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Nuovo decreto rinnovabili “in lavorazione”, la visione sul mini-idroelettrico

Giovedì, 14 Dicembre 2017
Redazione QualEnergia.it
Il sottosegretario per la Semplificazione, Angelo Rughetti, è intervenuto alla Camera sul nuovo decreto, in particolare per quel che riguarda l’idroelettrico: i nuovi incentivi “favoriranno le tipologie impiantistiche più efficienti” e saranno “più contenut"i. Possibile una stretta parallela sulle linee guida per le autorizzazioni.
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Considerando da un lato “il target elevato del 55 per cento” di rinnovabili sui consumi elettrici posto dalla SEN, dall’altro “la necessità di contenere l’impatto sulle bollette elettriche”, i futuri incentivi “dovranno essere maggiormente orientati verso tipologie impiantistiche più efficienti, essere più contenuti e stimolare alla riduzione dei costi, in particolare per i piccoli impianti che oggi godono ancora di un livello di sostegno elevato. “

“Con il decreto oggi in lavorazione, che coprirà il periodo fino al 2020, sarà attuata questa revisione degli incentivi e rafforzati gli stimoli verso l’efficienza, anche per i piccoli impianti.”

Rompendo un lungo ...

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BayWa r.e. distribuisce in Italia le batterie BYD

Giovedì, 14 Dicembre 2017
News dalle Aziende
BayWa r.e. ha stretto una collaborazione strategica con BYD per la distribuzione in Italia delle batterie per lo storage fotovoltaico B-Box HV, con tecnologia litio-ferrofosfato.

BayWa r.e. ha stretto una collaborazione strategica con BYD per la distribuzione in Italia delle batterie per lo storage fotovoltaico B-Box HV

BYD, con una capacità produttiva di 16 GWh, è il maggior produttore mondiale di batterie al litio, nonché il principale produttore di veicoli elettrici a livello globale.

B-Box HV è una batteria con tecnologia litio-ferrofosfato dal design modulare e 10 anni di garanzia prodotto.

Di recente è stata ufficializzata la compatibilità delle batterie BYD B-Box HV con la soluzione per lo storage di SMA Sunny Boy Storage, che nel 2018 si arricchirà di nuove taglie di potenza.

“Siamo convinti che la combinazione tra le batterie ad alto voltaggio di BYD e Sunny Boy Storage di SMA sia la soluzione vincente per le esigenze del mercato italiano”, spiega Manuel Alcorta, Sales Manager EU di BYD. I sistemi di storage BYD sono disponibili per l’acquisto da BayWa r.e. a partire da Dicembre 2017

Per informazioni ulteriori si rimanda al sito BayWa r.e. Solar Systems: http://solar-distribution.baywa-re.it/it/ 

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Bolletta elettrica, quanto si risparmia oggi spostando i consumi su festivi e ore serali?

Giovedì, 14 Dicembre 2017
Redazione QualEnergia.it
Con la tariffa bioraria, in vigore da quasi sei anni, come noto, l'elettricità costa meno dopo le sette di sera fino al mattino e il sabato e domenica. Da quando è stata introdotta però, la differenza di prezzo tra le fasce orarie si è però ridotta: vediamo quanto si può risparmiare oggi.
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Sono passati ormai quasi sei anni da quando la bioraria è diventata la tariffa applicata di default a tutti clienti della maggior tutela dotati di un contatore smart.

Parallelamente, sul mercato libero, sono arrivate molte offerte basate sullo stesso principio, cioè quello di far pagare meno l'elettricità nelle fasce F2 ed F3, cioè nei festivi e dalle 19 alle 8 di mattina.

La bioraria è stata concepita per migliorare l'efficienza del sistema elettrico e nel contempo far risparmiare l'utente se consuma in maniera intelligente.

In questi ultimi anni, come tra i primi abbiamo fatto notare a partire dal 2012, molte cose sono cambiate: grazie anche al contributo del fotovoltaico, nelle ore diurne il prezzo dell'energia in Borsa è sceso, mentre è salito il picco di prezzo serale.

Una dinamica che, seppur in maniera  attenuata, ha impattato anche sulle bollette, diminuendo la convenienza del kWh consumato nella fascia F2- F3.

Ma, allora, ad oggi, conviene ancora, ad esempio, fare le lavatrici di notte o nei festivi, cioè spostare i consumi nelle fasce in cui l'elettricità, con la bioraria, si paga meno?

La risposta è: sì, conviene, ma il risparmio ottenibile, non è probabilmente abbastanza consistente da giustificare uno sconvolgimento delle nostre abitudini domestiche.

