Rinnovabili in edilizia, la Sardegna contro la semplificazione

Giovedì, 10 Agosto 2017
La Sardegna con la legge Regionale n. 11 del 3/7/2017 doveva recepire la liberalizzazione in materia di edilizia, ma al contrario la semplice installazione sugli edifici di impianti FV, solari termici e pompe di calore è assoggettate a più stringenti titoli abilitativi, disattendendo la disciplina nazionale. L'intervento di una società sarda.

La Sardegna con la legge Regionale n. 11 del 3 luglio 2017 doveva recepire la liberalizzazione in materia di edilizia, definita a livello nazionale con il D.Lgs 222/2016.

Tuttavia gli effetti di questa legge regionale non solo sono difformi, ma addirittura divergenti dalla normativa nazionale.

In particolare, l’art. 9 della L.R. 11/2017, nel riscrivere l’art. 15 della L.R. 23/1985 (interventi di edilizia libera), non ha mutuato le liberalizzazioni ora sancite dall’art. 6 del DPR 380/2001 (TUED), introdotte dall’art. 3 del Dlg. 222/2016.

Quindi in Sardegna risultano assoggettate a ben più stringenti titoli abilitativi la semplice installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici, gli impianti solari termici, le pompe di calore, eccetera, interventi che devono essere liberi a livello nazionale.

QualEnergia.it ha deciso di pubblicare un intervento di analisi normativa di una società sarda che opera nel settore delle rinnovabili che spiega come l’attuale sistema abilitativo regionale sia in contrasto con le norme nazionali e, secondo il parere della società, disattendendo specifiche disposizioni normative che imporrebbero il recepimento delle liberalizzazioni ...

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