Chi governerà in Germania quali politiche energetiche e climatiche adotterà?

Venerdì, 8 Settembre 2017
Redazione QualEnergia.it
Il prossimo governo tedesco, quello che uscirà dalle elezioni del 24 settembre, sarà quasi certamente formato da una coalizione di due o più partiti. Per capire come evolverà la politica federale, vediamo come si muovono sui temi energie e clima i diversi schieramenti presenti nei Lander.
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Secondo quasi tutti gli organi di stampa tedeschi, il prossimo governo della Germania, quello che uscirà dalle elezioni del 24 settembre, sarà quasi certamente formato da una coalizione di due o più partiti.

Un risultato di questo tipo dovrebbe portare, secondo logica, ad un compromesso sulle politiche energetiche e climatiche del paese.

Alcune analisi provano a fornire una previsione di cosa potrà accadere a breve su questo tema, alla luce delle attuali politiche energetiche definite dalle coalizioni nei diversi Lander, coalizioni che potrebbero riproporsi per la formazione di un governo federale dopo le elezioni.

Alcune delle alleanze considerate possibili potrebbero essere tra Partito Socialdemocratico (SPD), Verdi e Partito della Sinistra (Die Linke), oppure tra SPD, Partito Democratico Libero (FDP) e Verdi (Grunen).

Mentre la prima opzione sembra piuttosto complessa per le differenti posizioni dell Linke sulla politica estera (critica della NATO e su posizioni filo russe), la seconda opzione per alcuni osservatori politici non sembrerebbe particolarmente fattibile alla luce degli attuali sondaggi.

Un’altra possibilità è la riproposta della cosiddetta Grande Coalizione tra CDU della Merkel e SPD, che però i sondaggi non vedono oggi in pool position

Per capire possibili evoluzioni vediamo cosa è accaduto finora sul tema energia e clima nei diversi Lander tedeschi con coalizioni di governo.

  • "Coalizione nera-gialla” tra CDU e FDP nel North Rhine-Westphalia (NRW) - presente dal giugno 2017

È l’unica coalizione a livello statale tra questi due partiti, che peraltro hanno governato il paese tra il 2009 e il 2013.

Entrambi, nel loro accordo di coalizione, vogliono attuare le politiche sulla protezione del clima senza dare però preferenza ad alcuna tecnologia (neutralità tecnologica), basandosi inoltre sul modello del meccanismo ETS.

Si vogliono limitare tutte le normative che vanno oltre i target dell’UE e mettere fine agli incentivi federali alle fonti rinnovabili quanto prima e spingere per una taglio delle tasse sull’elettricità

I due partiti nella NRW sono favorevoli a conservare nel mix elettrico del paese la lignite, uno dei peggiori combustibili in termini di emissioni. Secondo questa coalizione, lignite, hard coal e gas sono il cosiddetto “ponte” indispensabile per il futuro energetico del paese. Sappiamo quanto sia contraddittorio però questo assunto che porterebbe a mantenere alterato lo status quo energetico molto a lungo.

Sulle nuove installazioni di eolico CDU e FDP vorrebbero una legislazione più restrittiva, ponendo le turbine ad almeno 1500 metri delle aree residenziali, ma questa soluzione potrebbe, di fatto, portare ad una stagnazione delle realizzazioni di nuovi impianti soprattutto in uno Stato a così alta densità abitativa.

Anche sulla politica della mobilità non sposano una specifica tecnologia alternativa (la neutralità tecnologica è sempre al centro del loro approccio) e, inoltre, sono contrari al divieto di utilizzare i veicoli alimentati a diesel.

  • "Coalizione nero-verde” tra CDU e Verdi nello stato di Hesse (Francoforte) – presente dal 2013

In questa coalizione si può riscontrare una maggiore propensione per una centralità della politica ecologica: la strategia di transizione energetica (Energiewende) e le policy per la protezione del clima sono considerati dunque progetti e obiettivi fondamentali.

Anche l’impegno verso una maggiore diffusione delle rinnovabili , raddoppiando la loro quota sui consumi elettrici entro il 2018, soprattutto spingendo sull’eolico, è presente nell’accordo di coalizione. Secondo la Renewable Energies Agency, le rinnovabili in questo Lander sono passate dal 12,5% sui consumi totali di energia del 2013 al 16,4% a fine 2015. Un discreto segnale.

Sugli incentivi alle rinnovabili i due partiti hanno sostenuto un cambiamento dell’EEG, la legge per la promozione delle fonti pulite, più orientato verso un sistema di mercato.

Per gli impianti convenzionali a fonti fossili sarebbero favorevoli a un capacity market al fine di ridurre le emissioni e per avere una maggiore flessibilità nell’uso di questi impianti. Tuttavia a livello di governo centrale nel 2015 si è deciso di non attivare un sistema di capacity market e lasciare che i prezzi di questi impianti siano liberi di modificarsi sul mercato elettrico.

Sulla mobilità si punta a sfruttare al massimo le risorse esistenti e a sostenere lo sviluppo del trasporto su ferro quanto più possibile. Resta una posizione molto differente tra i due partiti riguardo all’uso del diesel per le auto. Per il trasporto aereo, visto il crescente peso dell’aeroporto di Francoforte, si è puntato al suo rafforzamento con un terzo terminale.

