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Accumulo e FV residenziale, costi e sfide per gli operatori

Mercoledì, 28 Giugno 2017
Luca Re
Prezzi in discesa ma ancora molto variabili, predominio del litio sul piombo-gel, concorrenza sempre più spostata sul lato dei servizi integrati. Le ultime tendenze per il mercato dei sistemi di storage domestico: su quali competenze devono puntare gli installatori? Lo abbiamo chiesto ad alcuni esperti del settore.
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L’accumulo elettrochimico domestico è un settore in continua evoluzione tecnologica e commerciale, anche se il mercato delle batterie da abbinare al fotovoltaico, in Italia, non è ancora pronto per la fase-boom.

Dopo aver analizzato i rapporti di RSE-Anie e dell’Energy & Strategy Group del Politecnico milanese (articolo di QualEnergia.it su costi e applicazioni dei sistemi di accumulo), cerchiamo di capire come stia cambiando l’offerta di prodotti e quali siano le prospettive future per gli operatori e gli installatori ...

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Produzione elettrica da rinnovabili in Italia, un calo impietoso dal 2014

Mercoledì, 28 Giugno 2017
Leonardo Berlen
Con i dati di maggio di Terna c'è un'ulteriore conferma del calo della produzione elettrica da rinnovabili. Nel periodo gennaio-maggio coprono il 32,8% della domanda contro il 34,5% del 2016. Rispetto al 2014 la generazione verde cala di 8,6 TWh, per il crollo dell'idroelettrico, non compensato che in minima parte da eolico e FV.
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A maggio la domanda di energia elettrica italiana cresce dell’1,1% rispetto allo stesso mese del 2016, ma dall’inizio dell’anno (gennaio-maggio) resta pressoché stabile (+0,1%) rispetto all’anno precedente, anche se a parità di calendario l’aumento potrebbe essere valutato in un +0,8%.

L’elemento che più sorprende, anche se ormai siamo abituati a questo trend, è la diminuzione dell’apporto delle fonti rinnovabili alla produzione nazionale e alla copertura della domanda elettrica.

Dai dati mensili di Terna (vedi report allegato in basso), si può riscontrare come lo scorso mese le rinnovabili elettriche abbiamo generato 9,8 TWh circa contro 10,4 TWh del maggio 2016, che registrava a sua volta un calo significativo anche rispetto ai mesi di maggio del 2015 e del 2014.

Rispetto allo stesso mese di un anno fa sono in calo l’energia da idroelettrico (-10,8%) e da eolico (25,9%). Aumenta invece la produzione da fotovoltaico (+10%) e anche quella da termoelettrico (+6,2%).

In sintesi, vediamo che a maggio 2017 le rinnovabili coprono il 44,3% della produzione nazionale e il 39% della domanda, quote elevate ma comunque inferiori rispetto ai mesi di maggio 2016, 2015 e 2014. Quattro anni fa, infatti, le fonti rinnovabili coprivano a maggio il 47% della domanda di elettricità del paese (ovviamente grazie un notevole contributo della fonte idroelettrica).

Un dato che meriterebbe ancora più attenzione è quello relativo ai primi cinque mesi dell’anno in corso.

Tutte le rinnovabili diminuiscono in termini produzione di 2,1 TWh, a causa soprattutto del continuo calo della produzione idrica (-1,9 TWh) che non viene compensata dalle altre fonti.

Anzi, nel periodo gennaio-maggio 2017 di 1,2 TWh si registra una generazione eolica in decremento. Cresce solo il fotovoltaico, con 1,1 TWh in più dell’anno scorso (ma solo poco più dei valori del 2015, +200 GWh, vedi grafico in fondo all'articolo).

Sempre dall’inizio dell’anno, notiamo che la quota delle rinnovabili sulla produzione nazionale passa dal 40,3% del 2016 al 36,9% del 2017 (era del 41,9% nel 2015 e del 45,5% nel 2014).