Ad esempio, secondo il preventivatore dell'Autorità per l'energia, una famiglia che consumi 3000 kWh all'anno, pari a una bolletta annua sui 600 euro, spostando il 90% dei consumi nelle fasce F2 e F3, con la tariffa regolata risparmierebbe circa 5 euro rispetto a una distribuzione dei consumi più omogenea, con il 50% in F1.

Qualche vantaggio in più, per chi riesce a spostare i prelievi dopo le 20 e nei festivi, c'è tra le offerte del mercato libero, ma neanche qui si parla di grandi cifre: 22 euro. La situazione è riassunta dalla tabella:

Utente residente con una potenza impegnata 3 kW e consumi annui per 3.000 kWh

 

Spesa annuale con la bioraria della maggior tutela

Spesa annuale con la migliore offerta sul mercato libero

10% dei consumi in F1

585 euro

466 euro

50% dei consumi in F1

599 euro

488 euro

90% dei consumi in F1

614 euro

488 euro

Come si vede, il nostro ipotetico utente che riesce ad avere nella fascia più costosa (le ore diurne dei feriali) solo il 10% dei consumi, cioè 300 kWh su 3000, con la bioraria della maggior tutela spenderebbe 585 euro all'anno e con la più conveniente tra le offerte del mercato libero, anche questa bioraria, 466 euro.

Se invece i suoi consumi fossero per metà nella fascia più cara e metà in F2-F3, con la tariffa regolata spenderebbe 599 euro all'anno mentre con la più economica tra quelle del mercato libero (in questo caso una monorotaia) scenderebbe a 488 euro.

Infine, per fare un altro esempio “estremo”, se il 90% dei consumi fossero in F1, con la bioraria della maggior tutela il conto salirebbe a 614 euro, mentre la miglior offerte sul mercato libero resterebbe la monoraria del caso precedente, che fa spendere 488 euro l'anno.

Insomma, cercare la migliore offerta al di fuori della maggior tutela rende molto di più rispetto a spostare i consumi. Poi, facendo le lavatrici nei festivi o la sera e con altri comportamenti si può risparmiare qualche euro in più grazie alle biorarie, ma si tratta di poca cosa.

Detto questo, diamo comunque, qualche consiglio utile per chi vuole spostare i consumi.

Se avete un boiler elettrico, ad esempio, meglio fare la doccia prima delle 8 del mattino o dopo le 7 di sera: pesa (sempre secondo stime dell'Autorità) intorno ai 793 kWh l'anno, il 29% di una bolletta da 2.700 kWh (l'utenza tipo considerata dall'Aeegsi).

Altro elettrodomestico vorace del quale si può differire l'uso è il ferro da stiro: usato 3 ore a settimana pesa per 197 kWh, l'11% della citata bolletta media. Piccolo 'vampiro' succhia kWh e denaro, da attivare preferibilmente dopo il crepuscolo è la lavastoviglie: 7 lavaggi a settimana fanno 451 kWh che rappresentano quasi il 17% della bolletta.

Seguono tra i più energivori i piani cottura elettrici: 3 ore a settimana pesano per l'11% della bolletta annuale. Da non trascurare infine, la lavatrice: 4 lavaggi a settimana pesano per il 7,20% della bolletta. Se volete recuperare anche anche il non grandissimo risparmio che si ottiene spostando i consumi in F2-F3, dunque, meglio farla funzionare la sera e i festivi.

Vedi anche su QualEnergia.it:

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In Francia 1 GW in più all'anno al fotovoltaico e un’asta “mista” eolico-FV

Giovedì, 14 Dicembre 2017
Redazione QualEnergia.it
Annunciate dal ministro della Transizione ecologica, Nicolas Hulot, alcune misure per accelerare la diffusione delle fonti rinnovabili: aumento della capacità da assegnare annualmente al solare e la prima gara per mettere in concorrenza diretta l’eolico sulla terraferma e i grandi impianti FV.
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La Francia incrementa i suoi obiettivi per le rinnovabili con due provvedimenti, annunciati di recente dal ministro della Transizione ecologica, Nicolas Hulot.

Innanzi tutto Hulot ha deciso di assegnare 1 GW l’anno in più alle aste per il solare fotovoltaico, il cui volume totale passerà quindi da 1,45 a 2,45 GW ogni dodici mesi.

Le aste, lanciate alla fine del 2016, finora hanno permesso di realizzare 1 GW di progetti a terra e circa 300 MW di nuove installazioni su tetto.

