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La coerente evoluzione del mercato fotovoltaico francese

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Mercoledì, 18 Gennaio 2017
Redazione QualEnergia.it
Nel paese transalpino si sono quasi raggiunti i 7 GW di potenza FV totale. Il mercato dimostra segni di dinamicità e stabilità grazie ad una revisione dei meccanismi incentivanti che contempera feed in tariff e aste. Queste hanno registrato offerte per i vincitori tra 82 e 129 €/MWh. Al 2030 forse si andrà oltre i 40 GW totali.
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Il fotovoltaico in Francia ha ormai da alcuni anni intrapreso un’interessante percorso di crescita e può considerarsi uno dei mercati europei più dinamici e stabili.

Nel paese transalpino la ...

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Come sostituire in tempi certi la produzione nucleare. Il caso dello Stato di New York

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Martedì, 17 Gennaio 2017
Redazione QualEnergia.it
Sostituire il nucleare con l’eolico è l'obiettivo del governatore dello Stato di New York per coprire la generazione di una centrale atomica che chiuderà in anticipo nel 2021. Si pensa all'eolico offshore oltre che ad altri interventi sul mix energetico statale. Ma sulla tempistica restano molte incertezze.
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Sostituire il nucleare con l’eolico. È quanto sta pensando di fare il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, che ha appena annunciato la chiusura entro il 2021 della centrale nucleare di Indiana Point da 2000 MW di potenza, con un anticipo di 7 anni rispetto al previsto.

Al contempo ha annunciato un grande piano per realizzare impianti eolici offshore entro il 2030 con una potenza complessiva di 2,4 GW.

L’impianto che aprirà questo sviluppo sarebbe uno da 90 MW a largo delle coste di Long Island. Un’altra gara per questa tecnologia intanto è stata vinta dalla norvegese Statoil per un ulteriore impianto da 800 MW.

Dietro questa prima sostituzione di fonti c’è l’obiettivo di soddisfare il target indicato dal Clean Energy Standard di New York: soddisfare il 50% del fabbisogno elettrico dello Stato con le rinnovabili entro il 2030.

Come si può vedere dalle date sopra indicate le tempistiche non sono particolarmente sincronizzate. Infatti le macchine eoliche a largo della costa dello Stato non saranno operative in tempo per rimpiazzare, almeno parzialmente, la generazione nucleare, che tuttavia ha al momento diverse criticità in termini di sicurezza e anche di natura economica.

Resta il fatto che lo Stato di New York non intende abbandonare tout court l’atomo, così come ha progettato la California (entro il 2025).

Il governatore ha messo infatti sul tavolo diversi centinaia milioni di dollari per far restare aperte 4 centrali a nord dello Stato. Questa decisione ha però portato ad una causa legale promossa da alcune compagnie energetiche e dai sindacati per il rischio di trovarsi con bollette più care per i cittadini.

Cosa potrà fare in pratica lo Stato di New York per coprire nei prossimi 5 anni una offerta elettrica low carbon come quella al momento generata dalla centrale atomica? E al tempo stesso non alzare la bolletta dei consumatori?

Lo Stato sta ad esempio lavorando fin dal 2012 ad un piano per rimpiazzare l’energia che serve a circa un quarto del fabbisogno dell’area metropolitana di New York con un mix di interventi che vanno ad incidere dal lato della domanda e con la diffusione nel sud dello Stato di impianti di generazione distribuita. A nord, invece, con un piano di sviluppo di eolico ed idroelettrico e con un incremento di potenza nelle infrastrutture della rete di trasmissione.

Ad esempio un progetto per la trasmissione, da 2,2 mld di dollari di investimento, è quello del Champlain Hudson Power Express che entro il 2021 dovrebbe trasportare 1000 MW di elettricità dagli impianti idroelettrici del Quebec attraverso un cavo sotterraneo ad alto voltaggio a corrente continua (HVDC). Un progetto che potrebbe, da solo, andare a coprire quasi la metà della produzione del reattore Indiana Point.

Già un’altra linea di trasmissione aveva contribuito ad integrare lo scorso anno l’energia prodotta da impianti eolici su terraferma nello Stato, che ha al momento circa 2000 MW di potenza da fonte eolica già operativa e con ulteriori possibili sviluppi nei prossimi 5 anni.

