Trasporti elettrici e batterie, l’Europa non può stare senza gigafactory

Venerdì, 26 Gennaio 2018
Redazione QualEnergia.it
Annunciata una nuova partnership per Northvolt, l’azienda svedese che vuole costruire una super-fabbrica di batterie al litio: è il turno di Scania, il colosso dei camion, che investirà 10 milioni di euro nel progetto. Che cosa prevedono i piani della start-up fondata dall’ex manager di Tesla, Peter Carlsson.
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Il gigante svedese dei camion, Scania (parte del gruppo Volkswagen), investirà 10 milioni di euro nel progetto per la super-fabbrica europea di batterie al litio, sviluppato da Northvolt, l’azienda anch’essa svedese fondata e diretta da Peter Carlsson, ex manager di Tesla.

Scania e Northvolt, chiarisce una nota congiunta, hanno siglato un’intesa per produrre e commercializzare la prossima generazione di accumulatori al litio. La start-up di Carlsson, negli ultimi mesi, ha stretto alleanze con vari partner industriali, tra cui il colosso svizzero dell’automazione ABB.

L’obiettivo è realizzare lo stabilimento di batterie più grande e tecnologicamente avanzato d’Europa, nel nord della Svezia, più precisamente nella municipalità di Skelleftea, con un investimento globale nell’ordine di 4 miliardi di euro (vedi QualEnergia.it).

Nel 2019 è prevista l’entrata in funzione di una linea dimostrativa, installata nel centro di ricerca e sviluppo di Vasteras. La produzione su vasta scala partirà nel 2020 con una capacità iniziale pari a 8 GWh/anno, per poi raggiungere il massimo output nel 2023, quando la fabbrica sarà in grado di immettere sul mercato 32 GWh/anno di batterie, quasi lo stesso livello (35 GWh) della gigafactory di Tesla negli Stati Uniti.

La scelta di Skelleftea è dettata da molteplici ragioni, soprattutto la sua importanza come centro minerario che potrà fornire alcune materie prime impiegate nella costruzione degli accumulatori.

L’idea di Carlsson è creare una filiera produttiva centrata sulla sostenibilità ambientale, quindi una filiera il più possibile “corta” per l’approvvigionamento di materiali, che utilizza energia rinnovabile e che include tutte le fasi di lavorazione, compreso il riciclo-riutilizzo delle batterie.

Per il momento, l’Europa è rimasta un po’ indietro nella corsa alle gigafactory e questo è il motivo che ha spinto Bruxelles a promuovere un consorzio continentale sul modello-Airbus, finanziato con oltre 2 miliardi di euro (Storage, Bruxelles vuole “un Airbus delle batterie”).

La Commissione europea, con tale iniziativa, vuole evitare che la produzione di batterie si concentri in paesi come Cina, Giappone e Stati Uniti, lasciando il vecchio continente ai margini di quella che si prospetta come una vera e propria rivoluzione industriale.

D’altronde, la maggior parte delle case automobilistiche ha annunciato piani molto ambiziosi per lanciare decine di nuovi modelli 100% elettrici in pochi anni, con una domanda di batterie che la sola Volkswagen ha stimato in 150 GWh/anno al 2025 (Il mondo dell’auto scommette sull’elettrica, tranne Marchionne).

L’ondata elettrica non si fermerà alle automobili: camion e bus a zero emissioni, infatti, sono entrati nei programmi di sviluppo di molte aziende.

Tesla, di recente, ha svelato il suo Semi Truck, il camion alimentato esclusivamente dalle batterie che secondo Elon Musk rivoluzionerà i viaggi pesanti su gomma, ma le incognite in questo campo restano moltissime, dall’autonomia dei mezzi alla diffusione dei punti di ricarica, passando per il costo e l’ingombro degli accumulatori (La nuova scommessa di Tesla è il camion elettrico. È un azzardo?).

Intanto Scania, grazie alla partnership con Northvolt, punta a elettrificare i Tir e gli autobus del futuro.

L’elettrificazione, ha dichiarato l’amministratore delegato di Scania, Henrik Henriksson, “sarà la chiave per passare a un sistema di trasporti senza combustibili fossili”, anche se l’attuale tecnologia delle celle al litio dovrà essere migliorata, per rispondere alle esigenze delle società di trasporto pubbliche e private (affidabilità, autonomia estesa, costi ridotti).

Tra le altre, finora poche, iniziative europee, c’è da segnalare il consorzio tedesco TerraE, nato lo scorso agosto con la partecipazione di 17 società e istituti di ricerca, allo scopo di costruire una fabbrica con una capacità full-scale di 34 GWh prevista per il 2028.

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