli operatori scorretti e a sua volta sulla vigilanza stessa attuata dall’Autorità.

Nasce il Codici Energy Rating

Ci sono dei requisiti di affidabilità delle aziende che verranno certificati da Codici attraverso il “Codici Energy Rating”, un marchio rilasciato ai soli operatori del mercato libero dell’energia per la valutazione del livello di tutela del consumatore nei processi aziendali.

Ovviamente per ottenere questa certificazione si deve superare un rigido monitoraggio qualitativo integrato. Il livello di tutela del consumatore da parte dell’azienda potrà andare da insufficiente a massimo.

Questa “certificazione” è stata concepita in modo tale che, quando entrerà in vigore il mercato libero dell’energia, i consumatori possano scegliere tra le offerte commerciali di aziende che operano in tutta trasparenza e affidabilità. Questo eviterà il rischio che il consumatore per paura di essere truffato rinunci a cambiare operatore, seppur incuriosito da altre offerte.

La prima azienda che ha deciso di sottoporsi al “Codici Energy Rating” è stata Green Network.

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Green Public Procurement, le linee guida dell’ISPRA

Venerdì, 20 Ottobre 2017
Il modello esposto in questa guida è stato elaborato per poter essere applicato nelle Agenzie del sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, ma può essere applicato anche in qualunque altra amministrazione pubblica.

L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) ha pubblicato le linee guida per i Green Public Procurement (GPP) del sistema Agenziale.

Le linee guida forniscono un modello operativo di organizzazione interna degli enti, finalizzata all’introduzione degli aspetti ambientali del processo di acquisto.

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Tutte le registrazioni dei webinar tecnici di QualEnergia.it

Venerdì, 20 Ottobre 2017
Redazione QualEnergia.it
Oltre undici ore di registrazioni online dei webinar tecnici di QualEnergia.it. Gli argomenti trattati: fotovoltaico, conto termico, micro turbine eoliche, Tremonti Ambientale. In aggiunta gli Atti video (4h 30') di un workshop sul FV del dicembre 2015. Gratuiti solo per gli abbonati a QualEnergia.it PRO.

Oltre 11 ore di registrazioni online dei webinar tecnici di QualEnergia.it.

Argomenti: fotovoltaico, conto termico, incentivi, micro turbine eoliche, Tremonti Ambientale.

In aggiunta gli Atti video (4h 30') di un workshop sul FV del dicembre 2015. Gratuiti solo per gli abbonati.

Registrazione della diretta streaming del 3 maggio 2017

Webinar realizzato nell’ambito del progetto europeo “PV Financing

Relatori: Marco Bianchi (Retenergie) e Chiara Candelise (Ecomill, Università Bocconi)

Moderatore: Riccardo Battisti – Ambiente Italia

A chi è rivolto: aziende installatrici di impianti FV di taglia commerciale-industriale, operatori del settore FV, potenziali utenti.

Durata: circa 1h 35′

Registrazione della diretta streaming del 20 aprile 2017

Relatori: Avv. Emilio Sani (Studio Macchi di Cellere Gangemi) e Ing. Emiliano Guerrieri (Protos Spa)

A chi è rivolto: operatori del fotovoltaico, società O&M, proprietari di impianti FV.

Durata: 1h 35′

Webinar registrato (febbraio 2017)

Relatore: Valeria Vergaconsulente energia

7 Videolezioni + una rubrica (7-10 articoli di approfondimento).

Target: progettisti, consulenti, installatori, manutentori, rivenditori, energy manager, esperti in gestione dell’energia, responsabili energia della PA.

Durata: circa 2h 30′

Registrazione della diretta streaming del 28 marzo 2017

Webinar realizzato nell’ambito del progetto europeo “PV Financing

Relatore: Tommaso Barbetti – eLeMeNS

Moderatore: Riccardo Battisti – Ambiente Italia

Target: progettisti e aziende installatrici di impianti FV di taglia commerciale-industriale, operatori del settore FV, potenziali utenti.

Durata: circa 1h 35′

Registrazione della diretta streaming del 20 febbraio 2017

Webinar realizzato nell’ambito del progetto europeo “PV Financing

Relatore: Emilio Sani – Studio Legale Macchi di Cellere Gangemi

Moderatore: Riccardo Battisti – Ambiente Italia

Target: progettisti e aziende installatrici di impianti fotovoltaici di taglia commerciale-industriale

Durata: circa 1h 30′

Webinar registrato (marzo 2017)

Relatore: Lorenzo Battisti – Università di Trento

Target: operatori del settore eolico, aziende installatrici e progettisti, urbanisti, amministratori locali.

Durata: circa 55′

Registrazione dalla diretta streaming dell’8 e 13 febbraio 2017

Relatori: Simone Magnani – Natalia Magnani (Studio Magnani)

A chi è rivolto: Aziende che hanno usufruito o possono ancora usufruire della Tremonti Ambientale.

Durata: circa 2h (in 2 video)

E inoltre ...

Video integrali e documentazione del Workshop Tecnico di QualEnergia.it che si è tenuto a Roma il 2 dicembre 2015.

Contenuti:

  • Video interventi (con montaggio) – durata totale: 4h 30′ (vedi dettaglio contenuti in basso)
  • Slide in pdf presentate dai relatori
  • Link ai documenti/normativa segnalata dai relatori
  • Speciale con abstract e documentazione tecnica delle Aziende Sponsor

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