Riguardo invece al contributo delle rinnovabili sulla domanda elettrica osserviamo che la percentuale di copertura, sempre in questo periodo dell’anno, scende al 32,8% contro il 34,5% dello stesso periodo 2016, con una domanda, come abbiamo detto, stabile.

Nel grafico si evidenzia come questa quota percentuale, riferita ai primi cinque mesi dell’anno, sia in netta discesa dal 2014.

Il dato in cifre assolute è rappresentato da quest’altro grafico: dal 2014 la generazione da rinnovabili crolla di 8,6 TWh, con un andamento in crescita, invece del termoelettrico. Insomma un trend che va in direzione opposta rispetto a quanto indicherebbero gli obiettivi nazionali di medio periodo e che dovrebbe essere preso in maggiore considerazione dalla SEN attualmente in consultazione.

Le rinnovabili calano non solo per il crollo drammatico della produzione da idroelettrico (che perde 10,8 TWh dal 2014, periodo: gen-mag), ma anche perché le cosiddette “nuove fonti rinnovabili” (FV + eolico), che crescono, anche se di poco, in termini di potenza, non riescono insieme a coprire questo gap se non per un 16-17%.

Nei primi cinque dell’anno la loro generazione ammontava quattro anni fa a poco meno di 16 TWh (anno 2014); oggi è di 17,8 TWh, quindi con un aumento di appena 1,8 TWh.

Il fotovoltaico, che oggi copre nei primi cinque mesi dell’anno, il 7,8% della domanda, nel 2014 ne copriva il 6,7% (+1,2 TWh in quattro anni).

L’eolico oggi soddisfa il 6,3% dei fabbisogni elettrici, contro il 5,7% del 2014; ma con appena 0,6 TWh prodotti in più in quattro anni, sempre con riferimento al periodo gennaio-maggio.

Nel grafico qui sotto l'andamento della produzione da eolico e fotovoltaico, nel periodo gennaio-maggio, dal 2014 al 2017.

A questo punto è chiaro che stia lavorando di più il termoelettrico: rispetto ad un anno fa ha generato 6,2 TWh in più, grazie anche ad un potenziale meno sfruttato in questi ultimi due anni che sta via via recuperando. Al contempo si riduce anche l’import e il saldo con l’estero.

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Come raffrescare casa: mini-guida con tecnologie, consigli e prestazioni

Mercoledì, 28 Giugno 2017
Redazione QualEnergia.it
Climatizzatori fissi o portatili, con o senza unità esterna? Queste sono alcune delle domande più frequenti quando si vuole acquistare un apparecchio contro il caldo estivo in casa. Altre soluzioni arrivano da ventilatori, raffrescatori evaporativi e da tecnologie di nicchia come il solar cooling.
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Ogni estate, puntuale, si ripresenta il tormentone su come scegliere/utilizzare nel modo migliore il climatizzatore. Ma le tecnologie per raffrescare la propria abitazione sono diverse. Quali scegliere?

Con l’avvertenza che la fretta, spesso, è una cattiva consigliera, perché spinge a preferire una soluzione la più immediata possibile, con pochi o nulli interventi “invasivi” (opere murarie, fori, modifiche degli impianti). Proponiamo allora una mini-guida di orientamento.

Climatizzatori fissi

Tralasciamo gli apparecchi più economici, quelli on/off di vecchia concezione, per concentrarci sui climatizzatori multi-split in pompa di calore elettrica aria-aria, con tecnologia inverter. Sono quelli più efficienti, silenziosi e versatili.

Per prima cosa, bisogna calcolare la potenza necessaria per raffrescare adeguatamente l’appartamento, espressa in BTU (British Thermal Unit). Il punto di partenza allora è 340 BTU/h x mq. Ad esempio, per una stanza di 20 metri quadrati, servirà un apparecchio con una potenza di almeno 6.800 BTU/h.