Nell’ambito della NY-Sun initiative poi si prevede di installare oltre 3mila megawatt di solare FV entro il 2023. Tuttavia nonostante diversi fondi stanziati (circa 150 milioni di $) per impianti a fonti rinnovabili di grande scala, molti progetti tardano ancora ad essere connessi in rete.

Nella città di New York inoltre c’è l’obiettivo di realizzare 100 MW di capacità di storage entro la fine di questo decennio, ma va detto che il settore degli accumuli di rete è ancora scarsamente sviluppato dale utility all’interno dello Stato.

Il percorso per raggiungere quell’obiettivo del 50% di elettricità al 2030 per lo Stato di New York è dunque molto complesso, tuttavia in uno studio di Jacobson e Delucchi del 2013 si mostrava come poter soddisfare con le sole fonti rinnovabili l'intero fabbisogno energetico dello Stato entro la stessa data.

La ricetta proposta partiva da una forte azione sull'efficienza energetica, al fine di ridurre i consumi del 37%, e prevedeva un mix fatto al 40% di eolico, 38% di solare, tra termodinamico e fotovoltaico di diverse taglie, e il resto da geotermia, idroelettrico ed energia da onde e maree.

Più in particolare, secondo lo scenario ipotizzato, si dovrebbero installare:

  • 12.770 turbine eoliche in mare da 5 MW e 4mila a terra
  • 387 impianti di solare a concentrazione da 100 MW ciascuno
  • 5 milioni di impianti fotovoltaici su tetto da 5 kW
  • 500mila impianti fotovoltaici da 100 kW su edifici pubblici e commerciali
  • 36 centrali geotermiche da 100 MW l'una
  • 1.910 impianti da 0,75 MW per l'energia dal moto ondoso
  • 2.600 da 1 MW per l'energia dalle maree
  • oltre a 71 impianti idroelettrici da 300 MW (la maggior parte dei quali già esistenti).

Per vedere l’impatto sull’occupazione di territorio di queste installazioni all’interno dello Stato ci è d'aiuto il grafico sotto.

Insomma, una prospettiva molto “spinta”, ma che dopo quasi quattro anni potrebbe essere rivista alla luce anche delle novità tecnologiche ora in campo per l’efficienza energetica e lo storage.

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Mercato elettrico, PUN mai così basso come nel 2016

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Martedì, 17 Gennaio 2017
Redazione QualEnergia.it
Con un calo del 18,2% rispetto all’anno precedente, il PUN si porta a 42,78 euro/MWh. Il ribasso sarebbe stato ancora più marcato senza le forti spinte rialziste innescate dal fermo di alcuni gruppi nucleari francesi. In forte ripresa le vendite dagli impianti a gas, cresciute del 18%. Le nuove statistiche del GME.

Nel 2016, la Borsa elettrica registra il prezzo di acquisto dell’energia (PUN) più basso della sua storia iniziata nell’aprile del 2004.

Con un calo del ...

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Smart city, le ragioni del successo o del fallimento in un documento UE

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Martedì, 17 Gennaio 2017
Redazione QualEnergia.it
La Commissione europea ha pubblicato un rapporto in cui esamina 300 esempi di soluzioni “intelligenti” nelle città di tutto il mondo. Mancanza di standard tecnologici e scarso coinvolgimento delle persone sono tra i motivi che spesso decretano lo stop dei progetti. Esempi e raccomandazioni.
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Che il ruolo delle città sia fondamentale, per dare uno sprint o una battuta d’arresto alla transizione energetica, è stato detto da diversi studi. Si veda ad esempio questo articolo di QualEnergia.it con un approfondimento della IEA (International Energy Agency).

I grandi centri urbani sono responsabili di una larghissima fetta delle emissioni globali di CO2 legate all’energia, a causa soprattutto dei consumi di combustibili fossili per i trasporti e il riscaldamento degli edifici. Tuttavia, non sempre la ricetta di progettare-costruire delle “città intelligenti” (smart city) si rivela vincente.