L’aumento avverrà ...

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Da Bruxelles via libera agli incentivi polacchi per le rinnovabili

Giovedì, 14 Dicembre 2017
Il piano di Varsavia è compatibile con le regole UE sugli aiuti di Stato. Previsto un conto energia per gli impianti fino a 500 kW e aste competitive con tariffe premio per le installazioni più grandi. Il budget ammonta a circa 9,4 mld € grazie ai contributi applicati alle bollette dei consumatori elettrici.
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Via libera da Bruxelles al piano polacco per favorire la produzione di energia rinnovabile con una serie di nuovi incentivi, per un budget complessivo di circa 9,4 miliardi di euro, assicurato da un contributo speciale applicato alle bollette degli utenti elettrici.

Lo schema predisposto da Varsavia ...

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Vertice ministri Ue energia, Kyoto Club: "Calenda appoggi innalzamento obiettivi Fer al 2030"

Giovedì, 14 Dicembre 2017
In vista dell'incontro dei ministri europei dell'energia previsto per lunedì 18 dicembre, Kyoto Club ha diffuso una nota in cui chiede al ministro Calenda di appoggiare la richiesta di alzare al 35% il contributo europeo delle rinnovabili al 2030.

"Chiediamo al Ministro Calenda di appoggiare la richiesta di alzare al 35% il contributo europeo delle rinnovabili al 2030".

Questo il messaggio principale di una nota stampa diffusa da Kyoto Club in vista dell'incontro dei ministri europei dell'energia, previsto per lunedì 18 dicembre.

"Un'occasione importante per innalzare gli obiettivi delle fonti rinnovabili al 2030, fissati dalla Commissioni tre anni fa sul livello del 27% dei consumi finali", commenta l'associazione.

La rapida riduzione dei prezzi del solare, dell’eolico e delle batterie degli ultimi anni è destinata a continuare - prosegue la nota - facendo quindi ritenere possibile e necessaria una revisione del target portandolo almeno al 35%.  Questa richiesta è peraltro sostenuta dalle Commissioni Ambiente ed Energia del Parlamento Europeo e da un ampio ventaglio di attori.

Sei utility europee (Enel, la spagnola Iberdrola, la tedesca EnBW, la danese Orsted, la britannica See e la portoghese Edp) hanno infatti sottolineato la necessità di un suo innalzamento al 35% e sulla stessa posizione si sono allineate oltre cinquanta società (da Ikea a Philips, da Siemens a General Electric) che hanno lanciato un apposito appello ai ministri che si riuniranno la prossima settimana a Bruxelles (vedi QualEnergia.it, Ue, produttori e grandi aziende contro ostacoli ai Ppa e per rialzo target rinnovabili).

Alcuni paesi, come la Germania e la Svezia - argomenta il Kyoto Club - sono chiaramente favorevoli a obiettivi più ambiziosi.

Un aumento della quota delle rinnovabili - si spiega - e un maggiore impegno sul versante dell’efficienza consentirebbero, tra l’altro, di ridurre le importazioni di metano e di aumentare la sicurezza energetica del Continente. Un tema tornato d’attualità in Italia dopo l’incidente austriaco al gasdotto TAG (vedi QualEnergia.it).

Su questo specifico tema va sottolineato - si conclude- come nel nostro paese un importante contributo verrà dalla crescita della produzione di biogas che al 2030 con 10 miliardi di m3 potrebbe soddisfare tra il 10 e il 15% dei consumi annui di metano.

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Quanto sono preoccupati gli europei per i cambiamenti climatici?

Giovedì, 14 Dicembre 2017
Redazione QualEnergia.it
La maggior parte dei cittadini dei vari paesi europei guarda con apprensione al surriscaldamento terrestre. Quelli maggiormente preoccupati sono i tedeschi, che però sono anche i più pessimisti sulla possibilità che i governi riusciranno a combattere in modo efficace il climate change.
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Quanto sono preoccupati i cittadini europei per i mutamenti del clima? Sono ottimisti o pessimisti sulle soluzioni adottate dai rispettivi governi per combattere il surriscaldamento globale? C’è ancora qualcuno che nega l’esistenza del global warming?

A queste e altre domande troviamo delle risposte nel sondaggio sui cambiamenti climatici, pubblicato dall’agenzia inglese NatCen (National Centre for Social Research) nell’ambito dell’European Social Survey (EES) che ha coinvolto oltre 20 paesi del vecchio continente, più Russia e Israele, ma non l’Italia (vedi anche QualEnergia.it sui risultati di un recente sondaggio europeo su rinnovabili vs carbone).