Tuttavia, è sempre bene affidarsi a un installatore esperto. Un calcolo più preciso, infatti, dovrebbe includere altri fattori, come il grado di isolamento termico della stanza, il numero delle finestre, le caratteristiche degli infissi.

Un errore da evitare è sovradimensionare le singole unità interne, pensando di raffrescare contemporaneamente più ambienti: ogni stanza dovrebbe avere il suo climatizzatore, per ottenere il massimo beneficio senza far impennare le bollette. Sul corretto utilizzo del climatizzatore, segnaliamo i consigli pratici pubblicati da ENEA, oltre alla nostra guida 2017 sugli incentivi disponibili.

Conviene sempre acquistare modelli in classe A+ o superiore. Quando si esamina l’etichetta energetica, bisogna prestare molta attenzione al rapporto di efficienza energetica stagionale (SEER).

Un valore elevato è indice di massima efficienza: significa che la potenza frigorifera espressa dalla macchina richiede un minore assorbimento di elettricità, rispetto a una macchina con un valore SEER inferiore. Altre due “voci” importanti sono il consumo stagionale di energia, espresso in kWh/anno e i livelli di potenza sonora in decibel delle unità esterne e interne.

Climatizzatori portatili

Mediamente più rumorosi e meno efficienti dei parenti fissi, i climatizzatori portatili sono sicuramente pratici, più economici, facili da installare senza alcuna opera muraria/impiantistica, a differenza di quelli fissi che prevedono l'installazione di uno o più motori esterni.

Sulla reale trasportabilità di questi apparecchi c’è da fare un appunto: è vero che si possono sistemare in qualunque angolo della casa, ma è altrettanto vero che si portano dietro il loro tubo flessibile con diametro di una dozzina di centimetri, indispensabile per eliminare l’aria calda in uscita.

Il tubo, quindi, va innestato in qualche modo in una finestra, con un buco nel vetro o semplicemente appoggiandolo sul davanzale e tenendo la finestra socchiusa (in questo caso, però, si fa entrare aria più calda nell’ambiente). In commercio esistono anche delle guarnizioni da montare tra infisso e telaio, in cui inserire il flessibile, ma non sono granché belle a vedere. C’è da dire, insomma, che alcuni vantaggi dei portatili, tra cui compattezza e funzionalità, vengono un po’ sminuiti dall’antiestetica presenza del tubo.

Fissi, ma senza unità esterna

In alcune circostanze, il problema diventa l’unità esterna: appartamenti senza balconi, edifici storici vincolati, regolamenti condominiali che vietano/limitano l’installazione di queste unità sulle facciate dei palazzi.

Allora si può valutare il climatizzatore fisso monoblocco con tubi a muro: di regola, bisogna praticare due fori del diametro di 16 centimetri (uno di ripresa e uno di mandata) in un una parete perimetrale. Oppure si può scegliere una macchina “tutto in uno”, quindi senza unità esterna, che utilizza l’acqua per raffreddare il condensatore.

Il consumo idrico può arrivare a circa un metro cubo giornaliero nelle giornate estive più calde. Ovviamente, un climatizzatore di questo tipo va collegato con due tubi dell’acqua, in entrata e in uscita.

Ventilatori

Di ventilatori esistono tantissimi tipi. A soffitto, a piantana, da appoggio, a torre, senza pale, con nebulizzatore d’acqua integrato.

Rinfrescare l’abitazione, in questo caso, non significa raffreddare l’aria a una determinata temperatura, bensì favorire l’evaporazione dell’umidità dalla nostra pelle. La corrente d’aria generata dal ventilatore serve proprio a dare una sensazione di frescura e benessere.

I principali vantaggi di questi apparecchi sono due: la praticità, innanzitutto, perché basta collegarli a una qualunque presa elettrica e l’economicità, perché costano molto meno dei climatizzatori (si parte da poche decine di euro) e consumano pochissima energia.