CDU e Verdi hanno approvato nel 2017 il “piano per la protezione del clima al 2025”, che definisce le misure necessarie per arrivare alla “neutralità climatica” per metà secolo. In questo accordo di coalizione c’è il pieno sostegno per le regole e la legislazione europea e nazionale sulle politiche climatiche.

Questa coalizione, ma con una leadership dei Verdi, è presente dal 2016 anche nello Stato del Baden-Württemberg, il lander dell’industria dell’auto.

Le due coalizioni stanno lavorando in sintonia e questa evoluzione potrebbe far pensare che siano pronte per un governo a livello federale.

  • Coalizione Jamaica” (nera-gialla-verde) tra CDU e FDP e Verdi nello stato Schleswig-Holstein – presente dal giugno 2017

Negli accordi di questa coalizione si punta ad una uscita dal nucleare, un forte impegno nella politica per l’Energiewende e per gli accordi di Parigi. Si esclude la possibilità di fare impianti per la cattura e lo stoccaggio di CO2 (CCS) e attività di estrazione tramite fracking.

Il percorso di elettrificazione del calore e del trasporto per questi partiti qui in coalizione deve essere tecnologicamente neutrale, sebbene promettano di ricercare nuove modalità per rendere più economiche le fonti rinnovabili, favorendo soprattutto l’espansione del fotovoltaico a livello federale.

Si punta inoltre a rendere lo stato del Schleswig-Holstein un modello e un esempio per la mobilità elettrica.

Sull’eolico chiedono un aumento della distanza tra le turbine e le aree abitate, ma sull’offshore ritengono necessario aumentare il target/cap previsto finora.

Chiedono poi una uscita “responsabile” dal carbone, affrontando la chiusura dell’ultimo impianto presente nel Lander con la Vattenfall, l’azienda che lo gestisce, e la vicina città-stato di Amburgo.

All’interno della coalizione c’è ancora una diversa visione tra FDP e Verdi sul suolo del mercato nel settore dell’energia. Forse un ostacolo arduo da superare per una coalizione federale.

  • Coalizione semaforo” (rossa, gialla, verde) tra SPD, FDP e Verdi in Renania-Palatinato – presente da maggio 2016 2016

La coalizione per i prossimi cinque anni si impegnerà nel sostenere le politiche nazionali e gli accordi internazionali sugli obiettivi climatici.

A livello di lander si punta ad un’offerta energetica ecologica e sostenibile economicamente, con una crescita delle rinnovabili.

Il ruolo e il quadro normativo per gli impianti a ciclo combinato, che vengono considerati necessari dalla coalizione per bilanciare il sistema elettrico dalle fluttuazione del fonti rinnovabili intermittenti, dovrebbe però essere, secondo i partiti, di dominio del governo federale.

Qualche vincolo sulle centrali eoliche (1000 metri dalle aree abitate ed esclusione delle zone protette a livello naturale e storico), anche se qui FDP chiede di sospendere lo sviluppo dell’eolico.

La precedente coalizione del lander (rosso-verde) aveva definito un accordo che puntava al 100% di fonti rinnovabili sui consumi elettrici al 2030, ma questa nuova aggregazione ha rinnegato l’intesa su questo punto strategico.

Per il lander si punta, tuttavia, a continuare nell’uso della bionergia e a rafforzare l’autoconsumo da solare fotovoltaico per le installazioni su tetto.

La coalizione “semaforo” sostiene l’uscita dal nucleare e si sta impegnando per proporre la chiusura delle vicine centrali atomiche francesi e belghe di Cattenom, Fessenheim, Tihange e Doel.

  • "Coalizione R2G” (rosso-rosso-verde) tra SPD, Partito della Sinistra e Verdi nella città-stato di Berlino – presente dal dicembre 2016

Questa coalizione, molto spostata a sinistra, presente solo nello stato di Berlino, vuole rendere la capitale della Germania la città leader nella battaglia sul clima e per la transizione energetica.

Obiettivo è “zero emissioni” generate al 2050 e pieno sostegno agli accordi internazionali sul clima di Parigi.

L’elettricità generata da Berlino dovrà essere al 100% da fonte rinnovabile “il più presto possibile”, tanto da voler realizzare un piano generale, il “Solar Capital”, per questo target, con obiettivi ben definiti.

Tutti i tetti degli edifici pubblici inoltre verranno valutati entro il 2018 al fine di un loro potenziale utilizzo per il fotovoltaico

L’accordo prevede si disinvestire risorse economiche nelle società e nei fondi che impiegano denaro per attività dannose per il clima. Altro impegno è chiudere le centrali a carbone, un obiettivo definito anche nel loro programma energetico e di protezione per il clima.

Grande attenzione alla velocizzazione nella riqualificazione energetica in edilizia soprattutto puntando sull’isolamento.

Molto importante per la coalizione l’avvio di una transizione verso la mobilità sempre più sostenibile: rafforzamento dei trasporti pubblici miglioramento delle infrastrutture per le piste ciclabile e pedonali.

Anche alla luce delle difficoltà che sta riscontrando l’applicazione dell’Energiewende tedesca, con qualche arretramento rispetto agli obiettivi fissati, si può notare come tutte le coalizioni statali presenti in Germania abbiano definito un impegno specifico sulle politiche climatiche ed energetiche e molte di queste sono anche più avanzate rispetto all’attuale quadro nazionale.

Un approccio che manca nel nostro paese o che comunque non ha questa centralità nelle politiche dei nostri partiti.

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