Le rilevazioni sono state fatte tra fine 2016 e inizio 2017, su un campione di 1.500 persone divise per età per ciascun paese coinvolto (800 persone per le nazioni con meno di due milioni di abitanti).

Il primo grafico sotto riassume il grado di attenzione dei cittadini.

La Germania è la nazione più consapevole dei rischi cui sta andando incontro, perché l’86% dei partecipanti al sondaggio si dice molto/abbastanza preoccupato per i cambiamenti climatici in atto sul nostro Pianeta. Sloveni, belgi e francesi sono anche loro particolarmente preoccupati.

Israele, Repubblica Ceca e Russia, invece, sono i paesi con le percentuali minori di persone che affermano di essere “spaventate” da questo tema - poco più della metà del totale - e dove resistono piccoli gruppi di negazionisti climatici, soprattutto in Russia (15%).

Con il secondo grafico sotto, invece, vediamo quanto sono ottimisti o pessimisti i cittadini sul futuro del clima. La domanda, in questo caso, è quanto pensano sia probabile che un numero adeguato di governi adotterà misure per ridurre il climate change.

I tedeschi sono i cittadini più pessimisti su questo fronte, perché il 66% di chi ha risposto al sondaggio ritiene poco o per nulla probabile che le nazioni, nel loro complesso, riusciranno ad agire in modo efficace per diminuire l’inquinamento globale. Svizzeri, sloveni, austriaci e francesi figurano tra gli europei che meno degli altri confidano nella buona riuscita delle politiche salva-clima.

Dallo studio emergono altre due tendenze: le persone maggiormente preoccupate per i cambiamenti climatici sono quelle maggiormente interessate/coinvolte in politica e con un orientamento di centrosinistra.

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Il problema Sogin: sia del tutto ristrutturata e non poltrona per politici in declino

Giovedì, 14 Dicembre 2017
In un duro comunicato la Commissione scientifica sul Decommissioning ha stigmatizzato le incapacità di programmazione e gestione per lo smantellamento del nucleare in Italia. Le responsabilità di Sogin: “va completamente ristrutturata”. Il caso del CEMEX di Saluggia.
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Ci sono tante, troppe cose che non vanno nell’attività (?) Sogin.

Si sono accavallate incapacità di programmazione e pessime gestioni, appetiti politici, interessi di lobby grandi, medie e minuscole, velleità varie sui finanziamenti per lo smantellamento degli impianti.

Tra queste velleità va segnalata quella del ritorno al nucleare che, incredibilmente, non si è mai spenta. Peggio dei militari giapponesi, che da una qualche isoletta del Pacifico si arrendevano ancora venticinque dopo la fine della guerra. Già, ma dal referendum del 1987 sono passati più di cinque lustri e c’è stato un altro referendum per chi non avesse capito. E arrendetevi!

In questi giorni stanno girando insistenti rumors di commissariamento della Sogin. L’intervento su questa società è ormai ineludibile, ma deve essere una ristrutturazione completa e di alto livello. Chi pensasse che possa essere un mezzo per creare una poltroncina per qualche politico, trombato o “trombaturus”, sarebbe un irresponsabile. Un cretino irresponsabile.

La vicenda EUREX di Saluggia

EUREX è l’impianto nel quale, da oltre 40 anni, sono allocati dei serbatoi ormai vetusti che contengono più di 200 litri di rifiuti liquidi radioattivi residuati dal ritrattamento del combustibile nucleare. Nel 2000 il Dipartimento nucleare dell’ANPA impose di solidificare quei rifiuti entro il termine improrogabile del 31 dicembre 2005.

Nel 2003 gli impianti passarono alla Sogin e il generale Jean, commissario pro tempore, decise da bravo generale di cambiare il progetto ENEA, basato sulla tecnologia della vetrificazione, a favore, invece, di una più semplice cementazione dei liquidi in modo da accelerare i tempi: il progetto CEMEX.

La Sogin ha impiegato ben 10 anni per portare a gara il progetto, mentre tra i due gruppi pubblici, Ansaldo Nucleare (Finmeccanica) e SAIPEM (gruppo ENI), si svolgeva uno scontro a colpi bassi.

E quando la SAIPEM vince la gara, lo scontro si sposta al contenzioso continuo tra appaltatore e committente e all’interno della stessa Sogin fino alla paralisi totale dell’operatività.