Un recente rapporto della Commissione europea, Analysing the potential for wide scale roll out of integrated Smart Cities and Communities solutions (allegato in basso), scritto da diverse organizzazioni tra cui PricewaterhouseCoopers e Danish Technological Institute, ha esaminato 300 esempi di soluzioni smart in città e comunità di tutto il mondo, soffermandosi sulle buone pratiche e identificando dieci casi in cui le strategie innovative non hanno funzionato.

Che cosa intendiamo di preciso per soluzioni smart? In sintesi, queste comprendono una o più tecnologie che possono integrare servizi energetici, reti digitali e mobilità sostenibile, con l’obiettivo di ridurre i consumi di fonti fossili, tagliare le emissioni inquinanti e migliorare la qualità della vita delle persone.

L’illuminazione stradale intelligente è un classico esempio, con luci led, telecamere di sorveglianza incorporate, sensori per la regolazione automatica dell’intensità luminosa e così via.

Nella sua mappa dei fallimenti, la Commissione europea ha spiegato quali sono gli elementi che accomunano le esperienze negative:

  • Esclusione della dimensione sociale-culturale. In altre parole, significa che per progettare una valida soluzione bisogna sempre partire dalle esigenze reali dei cittadini.
  • Incapacità di tradurre una visione quasi-utopica di lungo termine in un piano d’azione concreto.
  • Inefficace integrazione tra tecnologie esistenti-innovative, dovuta alla mancanza di pianificazione e alla scarsa comprensione delle abitudini delle persone.
  • Sottovalutare le interrelazioni tra gli utenti, cioè il loro modo di utilizzare e condividere una data tecnologia in ambito urbano.

Proprio questi aspetti, si legge nel documento europeo, hanno decretato l’insuccesso del progetto "Better Place" a Copenaghen. Facciamo un passo indietro: Better Place era l’azienda californiana-israeliana fondata nel 2007 da Shai Agassi - poi andata in bancarotta nel 2013 - per sviluppare un nuovo modello di business della mobilità elettrica privata.

L’idea, in sintesi, era creare una rete di stazioni di servizio per la sostituzione rapida delle batterie, eliminando così l’attesa del rifornimento plug-in alle colonnine. In pochi minuti, infatti, l’automobilista avrebbe avuto un dispositivo carico al 100% sul suo veicolo elettrico.

La Danimarca, soprattutto l’area metropolitana di Copenaghen, secondo i piani aziendali era il terreno ideale da cui partire con la sperimentazione, ma dopo aver investito diverse centinaia di milioni di dollari Better Place riuscì a mettere in strada solamente poche centinaia di Renault Fluence Z.E. nell’ambito del suo progetto danese.

L’iniziativa Better Place, evidenzia il rapporto di Bruxelles, è fallita anche perché la soluzione del battery swap non è stata capace d’integrarsi con le infrastrutture esistenti e, di conseguenza, non ha conquistato l’interesse e la fiducia degli automobilisti.

Ecco allora alcune delle raccomandazioni incluse nel rapporto della Commissione per aumentare le probabilità di successo delle soluzioni smart per le città:

  • Promuovere la collaborazione tra istituzioni pubbliche, investitori e cittadini, anche attraverso delle simulazioni dei progetti per approfondire le reazioni-esperienze d’uso (user experience).
  • Realizzare una piattaforma informatica cittadina aperta e flessibile (interoperabile).
  • Centralizzare il ruolo dell’Europa nella scelta e nel finanziamento dei progetti, con maggiore attenzione alla possibilità che questi possano generare o no dei profitti.
  • Potenziare il supporto alle iniziative sotto forma di assistenza tecnica-progettuale.
  • Favorire lo scambio delle informazioni sulle buone pratiche per replicare standard e modelli di successo in città diverse da quelle di partenza.
  • Coinvolgere i cittadini, ad esempio testando una soluzione su un piccolo gruppo di persone, per verificarne l’accettazione e il gradimento prima di estenderla su una scala più vasta.

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Micro e piccole imprese, prezzi elettrici in calo nel primo trimestre 2017

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Martedì, 17 Gennaio 2017
Redazione QualEnergia.it
Cala la spesa energetica delle imprese più piccole, grazie soprattutto ad una riduzione della spesa per gli oneri di sistema e dei costi di dispacciamento. La nuova edizione dell’indice di Confartigianato del costo dell’energia elettrica sul mercato di maggior tutela di una micro-piccola impresa.
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Nel primo trimestre del 2017 le imprese più piccole pagano l'elettricità il 2,5% in meno rispetto al trimestre precedente e il 5,4% in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Questo il dato principale della nuova edizione ...