I modelli più di design, inoltre, possono essere utilizzati anche come elementi di arredo. I parametri più importanti da valutare sono: grandezza e diametro delle pale, portata massima espressa in metri cubi/ora, rumorosità, possibilità di orientare il flusso d’aria e regolare a diverse velocità la rotazione delle pale.

Raffrescamento evaporativo

Non poteva mancare un accenno al raffrescamento evaporativo, che a differenza dei climatizzatori usa un principio di raffreddamento naturale che non richiede l'uso di gas refrigeranti o di costosi compressori. Ecco in sintesi come funziona: un ventilatore aspira l’aria dall’ambiente, convogliandola contro un pannello di cellulosa, costantemente bagnato grazie a un impianto che attinge l’acqua da una vaschetta o nei sistemi di taglia maggiore da allacci all'impianto idrico.

L’aria, quindi, attraversando il pannello evaporativo, si raffredda cedendo calore all’acqua e facendola così evaporare.

I raffrescatori evaporativi, a differenza dei climatizzatori portatili, non necessitano di un tubo per espellere all'esterno l'aria calda e, inoltre, consentono di tenere porte e finestre aperte. Hanno inoltre costi d’installazione e gestione notevolmente inferiori a quelli di un comune impianto di climatizzazione: ad esempio consumano approssimativamente 1/4 dell'elettricità di un tradizionale condizionatore.

Per l’impiego domestico ci sono molti raffrescatori evaporativi mobili, di dimensioni contenute e facili da trasportare.

I raffrescatori evaporativi hanno però un grosso limite che li rende poco adatti all'uso in casa in ambienti chiusi. Il meccanismo con cui funzionano, far passare l'aria in un filtro bagnato, infatti crea umidità nell'ambiente, con tutti gli svantaggi del caso, in primis un calore percepito maggiore a parità di temperatura. 

Raggiunto un certo quantitativo locale di umidità inoltre il processo fisico alla base del funzionamento è sempre più difficile e meno efficiente, diminuendo le prestazioni della macchina, che però continua a far aumentare l'umidità dell'ambiente.

Per questo il raffrescamento evaporativo è indicato soprattutto per esterni o per ambienti in cui c'è un ricambio continuo di aria: è popolare ad esempio nei grandi capannoni industriali, che spesso devono tenere i portoni aperti e che dispongono anche di impianti di aspirazione.

Solar cooling

Infine, parliamo di solar cooling. Questa tecnologia è ancora poco diffusa in Italia, soprattutto in campo domestico, perché gli impianti in commercio (da circa 20 kW di potenza frigorifera in su) sono più adatti ai grandi ambienti industriali e commerciali e ai sistemi centralizzati.

Per solar cooling si intende l’abbinamento del solare termico con una macchina frigorifera ad assorbimento, che sfrutta l’energia termica immagazzinata nel fluido grazie ai collettori solari termici. L’output finale è acqua refrigerata utilizzabile per il raffrescamento estivo degli edifici.

La roadmap sul solare per riscaldamento e raffrescamento recentemente pubblicata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) prevede, e spera, che il solar cooling sia capace di coprire il 17% della domanda mondiale di freddo nel 2050.

Nonostante questo ambizioso traguardo, però, la realtà appare al momento diversa: negli ultimi 10 anni, infatti, la penetrazione nel mercato di questa tecnologia è stata molto contenuta e spesso limitata, soprattutto per i costi ancora alti anche se, come i climatizzatori fissi, gli impianti di solar cooling in certe situazioni possono usufruire di incentivi quali detrazioni fiscali per ristrutturazioni o efficienza energetica o del nuovo Conto Termico.