Oggi, dopo che nel luglio scorso il nuovo CdA Sogin ha rescisso unilateralmente il contratto, siamo alla carta bollata tra Sogin e SAIPEM.

Sullo sfondo un’umiliante e grave realtà: di fatto siamo tornati indietro di 20 anni nella gestione di quella che è la situazione più critica dei rifiuti radioattivi in Italia. E ne va della salute e della sicurezza dei cittadini.

Sì, “Industria 4.0”! È l’italietta delle faide tra corporazioni medievali, e se il Ministro Calenda, così impegnato sul futuro, si voltasse a dare un’occhiata a questo pregresso non farebbe un’oncia di danno.

Comunicato della Presidenza della Commissione scientifica sul Decommissioning

Il presidente della Commissione è Giorgio Parisi, premio Max Planck della Fisica teorica. Nella presidenza anche Massimo Scalia, fisico e storico leader ambientalista.

Sul Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi e il conseguente Rapporto Ambientale

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Bandi, appalti e gare del giorno: 14 dicembre 2017

Giovedì, 14 Dicembre 2017
Redazione QualEnergia.it
Ogni giorno, per gli abbonati di QualEnergia.it PRO, progetti europei, finanziamenti locali, regionali e nazionali, bandi per gare d'appalto in tutta Italia per la fornitura di beni e servizi su energia, edilizia ed efficienza energetica, mobilità sostenibile. I bandi del giorno e l'archivio di quelli in scadenza.

Per gli abbonati a QualEnergia.it PRO ogni giorno bandi per progetti europei, per programmi di finanziamento locali, regionali e nazionali, gare d'appalto in tutta Italia per la fornitura di beni e servizi su energia, edilizia ed efficienza energetica, mobilità sostenibile e altro ancora.

I bandi pubblicati oggi e il nostro archivio con quelli in scadenza ...

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Ricarica veicoli elettrici, a Bolzano incentivi anche per utenti domestici

Giovedì, 14 Dicembre 2017
Il contributo potrà raggiungere l’80% della spesa ammessa, per un importo massimo di 1.000 euro per ogni sistema di ricarica. Possono fare richiesta privati cittadini, enti pubblici, associazioni e altre organizzazioni che non svolgono attività imprenditoriale. Ai privati possono essere concessi contributi per un massimo di tre sistemi di ricarica.

La Giunta provinciale di Bolzano ha approvato i criteri per la concessione di contributi per l’incentivazione di sistemi di ricarica, anche domestici, per veicoli elettrici privati.

Possono fare richiesta privati cittadini, enti pubblici e organismi di diritto pubblico, associazioni e altre organizzazioni che non svolgono attività imprenditoriale.

Il contributo potrà raggiungere l’80% della spesa ammessa, per un importo massimo di 1.000 euro per ogni sistema di ricarica. Ai privati possono essere concessi contributi per un massimo di tre sistemi di ricarica.

L’intervento – si spiega la Giunta provinciale in una nota – rientra nel pacchetto di misure #greenmobilitybz che punta a incentivare l’uso dei veicoli elettrici per favorire la mobilità sostenibile.

Sono ammessi a contributo i seguenti interventi:

  • l’installazione di sistemi di ricarica per veicoli elettrici, inclusi gli ibridi plug-in
  • gli eventuali costi per uno specifico allacciamento elettrico
  • la messa a disposizione di sistemi di ricarica per veicoli elettrici, inclusi gli ibridi plug-in, per mezzo di un contratto di servizio, compreso un eventuale specifico allacciamento elettrico.
  • l’allacciamento e l’installazione di una o più stazioni di ricarica, se messe a disposizione a titolo gratuito.

Le domande di contributo possono essere presentate a partire dal 2018, all’inizio in forma cartacea e da febbraio anche online, entro le scadenze del 31 marzo, 31 luglio e del 31 ottobre di ogni anno.

La domanda deve essere presentata prima della realizzazione dell’investimento, dell’emissione delle fatture, anche di acconto, della stipula dei contratti e dell’effettuazione di qualsiasi pagamento, ed essere corredata da preventivi di spesa o da un elenco dettagliato degli investimenti programmati.

Questa misura si va ad aggiungere alle incentivazioni per l’acquisto di veicoli elettrici, con uno sconto fino a 4000 euro da ottenere direttamente presso i concessionari, con i quali sono state stipulate apposite convenzioni, e alle incentivazioni pensate per le aziende che si dotano di mezzi di trasporto elettrici e relative stazioni di ricarica.

Per maggiori informazioni: http://www.greenmobility.bz.it

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