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Qualità dell'aria, in Sardegna incentivi per sostituire le vecchie stufe

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Martedì, 17 Gennaio 2017
La misura rientra in un più ampio piano volto a migliorare la qualità dell'aria, approvato all'inizio del 2017 dalla Giunta Regionale. Sono previste inoltre campagne di sensibilizzazione e informazione, programmi di educazione nelle scuole per approfondire con maggiore dettaglio il tema.

La Sardegna ha un nuovo "Piano per la qualità dell'aria e dell'ambiente" approvato all'inizio del 2017 su proposta dell'assessora dell'Ambiente, Donatella Spano. L'ultimo Piano analogo risaliva al 2005.

L'obiettivo è l’adozione di misure aggiuntive per preservare la migliore qualità dell’aria in tutto il territorio regionale con alcune misure, quali:

  • l’incentivazione alla sostituzione dei caminetti e delle stufe tradizionali con sistemi ad alta efficienza nel settore del riscaldamento domestico;
  • la limitazione dell’impiego di olio combustibile, di gasolio e di legna nelle caldaie e negli impianti a bassa efficienza impiegati per il riscaldamento nel terziario;
  • disposizioni per l’abbattimento delle polveri da cave e da impianti di produzione di calcestruzzi e di laterizi;
  • interventi in ambito portuale (porti di Cagliari ed Olbia), finalizzati all’abbattimento delle emissioni provenienti dallo stazionamento delle navi nel porto e dalle attività portuali, quali uno studio di fattibilità sull’elettrificazione delle banchine, il monitoraggio dei combustibili utilizzati dalle imbarcazioni in ingresso al porto e lo studio sulla possibilità di sostituirli con altri meno inquinanti, la razionalizzazione dei sistemi di imbarco e della logistica del traffico merci all’interno dell’area portuale ecc.;
  • la razionalizzazione del trasporto urbano.

Sono previste, inoltre, campagne di sensibilizzazione e informazione, programmi di educazione nelle scuole per approfondire con maggiore dettaglio le tematiche relative all’importanza della tutela della qualità dell’aria, i possibili effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico e l’importanza delle scelte e dei comportamenti personali nel contribuire alla tutela dell’ambiente.

Le misure sono state scelte sulla base dei dati del monitoraggio annuale, elaborati e pubblicati nella relazione annuale di qualità dell’aria (anno 2015), che, a parere della Giunta Regionale, hanno confermano la necessità di attenzione su alcuni parametri, in particolare in alcune zone e agglomerati.

I risultati delle analisi - scrive la Regione in una nota stampa - mostrano ad esempio che nell’agglomerato di Cagliari un contributo significativo ai livelli emissivi è dato dal riscaldamento domestico; infatti caminetti, stufe tradizionali e piccole caldaie sono le principali responsabili delle emissioni di particolato PM10 (complessivamente il 56 %), Pm2,5 (64%) e benzoapirene (83%). Il particolato atmosferico proviene, anche se in misura minore, dall’attività portuale, dalla produzione di laterizi e calcestruzzo e da attività estrattive.

Per quanto attiene al particolato atmosferico - prosegue la Regione - su tutto il territorio regionale si conferma che il maggior contributo è legato alle emissioni dei caminetti e stufe tradizionali, agli incendi provocati dall’uomo e, a seguire, dalle attività produttive energetiche ed industriali.

Per quanto riguarda gli ossidi di azoto l’analisi effettuata su tutto il territorio regionale mostra che le maggiori criticità, che si registrano nell’agglomerato di Cagliari e nella zona industriale, sono da attribuire al contributo emissivo dell’attività portuale, del trasporto su strade extraurbane ed urbane, delle attività industriali e delle Centrali termoelettriche.

Infine, per quanto attiene al parametro ozono, le sorgenti che maggiormente contribuiscono ad aumentarne i livelli sono rappresentate da composti organici volatili non metanici, la cui principale sorgente è rappresentata dalla vegetazione, oltre che dalle attività antropiche e dalle industrie. Pertanto se si escludono alcuni impianti industriali, si osserva che le sorgenti sono uniformemente distribuite su tutto il territorio regionale.