(Articolo pubblicato orginariamente il 6 luglio 2016, aggiornato e riproposto oggi, 28 giugno 2017)

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Controlli GSE e sanzioni non proporzionate: un’interrogazione parlamentare

Mercoledì, 28 Giugno 2017
Redazione QualEnergia.it
Rivolgendosi ai ministri dello Sviluppo Economico e dell'Economia e delle Finanze, una pattuglia di senatori capeggiata da Massimo Girotto denuncia come la non proporzionalità delle sanzioni agli impianti a rinnovabili incentivati sia spesso controproducente per la collettività e chiede un intervento urgente.

Intervenire con urgenza attraverso disposizioni che modifichino il regime sanzionatorio relativo alle verifiche sugli impianti a fonte rinnovabile, secondo principi di ragionevolezza e proporzionalità.

Questo l’appello lanciato oggi in un’interrogazione parlamentare ai ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e delle Finanze da una pattuglia di senatori capeggiata da Massimo Girotto (M5S).

L’interrogazione parte dall’articolo di QualEnergia.it Fotovoltaico e controlli GSE, se una carta ‘sbagliata’ manda in bancarotta un Comune in cui raccontavamo la vicenda del Comune di Avolasca in provincia di Alessandria.

La piccola municipalità piemontese, come avevamo riportato, a seguito di un controllo GSE rischia il commissariamento per un piccolo errore formale fatto in buona fede, dovendo deve restituire 1,2 milioni di euro al GSE: un caso simbolo di come, nell’ambito dei controlli sugli incentivi, sanzioni non proporzionate siano controproducenti per l’interesse pubblico.

“I Comuni e i privati potenzialmente coinvolti in situazioni analoghe potrebbero essere decine di migliaia”, denunciano i firmatari dell’interrogazione parlamentare, riportando i dati dei controlli GSE del 2016, nei quali si sono rilevate irregolarità per il 35 per cento dei casi e che sono stati oltre 4.000 , per quasi 3 GW di potenza.

Il decreto ministeriale 31 gennaio 2014 – si sottolinea – non attribuisce al GSE una discrezionalità nello stabilire la sanzione rispetto alle diverse tipologie di non conformità del progetto realizzato o di irregolarità presenti, ma impone la decadenza degli incentivi per tutte le “violazioni rilevanti” che sono un numero assai significativo e che ricomprendono anche minori irregolarità di carattere autorizzativo o relativo agli adempimenti burocratici per l’entrata in esercizio (mancate volture, omissione di comunicazioni e altre situazioni di carattere meramente formale).

“Sia una mera svista per distrazione della compilazione di un documento che la truffa architettata per rubare i soldi degli incentivi – si sottolinea nell’interrogazione – vengono sanzionate ugualmente con la sospensione della tariffa e l’obbligo di restituire quanto ricevuto.”

Il provvedimento di decadenza del GSE con la restituzione dell’incentivo, “mina, nel caso dei Comuni interessati, gli equilibri di bilancio con il rischio di un dissesto finanziario degli enti locali interessati e il coinvolgimento economico di numerose aziende che sono intervenute nella realizzazione dell’impianto”, prosegue l’interrogazione aggiungendo che “gli aspetti illustrati riguardano tutti soggetti responsabili degli impianti fotovoltaici incentivati.

La decadenza dalla percezione delle tariffe incentivanti, si denuncia, “lungi dall’essere un beneficio, costituisce in questi casi un danno per la collettività, in quanto si condannano all’insolvenza soggetti sostanzialmente incolpevoli e si privano gli impianti delle risorse per mantenere la loro operatività andando a minare il raggiungimento di obiettivi di produzione da fonte rinnovabili che sono stati dati già per raggiunti”.

La situazione, proseguono gli interroganti “mina l’operatività e la possibilità di garantire i servizi a molti Comuni o amministrazioni che hanno già subito o stanno per subire verifiche sugli impianti. Si impedisce inoltre alle aziende del settore energetico di fare investimenti perché devono trattenere somme a riserva dei rimborsi per errori burocratici e si rischia l’abbandono di una parte sostanziale degli impianti più recenti ed innovativi costruiti in Italia.”

Per questo, si chiede se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e, come anticipato “se non ritengano, nell’ambito delle proprie competenze, opportuno intervenire con urgenza attraverso disposizioni che modifichino il regime sanzionatorio relativo alle verifiche sugli impianti a fonte rinnovabile, secondo principi di ragionevolezza e proporzionalità.”

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Nella Legge europea 2017 nuove aste neutre per le rinnovabili

Mercoledì, 28 Giugno 2017
Redazione QualEnergia.it
La proposta è in un emendamento, ritenuto ammissibile, al testo del disegno di legge in esame alla Camera. Si abbasserebbe da 5 MW a 1 MW la soglia oltre la quale si va a gara: le stesse aste potrebbero vedere competere diverse tecnologie. Una modifica che rispecchia quanto proposto dalla SEN.
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Dopo la norma sulla riforma degli energivori, della quale abbiamo parlato ieri, nella Legge europea 2017, in discussione alla Camera, spunta un’altra modifica che attua un altro punto citato anche nella SEN in consultazione: quello delle aste tecnologicamente neutre per le rinnovabili.

La novità è in un emendamento, ritenuto ...

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Bandi, appalti e gare del giorno: 28 giugno 2017

Mercoledì, 28 Giugno 2017
Ogni giorno, per gli abbonati di QualEnergia.it PRO, progetti europei, finanziamenti locali, regionali e nazionali, bandi per gare d'appalto in tutta Italia per la fornitura di beni e servizi su energia, edilizia ed efficienza energetica, mobilità sostenibile. I bandi del giorno e l'archivio di quelli in scadenza.

Per gli abbonati a QualEnergia.it PRO ogni giorno bandi per progetti europei, per programmi di finanziamento locali, regionali e nazionali, gare d'appalto in tutta Italia per la fornitura di beni e servizi su energia, edilizia ed efficienza energetica, mobilità sostenibile e altro ancora.

I bandi pubblicati oggi e il nostro archivio con quelli in scadenza ...

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Quanta efficienza perde il fotovoltaico con polvere e smog

Mercoledì, 28 Giugno 2017
Redazione QualEnergia.it
L’accumulo di sporcizia sulla superficie dei moduli solari, insieme alla presenza di particelle inquinanti nell’aria, riduce la produzione energetica degli impianti fotovoltaici, soprattutto nelle zone più aride di Cina, India e penisola arabica. I risultati di uno studio che ha stimato l’effetto soiling su scala globale.
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Polvere e inquinamento atmosferico possono avere effetti disastrosi sulla “salute” dei moduli fotovoltaici, tanto da compromettere in modo rilevante le loro prestazioni.

Un recente studio, Large reductions in solar energy production due to dust and particulate air pollution (allegato in basso), ha calcolato che i pannelli solari FV producono fino al 25% in meno di energia in certe condizioni ambientali sfavorevoli, caratterizzate dall’accumulo di sporcizia sulle superfici dei moduli e dalla presenza di particolato sospeso nell’atmosfera (vedi anche l’articolo di QualEnergia.it sull’effetto soiling).

Secondo il principale autore del documento, Michael Bergin della Duke University, le aree del mondo più colpite da questo problema sono le stesse che vedono il maggior numero di progetti e investimenti nel fotovoltaico: Cina, India e penisola araba.

Dopo aver analizzato a più riprese la composizione degli strati di polvere depositati sui pannelli sul tetto dell’Indian Institute of Technology-Gandhinagar, Bergin con i suoi colleghi indiani e americani ha sviluppato un modello per stimare le perdite di efficienza delle celle solari.

In particolare, Bergin ha osservato che la produzione energetica dei moduli s’impennava (+50%) dopo ogni pulizia delle superfici, per poi calare costantemente nelle settimane successive, proprio a causa del soiling che riduceva la capacità delle celle di “catturare” la luce.