 

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Proroga termovalvole nei condomini, “no” della Lombardia

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Martedì, 17 Gennaio 2017
Nel territorio lombardo non ha effetto lo spostamento del termine per installare sistemi di contabilizzazione-termoregolazione del calore nei condomini. La Regione specifica che tale rinvio può essere disposto solo con legge regionale. CNA: "si rischia procedura di infrazione da parte dell’Ue ".

In Lombardia non ha effetto lo spostamento del termine per installare sistemi di contabilizzazione-termoregolazione del calore negli edifici condominiali con riscaldamento centralizzato dal 31 dicembre 2016 al 30 giugno 2017, stabilito dal Milleproroghe 2017 (si veda anche QualEnergia.it Ok al Milleproroghe: obbligo contabilizzazione calore rinviato di sei mesi).

Lo ha fatto sapere ...

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A febbraio webinar di QualEnergia.it sulla Tremonti Ambientale

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Lunedì, 16 Gennaio 2017
Redazione QualEnergia.it
Per le aziende che hanno usufruito o che possono ancora usufruire della Tremonti Ambientale, QualEnergia.it organizza, in collaborazione con lo Studio legale Magnani di Milano, due webinar che si terranno a febbraio. Come iscriversi. Gratuito per gli abbonati a QualEnergia.it PRO.

Per le Aziende che hanno usufruito o che possono ancora usufruire della Tremonti Ambientale, QualEnergia.it organizza, in collaborazione con lo Studio legale Magnani di Milano, il webinar "Tremonti Ambientale: agevolazioni fiscali per investimenti in impianti a fonti rinnovabili".

L'obiettivo è fornire approfondimenti e spunti di riflessione in merito ad alcune fondamentali questioni interpretative e applicative della cosiddetta Tremonti Ambientale, destinati, in particolare, alle aziende che hanno già utilizzato l’agevolazione e hanno in corso controlli o contenziosi con l’Agenzia delle Entrate, ovvero alle aziende che, ad oggi, possono ancora legittimamente fruire del beneficio per gli investimenti realizzati in vigenza di legge.

Il webinar è suddiviso in 2 moduli che verranno trasmessi in streaming l'8 e il 13 febbraio (orario: 15-16,30). Il webinar integrale sarà successivamente disponibile anche in versione registrata.

La partecipazione è a pagamento. Per gli abbonati a QualEnergia.it PRO è gratuita. Lo streaming è possibile fino a 100 utenti.

 

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Sbilanciamenti, nuova sentenza Tar: illegittima la reintroduzione della 111/2006

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Lunedì, 16 Gennaio 2017
Redazione QualEnergia.it
Il Tar Lombardia ha accolto un ricorso contro la delibera 522/2014: va annullata nella parte in cui si reintroduce la disciplina previgente alla 281/2012 senza tener conto dei danni inflitti agli operatori che hanno partecipato al mercato infragiornaliero. La sentenza in allegato e una sintesi.
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Nella turbolenta vicenda della normativa sugli oneri di sbilanciamento per gli impianti a rinnovabili arriva un’altra pronuncia della giustizia amministrativa.

Il Tar Lombardia (sentenza in allegato in basso) ha infatti accolto un ricorso contro la delibera 522/2014.

Se le bande ...

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Come ripensare l’energia con le rinnovabili e lo storage

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Lunedì, 16 Gennaio 2017
Redazione QualEnergia.it
Costi in continua diminuzione dell’eolico e del solare FV, aste sempre più competitive in tutto il mondo, innovazione tecnologica per l’accumulo elettrico: così le fonti pulite continuano a guadagnare terreno sui combustibili fossili secondo IRENA, accelerando la transizione energetica globale.
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Innovazione tecnologica e regole di mercato per ripensare l’energia: questo è il succo del rapporto pubblicato da IRENA (International Renewable Energy Agency), l’agenzia internazionale che promuove la transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili.

REthinking Energy 2017 (allegato in basso) è un compendio delle più recenti trasformazioni nel mix energetico mondiale.