Senza addentrarci nei complessi calcoli eseguiti dal team di ricercatori, il punto è che l’effetto-schermatura dei pannelli è provocato da due elementi: la polvere “naturale” e le particelle inquinanti originate dalle attività umane, soprattutto la combustione delle fonti fossili e delle biomasse.

Grazie anche all’utilizzo del Global Climate Model della NASA, i professori che hanno redatto lo studio sono riusciti a calcolare quanto influisca il mix di polvere e smog sulla generazione elettrica dei pannelli fotovoltaici in tutto il mondo. A quanto ammonta la luce solare bloccata dalla sporcizia e dalle particelle inquinanti sospese nell’aria?

Arabia, India settentrionale e Cina orientale sono le regioni dove l’oscuramento dei moduli è più evidente. Assumendo una pulizia mensile delle superfici, in queste zone aride i pannelli FV arrivano a perdere il 17-25% di produzione energetica, anche di più (25-35%) se la pulizia diventa bimestrale.

Ci sono anche delle variabili che possono condizionare la resa effettiva degli impianti fotovoltaici a livello locale, ad esempio la presenza di un cantiere edile può comportare un incremento di sabbia e sporco nell’ambiente circostante.

Secondo Bergin, la Cina da sola sta sprecando decine di miliardi di dollari ogni anno, per le mancate produzioni di energia rinnovabile dei parchi solari affetti dall’accumulo di polvere, sia quella “naturale” sia quella fine di origine antropogenica.

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Riqualificazione strutture ricettive, bando da quasi 2 milioni nelle Marche

Mercoledì, 28 Giugno 2017
Redazione QualEnergia.it
Il bando uscirà a luglio e durerà 90 giorni. Tra gli interventi incentivati impianti e lavori edilizi che migliorino la sostenibilità ambientale. Vediamo tipologie di aziende ammesse, entità dei contributi e acquisti e opere finanziabili.

La Regione Marche stanzia un milione 953 mila euro di Fondi POR Fesr 2014-2020 per la ristrutturazione e riqualificazione delle strutture ricettive.

Il bando – annuncia un nota della Regione –  uscirà a luglio e durerà 90 giorni.

Il bando, si spiega, punta a riqualificare gli spazi e di promuovere l’innovazione delle dotazioni tecnologiche o gli ampliamenti di alberghi e strutture extralberghiere.

Lo stanziamento per ora limitato a circa 2 milioni di euro sulla base  ...

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Incentivi ex-Certificati Verdi: consultazione GSE su nuove modalità di erogazione

Mercoledì, 28 Giugno 2017
Redazione QualEnergia.it
Il GSE sta valutando nuove modalità di erogazione degli incentivi volte ad accelerare le tempistiche di pagamento della tariffa incentivante sostitutiva dei Certificati Verdi. Termine invio osservazioni: 10 luglio 2017. La nota del Gestore.

Come noto, l’articolo 19 del D.M. 6 luglio 2012 stabilisce le modalità con le quali il diritto a fruire dei Certificati Verdi, per gli ...

 

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Rimozione amianto: online gli ammessi al bando Inail Isi

Mercoledì, 28 Giugno 2017
Redazione QualEnergia.it
La documentazione va perfezionata entro 30 giorni. Nel “click day” dello scorso 19 giugno sono state più di 20mila le richieste presentate per accedere ai 290 milioni di incentivi stanziati nel 2016 dall’Inail con i due avvisi pubblici, su salute sul lavoro e agricoltura.

Sul portale Inail (e ai link qui sotto)  sono disponibili gli elenchi cronologici regionali e provinciali comprensivi delle oltre 20mila domande inoltrate in occasione del “click day” dello scorso 19 giugno, con l’indicazione di quelle collocate in posizione utile per l’accesso agli incentivi stanziati nel 2016 dall’Inail con i bandi Isi e Isi Agricoltura, pari complessivamente a circa 290 milioni di euro.

Nel dettaglio, con il bando Isi ...

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