Come abbiamo visto di recente con Bloomberg New Energy Finance (vedi QualEnergia.it), gli investimenti globali nelle tecnologie pulite sono calati nel 2016 in confronto ai dodici mesi precedenti, dopo il picco registrato nel 2015, a causa soprattutto del rallentamento in Cina e Giappone.

Il dato più interessante confermato da BNEF a inizio 2017 è però un altro: la crescente competitività delle rinnovabili rispetto alle risorse tradizionali, tanto che tra meno di dieci anni - sostiene Bloomberg - il fotovoltaico sarà più conveniente del carbone nella maggior parte del pianeta (Solare FV, in meno di 10 anni ovunque sarà più economico del carbone).

Il grafico sotto riassume bene l’andamento delle fonti fossili vs le tecnologie verdi. Il sorpasso delle seconde sulle prime, quanto a nuova potenza installata ogni anno, è avvenuto già nel 2012 e da allora il divario è continuamente aumentato.

Tuttavia, questo non significa che le rinnovabili abbiano la strada spianata. Prendiamo ad esempio il settore elettrico: come evidenzia il secondo grafico IRENA che proponiamo, infatti, nel 2015 la generazione green era il 23,5% del totale mondiale (5.660 TWh), di cui la fetta maggiore proveniva dagli impianti idroelettrici (17%). All’eolico e al solare spettavano le briciole in termini di produzione energetica.

Tra l’altro, se allarghiamo lo sguardo ai consumi energetici finali, includendo riscaldamento-raffrescamento e trasporti, il contributo totale delle rinnovabili è inferiore al 20%, a causa della persistente dipendenza dai carburanti fossili in quei settori.

Secondo l’agenzia internazionale, come sappiamo (vedi anche QualEnergia.it), è possibile portare tutte le fonti pulite al 36% del mix energetico entro il 2030, a patto ovviamente di soddisfare una serie di condizioni, tra cui un’accelerazione degli investimenti, a loro volta supportati da regole di mercato favorevoli.

Il grafico sotto mostra chiaramente quanto le risorse verdi siano diventate competitive nei valori medi LCOE (levelized cost of electricity) nel paragone con il costo “tutto compreso” dell’energia prodotta nell'intero ciclo di vita dalle fonti convenzionali.

Il merito è anche delle aste, svolte in un numero sempre più ampio di paesi per assegnare nuova potenza rinnovabile. Nel 2016 si sono osservati i prezzi più bassi di sempre per l’eolico e il solare un po’ in tutto il mondo, con punte particolarmente concorrenziali in Medio Oriente e Sudamerica. Il successivo grafico sintetizza l’evoluzione dei prezzi nelle aste per i grandi impianti solari FV (utility scale).

Quasi il 90% degli investimenti green complessivi del 2015 ha interessato l’eolico e il solare FV (vedi il prossimo grafico). D’altro canto, fa notare IRENA, i prezzi dei moduli FV e delle turbine eoliche sono diminuiti rispettivamente dell’80 e del 40% dal 2009 a oggi.

Che cosa possiamo aspettarci per il futuro? Sempre in tema di costi, l’agenzia ritiene che la media LCOE del fotovoltaico nel 2025 si sarà dimezzata rispetto al 2015, grazie a una costante riduzione di tutti i fattori di costo, passando così da 0,13 $/kWh a circa 0,06 $/kWh nel volgere di dieci anni, come mostra l’ultimo grafico che proponiamo.

Impossibile poi dimenticare il ruolo di “game changer” che molti analisti assegnano ai sistemi di accumulo energetico, soprattutto allo storage elettrochimico.

Il pompaggio idroelettrico, ricorda IRENA, è la tecnologia più diffusa, ma le batterie - in particolar modo quelle agli ioni di litio - sono la nuova frontiera su cui vari operatori stanno cominciando a scommettere, anche grazie allo stimolo offerto dall’elettrificazione dei trasporti e dalla generazione distribuita con FV più accumulo per incrementare l’autoconsumo energetico residenziale-commerciale.

Un recente studio di Lazard ha esaminato i valori medi LCOS (levelized cost of storage) illustrando le applicazioni più promettenti a livello di rete e “dietro il contatore”. Un dato è certo: nonostante i costi ancora elevati delle batterie, il loro contributo alla transizione energetica-integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema elettrico è destinato ad aumentare sensibilmente nei prossimi anni.

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